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Codici F24 2026: 7505, 6749, 8959, 3380 e 8958 per atti di recupero

Aggiornato il 9 Ottobre 2026

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Nuovi codici tributo F24 2026 per gli atti di recupero: con la risoluzione n. 28/E del 23 luglio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici 7505, 6749, 8959, 3380 e 8958. Servono a versare le somme richieste dagli uffici a seguito del recupero dell’IVA agevolata per determinati mezzi destinati alle persone con disabilità, dell’imposta sugli intrattenimenti e dell’imposta erariale sui voli aerotaxi e taxi in elicottero.

La distinzione più importante è questa: 7505, 6749 e 8959 si utilizzano nel modello F24 ordinario, sezione Erario; 3380 e 8958 nel modello F24 ELIDE, denominato «Versamenti con elementi identificativi». Non sono codici da utilizzare spontaneamente per versare le imposte correnti di un’attività, né si applicano indistintamente a tutti gli acquisti con IVA agevolata. La risoluzione riguarda gli atti di recupero emessi dall’Agenzia delle Entrate e prescrive di seguire il modello e i codici indicati nell’atto ricevuto.

Tabella dei cinque codici tributo: 7505, 6749, 8959, 3380 e 8958

Prima di preparare il versamento, è necessario distinguere il tributo e il modello. Una sigla errata può indirizzare il pagamento verso un’imposta diversa o impedire l’abbinamento con l’atto notificato. La seguente tabella riepiloga le denominazioni funzionali verificate nella risoluzione 28/E/2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Codice A cosa serve Modello
7505 Recupero dell’IVA agevolata e relativi interessi in capo al cessionario per decadenza dall’agevolazione disabili prevista dal punto 31, parte II, Tabella A del DPR 633/1972 F24, sezione Erario
6749 Recupero dell’imposta sugli intrattenimenti (ISI) e relativi interessi F24, sezione Erario
8959 Sanzioni connesse al recupero dell’imposta sugli intrattenimenti F24, sezione Erario
3380 Recupero dell’imposta erariale e relativi interessi per voli passeggeri aerotaxi e taxi tramite elicottero F24 ELIDE
8958 Sanzioni connesse al recupero dell’imposta erariale sui medesimi voli F24 ELIDE

La differenza fra un codice per l’imposta con interessi e quello destinato alle sanzioni è sostanziale. Per l’ISI, il codice 6749 identifica imposta e interessi mentre 8959 identifica le sanzioni; per gli aerotaxi, la coppia è 3380 e 8958. Il codice 7505, invece, viene istituito per IVA recuperata e interessi nel caso specifico indicato: la risoluzione non istituisce, per quella stessa fattispecie, un ulteriore codice di sanzione nell’elenco dei cinque.

La denominazione e la data di istituzione sono consultabili anche nell’archivio ufficiale dei codici tributo F24 dell’Agenzia. La presenza del codice nel catalogo non significa che chiunque debba utilizzarlo: occorre prima identificare l’atto di recupero e verificare l’importo effettivamente richiesto.

Codice 7505: recupero dell’IVA agevolata per persone con disabilità

Il codice tributo 7505 riguarda l’atto di recupero dell’IVA e dei relativi interessi in capo al cessionario, quando sia venuto meno il diritto all’agevolazione prevista dal punto 31 della parte II della Tabella A allegata al DPR 633/1972. La risoluzione descrive in particolare l’agevolazione relativa a mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento delle persone con disabilità.

La logica è quella della differenza fra trattamento ordinario e trattamento agevolato. Quando, a seguito di una verifica, l’ufficio accerta la decadenza dai presupposti dell’aliquota ridotta e adotta un atto di recupero, diventa necessario versare gli importi indicati. Il codice 7505 consente di associare il versamento dell’IVA recuperata e degli interessi al procedimento corretto.

Questo non significa che ogni persona con disabilità debba presentare un F24 dopo un acquisto agevolato. Se l’operazione è legittima e non esiste un atto di recupero, la risoluzione non introduce un nuovo versamento periodico. Inoltre non bisogna utilizzare automaticamente il codice 7505 per qualsiasi controversia sull’IVA al 4%: la sua denominazione richiama una specifica voce della Tabella A e la modalità di recupero disciplinata dall’atto.

