Il codice ATECO per cybersecurity specialist nel 2026 è 62.20.10 quando l’attività prevalente consiste in consulenza, audit, test e analisi di sicurezza informatica. La classificazione ATECO 2025 è particolarmente chiara: include espressamente consulenza in materia di sicurezza informatica, revisione e certificazione di infrastrutture e servizi, oltre al monitoraggio, test e analisi di reti e sistemi di sicurezza.
62.20.10: cosa dice esattamente ISTAT
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono nel codice 62.20.10 – Attività di consulenza informatica la consulenza in sicurezza informatica, la pianificazione e progettazione di sistemi, l’audit e certificazione di infrastrutture e servizi informatici e il monitoraggio, test e analisi di reti e sistemi di sicurezza.
Pentest, vulnerability assessment e security audit
Un professionista che esegue penetration test autorizzati, vulnerability assessment, configuration review, security audit o analisi di reti opera nel perimetro esplicitamente descritto dal 62.20.10. Il nome commerciale del servizio può cambiare, ma il punto centrale è la prestazione consulenziale e valutativa sulla sicurezza dei sistemi del cliente.
Consulenza vCISO e piani di sicurezza
Un servizio di vCISO o consulenza strategica sulla sicurezza può restare coerente con il 62.20.10 quando il professionista analizza l’architettura IT, definisce priorità tecniche, valuta rischi informatici e supporta il cliente nella progettazione dei controlli. Se invece l’incarico comprende attività legali, privacy, compliance non tecnica o funzioni amministrative autonome, queste componenti vanno distinte e classificate in base al servizio realmente svolto.
62.20.20: quando la gestione dei sistemi diventa prevalente
Il codice 62.20.20 – Attività di gestione di strutture informatiche riguarda invece la gestione e il funzionamento on-site dei sistemi informatici e delle strutture di elaborazione dati dei clienti. Se il professionista assume stabilmente attività operative di gestione dell’infrastruttura, il 62.20.20 può essere più coerente della sola consulenza.
SOC, monitoraggio continuativo e servizi gestiti
Un servizio di monitoraggio temporaneo inserito in un assessment può restare consulenza. Un presidio continuativo, la gestione operativa di sistemi, l’amministrazione di infrastrutture o un servizio gestito che prende in carico il funzionamento dell’ambiente del cliente richiedono invece una verifica più approfondita. Il contratto e il deliverable aiutano a distinguere valutazione tecnica da gestione continuativa.
Monitoraggio remoto: il contratto fa la differenza
Il fatto che il servizio sia svolto da remoto non decide da solo il codice. Se il professionista monitora per un periodo limitato, analizza eventi e consegna una valutazione, il servizio può mantenere natura consulenziale. Se invece prende in carico in modo continuativo sistemi, alert, configurazioni e operatività del cliente, il contenuto economico si avvicina a un servizio gestito. Frequenza, responsabilità e modalità di intervento devono risultare chiaramente dal contratto.
62.10.00 per sviluppo software di sicurezza
Se il professionista sviluppa software, applicazioni, agent, piattaforme o prodotti di sicurezza come attività principale, può diventare pertinente 62.10.00 – Attività di programmazione informatica. Scrivere tool interni per effettuare un pentest non richiede automaticamente un secondo codice; vendere sviluppo software come servizio autonomo è invece un’attività distinta da classificare.
Formazione cybersecurity: perché va distinta
ISTAT esclude dalla classe 62.20 la formazione generale in materia di sicurezza informatica e la rinvia alle attività formative. Se corsi, academy, awareness e formazione diventano una linea di ricavo stabile, va verificato un codice specifico. Una sessione formativa accessoria a un progetto di consulenza non comporta necessariamente la stessa conclusione.
Rivendita di software, licenze e hardware
Consigliare al cliente software o hardware è incluso nella consulenza quando resta parte del progetto. Acquistare e rivendere stabilmente licenze, appliance o dispositivi è invece attività commerciale distinta. Un cybersecurity specialist che guadagna sia dalla consulenza sia dalla rivendita deve separare correttamente le due componenti.
Incident response e digital forensics
Analizzare un incidente, ricostruire la compromissione, esaminare log e sistemi e formulare raccomandazioni può rientrare nella consulenza e analisi di sicurezza. Se però il servizio evolve verso attività investigative, peritali o giudiziarie con caratteristiche professionali specifiche, il perimetro va verificato caso per caso. Non è corretto usare il 62.20.10 come contenitore universale per qualunque attività chiamata “forensics”.
Coefficiente di redditività del 67%
Per il 62.20.10 il coefficiente di redditività del regime forfettario è il 67%. Con 40.000 euro di compensi il reddito lordo è 26.800 euro. Il restante 33% rappresenta costi presunti e non la deduzione analitica di licenze, computer, cloud, certificazioni o formazione.
Gestione Separata INPS
Per il libero professionista senza altra cassa obbligatoria il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Separata. La circolare INPS n. 8/2026 prevede il 26,07% per chi non ha altra copertura obbligatoria e il 24% per pensionati o soggetti già assicurati altrove.
Cinque esempi pratici
- penetration test e report di remediation: 62.20.10;
- security assessment e audit infrastrutturale: 62.20.10;
- gestione on-site continuativa dei sistemi del cliente: verificare 62.20.20;
- sviluppo di un prodotto software di sicurezza: verificare 62.10.00;
- corsi di cybersecurity venduti come attività autonoma: verificare il codice formativo.
Come scegliere il codice prima dell’apertura
Bisogna guardare a ciò che produce la maggior parte dei compensi, alle responsabilità assunte e al tipo di deliverable. Un report di audit, una presa in carico operativa dell’infrastruttura e un software sviluppato per il cliente sono tre servizi diversi. Il codice deve rappresentare il lavoro prevalente e può essere affiancato da attività secondarie realmente autonome.
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