Calcolo tasse regime forfettario 2026
Calcola imposta sostitutiva, contributi previdenziali e reddito disponibile nel regime forfettario 2026.
Come si calcolano tasse e contributi nel regime forfettario
Nel regime forfettario le tasse non vengono calcolate sottraendo dai ricavi tutti i costi realmente sostenuti. La legge attribuisce invece a ogni attività un coefficiente di redditività. Applicando questo coefficiente ai ricavi o compensi incassati si ottiene il reddito forfettario sul quale vengono determinati contributi previdenziali e imposta sostitutiva.
Il procedimento può essere riassunto in quattro passaggi: ricavi o compensi, coefficiente di redditività, contributi previdenziali deducibili e imposta sostitutiva. Il calcolatore qui sopra esegue automaticamente questi passaggi.
1. Dal fatturato al reddito forfettario
Se, per esempio, un’attività ha coefficiente di redditività del 78%, il 78% dei ricavi viene considerato reddito fiscale. Il restante 22% rappresenta forfettariamente i costi riconosciuti dal regime, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute.
| Tipologia di attività | Coefficiente indicativo |
|---|---|
| Professionisti, attività tecniche, sanitarie e istruzione | 78% |
| Altre attività economiche | 67% |
| Intermediari del commercio | 62% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | 54% |
| Commercio, industria alimentare, alloggio e ristorazione | 40% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% |
2. I contributi previdenziali sono diversi a seconda dell’attività
Una delle differenze più importanti nel calcolo riguarda la previdenza. Un libero professionista senza una propria Cassa può essere iscritto alla Gestione Separata INPS, mentre un imprenditore può essere iscritto alla Gestione Artigiani o alla Gestione Commercianti.
| Gestione 2026 | Aliquota / parametro principale |
|---|---|
| Gestione Separata – professionista senza altra tutela | 26,07% |
| Gestione Separata – pensione o altra tutela obbligatoria | 24% |
| Artigiani | 24% |
| Commercianti | 24,48% |
| Minimale Artigiani / Commercianti 2026 | 18.808 € |
Per artigiani e commercianti esiste una contribuzione minima annuale. Questo significa che, anche quando il reddito forfettario è inferiore al minimale previdenziale, i contributi non vengono semplicemente calcolati applicando l’aliquota al reddito effettivo.
Nel 2026 il contributo ordinario sul minimale è pari a circa 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, comprensivi del contributo di maternità indicato dall’INPS.
Sulla parte di reddito superiore a 56.224 euro l’aliquota aumenta inoltre di un punto percentuale: 25% per gli artigiani e 25,48% per i commercianti.
Contributi maturati e contributi versati: la differenza che cambia il calcolo
Per ottenere una simulazione più corretta è necessario distinguere due valori che spesso vengono confusi: i contributi previdenziali attribuibili al reddito del 2026 e i contributi effettivamente versati nel corso del 2026.
Il primo valore serve a capire quale sarà il peso economico della previdenza sul reddito prodotto nell’anno. Il secondo è invece importante per il calcolo fiscale, perché nel regime forfettario i contributi previdenziali relativi all’attività vengono considerati in base agli importi effettivamente versati nell’anno.
Attività già avviata
Se la Partita IVA era già attiva prima del 2026, durante il 2026 possono essere effettuati versamenti previdenziali riferiti anche alla dichiarazione dell’anno precedente, oltre agli acconti relativi all’anno in corso.
Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata, ad esempio, nel 2026 le scadenze fiscali comprendono il saldo relativo al 2025 e gli acconti contributivi 2026. È quindi scorretto dedurre automaticamente dall’imposta 2026 l’intero contributo teoricamente maturato sul reddito 2026.
Primo anno di attività
Nel primo anno la situazione può essere differente. Un professionista che apre nel 2026 e si iscrive alla Gestione Separata non dispone normalmente di un reddito professionale 2025 sul quale determinare saldo e acconti derivanti dall’attività appena iniziata.
