Sei un elettricista con Partita Iva in forfettario e vuoi sapere quanto devi pagare di tasse? Stai pensando di aprire una ditta come elettricista e vuoi sapere se ti conviene?
Oggi ci occupiamo del calcolo tasse in forfettario elettricisti alla luce delle nuove norme in vigore da inizio anno.
Elettricisti in forfettario
Innanzitutto, l’attività di elettricista come ben saprai richiede il possesso di determinati requisiti tecnici e l’iscrizione in Camera di Commercio come Ditta individuale.
Dal punto di vista fiscale quindi si presenta l’inquadramento come Ditta individuale Artigiana.
Per informazioni più dettagliate sul regime forfettario in generale o per quello che riguarda la professione di elettricista con partita Iva in regime forfettario ci consigliamo la lettura degli articoli dedicati nel nostro blog.
Elettricisti in forfettario: calcolo tasse
Se svolgi l’attività di elettricista con partita Iva forfettaria, quanto devi versare di tasse e previdenza? Vediamolo di seguito anche con l’ausilio di alcuni esempi.
Vediamo di chiarire e comprendere bene quali tasse devi versare:
- Imposta sostitutiva
- Contributi INPS Artigiani
Sia l’imposta sostitutiva che i contributi INPS vengono determinati grazie al tuo reddito imponibile, che ti ricordiamo viene determinato applicando ai tuoi ricavi il coefficiente di redditività.
Per l’attività di elettricista il coefficiente di redditività è attualmente dell’86%.
L’imposta sostitutiva invece è del 15%. ma se rispetti determinati requisiti specifici, l’aliquota viene ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività.
Elettricisti in forfettario: iscrizione e contributi INPS
Tasse e contributi nel 2026
Per le attività considerate in questo esempio il coefficiente di redditività è pari all’86%: significa che, nel regime forfettario, il reddito lordo viene determinato applicando l’86% ai ricavi incassati.
Se l’attività comporta l’iscrizione alla Gestione INPS Artigiani, nel 2026 il minimale di reddito previdenziale è pari a 18.808 euro. Il contributo minimo annuo ordinario per il titolare artigiano è pari a 4.521,36 euro. Sulla parte di reddito che supera il minimale si applica, fino alla prima fascia prevista dall’INPS, l’aliquota contributiva del 24%.
I contributi previdenziali obbligatori versati sono deducibili dal reddito determinato con il coefficiente di redditività prima di calcolare l’imposta sostitutiva del 15% oppure, quando ne ricorrono i requisiti, del 5%.
Esempio con 16.000 euro di ricavi
- Ricavi: 16.000 euro
- Coefficiente di redditività: 86%
- Reddito determinato forfettariamente: 13.760 euro
- Contributi INPS ordinari sul minimale: 4.521,36 euro
- Reddito fiscale dopo la deduzione dei contributi dell’esempio: 9.238,64 euro
- Imposta sostitutiva al 15%: circa 1.385,80 euro
- Imposta sostitutiva al 5%: circa 461,93 euro
Esempio con 35.000 euro di ricavi
- Ricavi: 35.000 euro
- Coefficiente di redditività: 86%
- Reddito determinato forfettariamente: 30.100 euro
- Contributi sul minimale: 4.521,36 euro
- Reddito eccedente il minimale INPS: 11.292 euro
- Contributi aggiuntivi al 24%: circa 2.710,08 euro
- Contributi INPS complessivi dell’esempio: circa 7.231,44 euro
- Reddito fiscale dopo la deduzione dei contributi dell’esempio: 22.868,56 euro
- Imposta sostitutiva al 15%: circa 3.430,28 euro
- Imposta sostitutiva al 5%: circa 1.143,43 euro
Attenzione: gli esempi sono semplificati e utilizzano la contribuzione INPS ordinaria. Gli artigiani in regime forfettario che possiedono i requisiti possono richiedere il regime previdenziale agevolato, che prevede una riduzione del 35% dei contributi. Il calcolo effettivo dipende dalla situazione personale e previdenziale del contribuente.
Elettricisti in forfettario: il nostro servizio
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