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Regime forfettario ex datore di lavoro

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Regime forfettario ex datore di lavoro

Vuoi aprire una partita Iva in regime forfettario e sei un ex dipendente? Non hai chiaro se puoi fatturare al tuo vecchio datore di lavoro?
Oggi ci occupiamo di regime forfettario ed ex datore di lavoro analizzando gli aspetti fondamentali che devi sapere se ti trovi in questa situazione.
Ti ricordiamo che, dal primo gennaio 2020, il regime forfettario ha subito una serie di modifiche previste con la nuova Legge di Stabilità.
Il limite del fatturato è fissato in 65.000 € e l’aliquota dell’imposta varia dal 15% al 5% a seconda dei casi.

Molte sono le semplificazioni e le agevolazioni previste, puoi trovare molti articoli sul nostro blog che ne parlano.
Dopo questa premessa, mettiti comodo ed in pochi minuti vediamo tutto quello che c’è da sapere, buona lettura.

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Regime forfettario ex datore di lavoro

Dal primo gennaio 2019 è stata modificata la normativa in modo consistente.
Da quella data, se vuoi continuare ad avere rapporti di lavoro con il tuo vecchio datore di lavoro, ma con partita IVA devi conoscere bene l’art. 1, comma 57 lett. d-bis) della Legge di Stabilità 2015.

Lo scopo di questo articolo è aiutarti a capire se puoi aprire la partita Iva in regime forfettario e fatturare al vecchio datore di lavoro.
Purtroppo la norma prima menzionata, vieta l’accesso al regime forfettario ai contribuenti la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due periodi d’imposta precedenti.

Se fai attenzione, la norma vieta la possibilità di essere forfettario solo e soltanto se la tua attività è svolta prevalentemente al tuo ex datore di lavoro.
La caratteristica della prevalenza è stato sottolineato anche dall’Agenzia delle Entrate.

Tramite apposita circolare, ha chiarito che occorre considerare come sia svolta effettivamente l’attività.
Se è espletata in misura prevalente nei confronti dei datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o alle dipendenze dei quali il contribuente ha svolto la propria attività lavorativa negli ultimi due anni.

Il parametro a cui fare riferimento per il calcolo della prevalenza sono i compensi conseguiti.
Dalla norma in esame si possono comprendere i casi nei quali è possibile adottare il regime forfettario quando si fattura ad un ex datore di lavoro:

  1. anche in via prevalente, se sono trascorsi almeno 2 periodi di imposta;
  2. se sono trascorsi meno di 2 periodi di imposta quando i compensi con l’ex datore di lavoro non sono prevalenti;
  3. in via prevalente, se la tua attività ricade in una sezione ATECO diversa da quella dell’ex datore.

Contratto di somministrazione e regime forfettario

Da alcuni anni nel nostro Paese molti lavoratori vengono assunti mediante dei contratti di somministrazione lavoro.
Il contratto di somministrazione è un particolare rapporto di lavoro che si caratterizza per il coinvolgimento di tre soggetti:

  1. il lavoratore;
  2. l’impresa;
  3. un’agenzia per il lavoro.

Il lavoratore, in questo caso è assunto e retribuito dall’agenzia per il lavoro, ma svolge la propria attività presso l’impresa.

Se apri la partita Iva in forfettario e avevi con il tuo ex datore di lavoro un contratto di somministrazione, devi osservare le stesse indicazioni che abbiamo già descritto sopra.
Devi sapere che, per tutta la durata della somministrazione, i lavoratori svolgono la loro attività alle dipendenze dell’agenzia di somministrazione.
Ovviamente tutto questo nell’interesse e sotto la direzione ed il controllo dell’impresa utilizzatrice come da articolo 30 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

Il d.l.  n. 81 del 2015, attribuisce all’impresa poteri ed obblighi generalmente riconducibili alla figura del datore di lavoro.
Di conseguenza, se con la tua partita Iva effettui prevalentemente prestazioni a favore della dell’impresa utilizzatrice, sei soggetto alla medesima causa ostativa all’adozione del regime forfettario di un qualunque dipendente.

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