I contributi di Cassa Forense 2026 sono stati rivalutati con decorrenza dal 1° gennaio: il contributo soggettivo minimo passa a 2.790 euro, quello integrativo minimo a 355 euro e il tetto reddituale viene aggiornato a 131.800 euro.
Il Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero della Giustizia, ha approvato la delibera n. 30 adottata da Cassa Forense il 30 gennaio 2026. Il via libera è stato reso pubblico nella Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 2026.
Quanto sono i contributi minimi di Cassa Forense nel 2026?
Per il 2026 il contributo soggettivo minimo è pari a 2.790 euro. Nel 2025 l’importo era 2.750 euro.
Il contributo integrativo minimo passa invece da 350 euro nel 2025 a 355 euro nel 2026. Si tratta degli importi minimi annuali previsti dal Regolamento unico della previdenza forense, ferma restando l’applicazione delle specifiche regole previste per le singole posizioni.
Il Regolamento stabilisce infatti che i contributi minimi siano rivalutati annualmente a partire dal 2026. La delibera approvata dai Ministeri rende quindi operativi i valori aggiornati per l’anno in corso.
Qual è il tetto reddituale di Cassa Forense nel 2026?
Un’altra variazione importante riguarda il tetto reddituale utilizzato per il calcolo del contributo soggettivo. Per il 2025 era fissato a 130.000 euro, mentre per il 2026 sale a 131.800 euro.
Il Regolamento unico prevede che questo limite venga rivalutato annualmente, a partire dal 2026, in proporzione alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo previsto dalla disciplina previdenziale della Cassa.
L’aggiornamento del tetto è rilevante perché individua la parte di reddito professionale sulla quale trova applicazione l’aliquota soggettiva ordinaria prevista per l’anno.
Quale aliquota si applica al reddito professionale 2026?
Per il reddito professionale prodotto nel 2026, il Regolamento di Cassa Forense prevede un’aliquota del contributo soggettivo pari al 17% fino al tetto reddituale annuale.
Sulla parte di reddito che supera il limite di 131.800 euro continua invece ad applicarsi l’aliquota del 3%.
L’aliquota del 17% non nasce però dalla delibera appena approvata: era già prevista dalla riforma previdenziale entrata in vigore nel 2025. La novità della delibera n. 30 riguarda invece la rivalutazione per il 2026 degli importi contributivi e del tetto reddituale.
Da quando valgono i nuovi importi?
Il comunicato ministeriale stabilisce espressamente la decorrenza della rivalutazione dal 1° gennaio 2026.
I professionisti iscritti devono quindi utilizzare i valori aggiornati previsti per il 2026 secondo le modalità e le scadenze stabilite da Cassa Forense per i diversi contributi e per l’autoliquidazione.
Fonte ufficiale
L’approvazione della rivalutazione è contenuta nel comunicato del Ministero del Lavoro pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 2026. Gli importi aggiornati sono riportati anche nella documentazione previdenziale 2026 di Cassa Forense.
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