Il calcolo delle tasse di un manutentore caldaie nel regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività dell’86% previsto per le attività di installazione impiantistica della sezione 43. A questo reddito fiscale si somma una verifica separata dei contributi INPS Artigiani, che prevedono un minimale anche quando il reddito è basso.
Primo passaggio: reddito forfettario all’86%
Con ATECO 43.22.07, 30.000 euro di ricavi generano un reddito forfettario lordo di 25.800 euro; 50.000 euro generano 43.000 euro; 80.000 euro generano 68.800 euro. Il restante 14% rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto.
Secondo passaggio: INPS Artigiani 2026
La circolare INPS n. 14/2026 stabilisce per gli artigiani aliquota ordinaria del 24%, minimale di reddito di 18.808 euro e contributo minimo annuo di 4.521,36 euro per titolari e coadiuvanti, salvo agevolazioni e casi particolari.
Contributi minimi anche con reddito basso
L’iscrizione alla Gestione Artigiani comporta contribuzione sul minimale. Questo significa che il carico previdenziale non scende a zero quando il reddito forfettario è modesto. Per un’attività appena avviata, la contribuzione minima va considerata nella pianificazione della liquidità fin dall’inizio.
Regime contributivo agevolato
Gli artigiani in regime forfettario possono verificare l’accesso al regime contributivo agevolato previsto dalla normativa. La riduzione va richiesta secondo le regole INPS e deve essere valutata anche in relazione agli effetti sull’accredito previdenziale.
Contributi deducibili
I contributi previdenziali obbligatori versati possono essere dedotti dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva, nei limiti e secondo le regole fiscali applicabili.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Con 30.000 euro di ricavi e coefficiente 86%, il reddito forfettario lordo è 25.800 euro. Ipotizzando, a fini puramente esemplificativi, 5.000 euro di contributi obbligatori deducibili, la base dell’imposta diventerebbe 20.800 euro. L’imposta teorica sarebbe 3.120 euro al 15% oppure 1.040 euro al 5%, se ne ricorrono i requisiti.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è 43.000 euro. Ipotizzando 7.000 euro di contributi obbligatori deducibili, la base dell’imposta sarebbe 36.000 euro: 5.400 euro al 15% oppure 1.800 euro al 5%, se spettante.
Ricambi: perché incidono sul netto reale
Il coefficiente 86% presume solo il 14% di costi. Se una parte importante del fatturato deriva dalla rivendita di schede elettroniche, pompe, valvole, scambiatori o altri ricambi acquistati da terzi, il reddito fiscale può risultare molto più alto del margine economico reale.
Contratti annuali e criterio di cassa
Canoni di manutenzione, interventi straordinari e ricambi possono essere pagati in momenti diversi. Nel forfettario rilevano gli incassi effettivamente percepiti nell’anno. Un contratto firmato a dicembre ma pagato a gennaio può quindi ricadere fiscalmente nell’anno successivo.
Acconti per sostituzione caldaia
Quando il cliente versa un acconto per l’acquisto e la sostituzione di una caldaia, l’incasso rileva secondo il criterio di cassa. Se il tecnico sostiene subito il costo dell’apparecchio ma incassa solo una parte del corrispettivo, la gestione della liquidità diventa particolarmente importante.
Dipendenti e collaboratori
Un’impresa con dipendenti, apprendisti o collaboratori può avere costi reali molto superiori al 14% presunto. Prima di scegliere il forfettario va quindi confrontato il margine effettivo dell’attività con quello implicito nel coefficiente 86%.
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
L’aliquota ordinaria del forfettario è il 15%. Il 5% può spettare nei primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Soglie 85.000 e 100.000 euro
Il limite ordinario del regime è 85.000 euro di ricavi o compensi. Se si supera 85.000 euro senza oltrepassare 100.000 euro, il regime cessa dall’anno successivo; oltre 100.000 euro si applicano le regole di fuoriuscita immediata. Con più attività la soglia si verifica sul totale rilevante.
Come stimare il netto correttamente
- applica l’86% ai ricavi dell’attività;
- calcola separatamente i contributi INPS Artigiani;
- deduci i contributi obbligatori ammessi;
- applica imposta 15% o 5% se spettante;
- sottrai dal risultato economico ricambi, mezzi, strumenti, dipendenti e altri costi reali.
Guide collegate
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