Per Artigiani e Commercianti, invece, esistono anche i contributi calcolati sul minimale e possono quindi esserci versamenti previdenziali già durante il primo anno di attività.
Perché il grafico continua a mostrare i contributi stimati sul 2026
Il grafico ha una funzione economica: mostra quanto del fatturato viene assorbito dall’imposta stimata e dalla previdenza attribuibile al reddito 2026. La base imponibile fiscale, invece, utilizza il dato dei contributi effettivamente versati inserito dall’utente.
In questo modo non vengono mescolati il criterio economico del carico previdenziale dell’anno e il criterio di cassa utilizzato per determinare la deduzione fiscale.
Riduzione INPS del 35% per artigiani e commercianti forfettari
Chi esercita attività d’impresa in regime forfettario può, in presenza dei requisiti e dopo avere effettuato la prevista adesione, utilizzare il regime previdenziale agevolato che riduce del 35% la contribuzione dovuta alla Gestione Artigiani o Commercianti.
La riduzione non deve essere applicata automaticamente a tutti i contribuenti forfettari. Nel simulatore è quindi presente una casella separata: attivala soltanto se sai di avere aderito al regime contributivo agevolato.
Nel calcolo agevolato la contribuzione previdenziale viene ridotta del 35%, mentre il contributo per le prestazioni di maternità, pari a 7,44 euro annui nel 2026, resta dovuto integralmente.
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
Dopo avere determinato il reddito forfettario, i contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono la base sulla quale viene calcolata l’imposta sostitutiva.
L’aliquota ordinaria del regime forfettario è il 15%. Per chi avvia una nuova attività e rispetta tutte le condizioni previste dalla legge, l’aliquota può essere ridotta al 5% per il periodo d’imposta di inizio attività e per i quattro successivi.
Tra le condizioni previste per il 5% rientrano, tra l’altro, l’assenza di una precedente attività artistica, professionale o d’impresa nei tre anni precedenti e il fatto che la nuova attività non rappresenti una mera prosecuzione di quella precedentemente svolta, salvo le eccezioni previste dalla norma.
Per questo motivo il simulatore non decide autonomamente se il 5% spetta: la scelta rimane all’utente.
Gestione Separata: come funziona il calcolo
Per molti liberi professionisti privi di una Cassa previdenziale autonoma la contribuzione è dovuta alla Gestione Separata INPS. Per il 2026 l’aliquota complessiva utilizzata dal simulatore per il professionista privo di altra copertura previdenziale è il 26,07%.
A differenza delle Gestioni Artigiani e Commercianti, il simulatore non applica un contributo fisso minimo alla Gestione Separata: i contributi vengono determinati percentualmente sul reddito previdenziale calcolato.
È prevista anche l’opzione al 24% per il professionista che rientra nelle ipotesi di altra tutela pensionistica obbligatoria o pensione. Le situazioni previdenziali personali possono comunque essere più articolate e devono essere verificate caso per caso.
Commercianti in regime forfettario: perché il calcolo è diverso
Il commerciante non deve essere trattato come un professionista in Gestione Separata. Nel 2026 l’aliquota ordinaria della Gestione Commercianti è pari al 24,48%: al 24% pensionistico si aggiunge la componente destinata al finanziamento dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale.
Anche per i commercianti opera il minimale di reddito di 18.808 euro. Sopra la prima fascia di 56.224 euro il simulatore utilizza l’aliquota del 25,48% sulla parte eccedente.
Se il commerciante ha aderito al regime previdenziale agevolato previsto per i forfettari, può selezionare la riduzione del 35%. Il risultato viene quindi ricalcolato sia nella parte contributiva sia nell’imposta sostitutiva stimata.
Quanto rimane realmente dopo tasse e contributi?
Il risultato chiamato “disponibile dopo imposte e contributi” rappresenta i ricavi inseriti meno i contributi previdenziali e l’imposta sostitutiva stimata.
