Il codice ATECO counselor nel 2026 è 88.99.01 – Servizi di counselling. È il riferimento introdotto dalla classificazione ATECO 2025 per questa specifica attività economica e va scelto verificando che i servizi realmente svolti rientrino nel perimetro del counselling e non in attività professionali o sanitarie riservate.
Il codice ATECO serve a classificare fiscalmente l’attività: non attribuisce da solo competenze professionali e non consente di svolgere prestazioni che la legge riserva ad altri professionisti. Per questo, prima dell’apertura della Partita IVA, bisogna controllare insieme descrizione dei servizi, Legge 4/2013, eventuali attività secondarie, regime fiscale e previdenza.
Qual è il codice ATECO counselor nel 2026?
| Voce | Dato di riferimento |
|---|---|
| Codice ATECO 2025 | 88.99.01 |
| Descrizione | Servizi di counselling |
| Classificazione operativa | ATECO 2025, utilizzata per gli adempimenti dal 1° aprile 2025 |
| Coefficiente forfettario | 78% nel 2026 secondo la disciplina transitoria vigente |
| Previdenza ordinaria del libero professionista senza altra cassa | Gestione Separata INPS |
| Aliquota INPS 2026 senza altra previdenza obbligatoria | 26,07% |
| Aliquota INPS 2026 con altra previdenza obbligatoria o pensione | 24% |
La fonte primaria per il codice è la classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT, che dedica espressamente la voce 88.99.01 ai servizi di counselling.
Cosa comprende ATECO 88.99.01
Il codice 88.99.01 appartiene alla classe delle altre attività di assistenza sociale non residenziale e identifica i servizi di counselling. La classificazione economica, però, non sostituisce la verifica del contenuto concreto della prestazione.
In pratica, prima di utilizzare 88.99.01 bisogna descrivere con precisione che cosa viene offerto al cliente, a chi è rivolto il servizio e con quali modalità. Se l’attività concreta appartiene a un’altra voce ATECO oppure invade un ambito professionale riservato, non è sufficiente chiamarla “counselling” per utilizzare automaticamente questo codice.
Attività escluse da 88.99.01
Le note ISTAT indicano alcune esclusioni precise che aiutano a evitare errori di classificazione.
- consulenza sui percorsi professionali e di carriera: va ricondotta a 85.69.01;
- orientamento scolastico: va ricondotto a 85.69.01;
- servizi di counselling per anziani e persone con disabilità svolti nelle loro abitazioni o altrove da enti, organizzazioni o specialisti nel perimetro indicato da ISTAT: riferimento 88.10.00.
Queste esclusioni mostrano perché il codice deve seguire l’attività reale. Un professionista che svolge più servizi autonomi può dover valutare un’attività principale e uno o più codici secondari, anziché concentrare tutto sotto 88.99.01.
Counselor e Legge 4/2013: cosa significa
Quando l’attività viene esercitata come professione non organizzata in ordini o collegi rientrante nell’ambito della Legge 14 gennaio 2013, n. 4, bisogna rispettare i limiti fissati dalla stessa legge.
L’articolo 1 esclude espressamente dall’ambito della Legge 4/2013 le attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi, le professioni sanitarie e le relative attività tipiche o riservate. Il testo vigente è consultabile su Normattiva – Legge 4/2013.
Il codice ATECO non abilita ad attività riservate
ATECO 88.99.01 è una classificazione economica, non un’abilitazione professionale. Se il servizio concretamente svolto ricade in un’attività riservata a una professione ordinistica o sanitaria, occorrono i requisiti previsti per quella professione.
Per questo è importante evitare descrizioni, contratti e comunicazioni che attribuiscano al servizio attività diverse da quelle realmente esercitabili. La corretta scelta fiscale deve essere coerente con il perimetro professionale effettivo e con le competenze possedute.
Riferimento alla Legge 4/2013 nei documenti con il cliente
La Legge 4/2013 prevede inoltre che chi svolge una professione rientrante nel suo ambito indichi espressamente gli estremi della legge in ogni documento e rapporto scritto con il cliente. È quindi un controllo da fare anche su preventivi, incarichi, condizioni del servizio e altra documentazione professionale.
Questo obbligo è distinto dalla fatturazione fiscale: serve a identificare la disciplina professionale applicabile e non sostituisce le diciture richieste dal regime fiscale scelto.
Quando può servire un secondo codice ATECO
Un secondo codice va valutato quando, accanto ai servizi di counselling, viene svolta un’altra attività economicamente autonoma e realmente distinta. Può accadere, per esempio, con formazione, orientamento professionale, attività editoriali o altri servizi che hanno una propria classificazione.
Non è invece utile aggiungere codici “per sicurezza”. Ogni attività dichiarata deve corrispondere a un’attività effettivamente esercitata; inoltre, in presenza di più attività, bisogna verificare quale sia prevalente e come i diversi codici incidano sul regime fiscale e sul coefficiente di redditività.
Coefficiente di redditività counselor: 78% nel 2026
Nel regime forfettario, per il riferimento qui considerato, il coefficiente di redditività utilizzato nel 2026 è 78%. Il coefficiente determina la quota dei compensi che forma il reddito forfettario lordo e non deve essere confuso con l’aliquota d’imposta.
Il D.Lgs. 81/2025 ha stabilito che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025, continuano ad applicarsi i coefficienti dell’Allegato 4 alla Legge 190/2014 individuati attraverso il codice ATECO 2007 corrispondente. La regola transitoria è consultabile su Normattiva – D.Lgs. 81/2025.
Il 78% non significa pagare il 78% di tasse: sul reddito determinato forfettariamente si considerano i contributi previdenziali obbligatori deducibili e, successivamente, si applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante. Requisiti e soglie sono approfonditi nella guida sul regime forfettario del counselor.
Gestione Separata INPS counselor nel 2026
Per il libero professionista senza una cassa previdenziale dedicata, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. La Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 indica un’aliquota complessiva del 26,07% per i professionisti non assicurati presso un’altra forma di previdenza obbligatoria.
Per pensionati o soggetti già assicurati presso un’altra forma pensionistica obbligatoria, quando la contribuzione alla Gestione Separata è dovuta, l’aliquota 2026 è invece del 24%. La fonte è la Circolare INPS 8/2026.
Gestione Separata: esiste un contributo minimo fisso?
No, non funziona come la Gestione Artigiani o Commercianti. Per i liberi professionisti della Gestione Separata i contributi sono calcolati sul reddito soggetto a contribuzione. Il minimale annuale pubblicato dall’INPS serve anche a determinare l’accredito dell’intero anno contributivo e non va presentato come un contributo fisso comunque dovuto in assenza di reddito.
Questa distinzione è importante nelle simulazioni: applicare al counselor un “minimo INPS fisso” come quello di artigiani e commercianti produce un calcolo previdenziale non corretto.
Codice ATECO e apertura della Partita IVA
Il codice ATECO viene indicato nella dichiarazione di inizio attività della Partita IVA. Prima dell’apertura conviene quindi definire servizi, attività prevalente, eventuali attività secondarie, regime fiscale e posizione previdenziale, evitando di scegliere il codice soltanto sulla base di una descrizione trovata online.
La procedura completa è spiegata nella guida su come aprire Partita IVA da counselor. Se in futuro l’attività cambia in modo sostanziale, il codice può essere aggiornato tramite una variazione della posizione fiscale, ma la modifica deve seguire ciò che viene realmente esercitato.
Errori da evitare con il codice ATECO counselor
- usare ancora il vecchio riferimento generico 88.99.00 come codice corrente senza verificare ATECO 2025;
- considerare 88.99.01 un’autorizzazione a svolgere attività professionali riservate;
- confondere counselling con orientamento professionale o scolastico, che ISTAT rinvia a 85.69.01;
- ignorare il riferimento alla Legge 4/2013 nei documenti scritti quando l’attività rientra nel suo ambito;
- applicare un’aliquota INPS superata o un contributo minimo fisso inesistente per il libero professionista in Gestione Separata;
- confondere il coefficiente di redditività del 78% con l’imposta dovuta;
- aggiungere codici secondari senza un’attività reale corrispondente.
In sintesi
Nel 2026 il codice ATECO counselor è 88.99.01 – Servizi di counselling. La classificazione ISTAT esclude però orientamento professionale e scolastico e alcuni servizi rivolti ad anziani e persone con disabilità, che hanno codici diversi. Il codice fiscale non attribuisce competenze professionali ulteriori: va coordinato con i limiti della Legge 4/2013, con il coefficiente forfettario del 78% e con la Gestione Separata INPS al 26,07% o 24% in base alla posizione previdenziale.
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