Non coincide con il guadagno economico reale. Nel regime forfettario i costi sono riconosciuti fiscalmente tramite il coefficiente di redditività, ma le spese effettive continuano naturalmente a essere pagate: software, affitto, attrezzature, assicurazioni, auto, consulenze e qualsiasi altro costo dell’attività riducono la liquidità disponibile.
Il grafico serve quindi a visualizzare il peso fiscale e previdenziale rispetto ai ricavi, non a calcolare il margine aziendale effettivo.
Limite di 85.000 euro e superamento di 100.000 euro
Il regime forfettario prevede, tra i requisiti, il limite di 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente. Se durante l’anno vengono superati 100.000 euro, la legge prevede invece la cessazione del regime nello stesso anno.
Per questo il calcolatore segnala il superamento degli 85.000 euro e interrompe la simulazione quando vengono inseriti ricavi superiori a 100.000 euro: oltre quella soglia un semplice calcolo annuale interamente in regime forfettario non sarebbe corretto.
Domande frequenti sul calcolo delle tasse nel forfettario
Come si calcola il reddito nel regime forfettario?
Si moltiplicano i ricavi o compensi percepiti per il coefficiente di redditività previsto per l’attività. Il risultato costituisce il reddito forfettario prima della deduzione dei contributi previdenziali ammessi.
I contributi INPS riducono le tasse?
I contributi previdenziali obbligatori versati sono deducibili secondo le regole previste dalla disciplina del regime forfettario e possono quindi ridurre la base dell’imposta sostitutiva. Il simulatore effettua una proiezione annuale.
Il 5% spetta a tutte le nuove Partite IVA?
No. L’aliquota agevolata richiede specifiche condizioni previste dalla legge. Il semplice fatto di aprire una nuova Partita IVA non è sufficiente.
Artigiani e commercianti pagano gli stessi contributi?
No. Nel 2026 il simulatore utilizza il 24% per gli artigiani e il 24,48% per i commercianti, oltre alle regole sul minimale contributivo e sulla fascia di reddito superiore.
La riduzione INPS del 35% è automatica?
No. È un regime previdenziale agevolato facoltativo e richiede l’adesione prevista dalla disciplina INPS. Nel simulatore va selezionata manualmente.
Perché devo indicare i contributi versati nel 2026?
Perché i contributi stimati sul reddito 2026 e quelli effettivamente pagati nel 2026 possono essere diversi. Il simulatore utilizza l’importo versato indicato dall’utente per determinare la deduzione previdenziale nel calcolo dell’imposta sostitutiva.
Il calcolatore determina automaticamente saldo e acconti INPS?
No. Il simulatore stima i contributi attribuibili al reddito 2026 ma, per la deduzione fiscale, richiede l’importo realmente versato nell’anno. Saldi, acconti, crediti, compensazioni e rateizzazioni dipendono dalla posizione previdenziale concreta.
Cosa devo scegliere se ho una Cassa professionale?
Seleziona “Cassa professionale / altra previdenza” e inserisci l’importo annuo stimato dei contributi. Ogni Cassa applica proprie aliquote, minimali e regole e non può essere rappresentata correttamente con un’unica percentuale.
Fonti e aggiornamento dei dati 2026
I parametri previdenziali del simulatore sono costruiti sui valori pubblicati dall’INPS per il 2026. La disciplina fiscale deriva dall’articolo 1, commi 54-89, della legge 190/2014 e successive modificazioni.
Il calcolatore ha finalità informativa e orientativa e non sostituisce il calcolo effettuato sulla posizione fiscale e previdenziale effettiva del contribuente.
Consulta anche le nostre guide fiscali dedicate alla Partita IVA e al regime forfettario.
Vuoi sapere quanto pagheresti nella tua situazione reale?
Possiamo verificare attività, codice ATECO, previdenza e aliquota applicabile e aiutarti ad aprire o gestire la tua Partita IVA.