Esempio illustrativo: un soggetto ha acquistato un mezzo rientrante, secondo la documentazione originaria, nell’agevolazione indicata dalla voce normativa. Successivamente l’Agenzia notifica un atto che rileva la decadenza e liquida IVA da recuperare e interessi. Prima di compilare il modello, il destinatario deve leggere la motivazione dell’atto, controllare importi, scadenze e rimedi eventualmente disponibili. Solo quando effettua il pagamento richiesto con questo modello utilizza il codice 7505 e i riferimenti riportati dall’ufficio.

Non conviene inventare una percentuale universale di recupero in euro. Il differenziale può dipendere dall’operazione originaria, dalla base imponibile, dal trattamento applicato e dalle risultanze dell’atto. La possibilità di contestare il recupero, chiedere chiarimenti o aderire a una procedura di definizione, quando ammessa, va valutata separatamente dalla compilazione dell’F24: il nuovo codice non risolve di per sé il merito della pretesa tributaria.

Chi deve verificare requisiti e agevolazioni connessi alla Legge 104 può consultare l’approfondimento RM su IVA agevolata, detrazioni e altre agevolazioni per acquisti di auto destinati a persone con disabilità. La guida riguarda la disciplina sostanziale delle agevolazioni; la presente notizia è invece dedicata ai codici per pagare specifici atti di recupero già emessi dall’amministrazione.

Codici 6749 e 8959: recupero dell’imposta sugli intrattenimenti

I codici 6749 e 8959 si riferiscono all’imposta sugli intrattenimenti, disciplinata dal DPR 640/1972 e dal D.Lgs. 60/1999. L’imposta riguarda fattispecie specifiche del settore degli intrattenimenti, distinte dagli ordinari adempimenti IVA o dalle regole generali sulla tassazione di qualunque evento.

Il 6749 identifica le somme dovute a seguito di un atto di recupero per imposta e interessi. Il 8959 identifica invece le sanzioni correlate allo stesso recupero. La separazione serve a classificare i versamenti secondo la loro natura e a consentire all’ufficio di abbinarli correttamente all’atto.

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Esempio illustrativo: un esercente riceve un atto che richiede 2.000 euro fra imposta sugli intrattenimenti e interessi, più 400 euro di sanzioni. Se l’atto dispone il pagamento tramite F24 utilizzando i codici della risoluzione, nel modello saranno presenti righe distinte: 6749 per i 2.000 euro e 8959 per i 400 euro. Gli importi sono puramente ipotetici e non costituiscono un calcolo dell’imposta o delle sanzioni previsto dalla risoluzione.

Prima di procedere è opportuno distinguere l’atto di recupero da eventuali versamenti ordinari dell’ISI o da tributi riguardanti spettacoli, biglietteria e altre operazioni. I cinque codici del 23 luglio 2026 non sostituiscono tutto il catalogo dei codici F24 esistenti e non modificano da soli la definizione delle attività soggette a imposta. Chi organizza un evento deve verificare il proprio regime fiscale sulla base delle norme vigenti e non può desumerlo soltanto dal titolo di questa risoluzione.

Per un’impresa o un ente che riceve una pretesa fiscale, la procedura consigliabile è ricostruire periodo contestato, tipologia di attività, documentazione, importo dell’imposta, interessi e sanzioni. Eventuali contestazioni sull’applicabilità dell’imposta riguardano il merito dell’atto; una volta determinato il pagamento da effettuare, si utilizza il codice indicato dall’amministrazione. Non bisogna compensare liberamente gli importi sulla base della semplice esistenza di crediti fiscali: valgono le regole del versamento e dell’atto ricevuto.

Come compilare l’F24 ordinario: sezione Erario, anno e codice atto

Per i codici 7505, 6749 e 8959 la risoluzione prescrive il modello F24 ordinario. I codici vengono indicati nella sezione «Erario», esclusivamente nella colonna «importi a debito versati». Questa specificazione è importante perché il contribuente non deve collocarli fra i crediti né utilizzare una sezione dedicata a contributi previdenziali o tributi locali.

La risoluzione fornisce istruzioni precise anche per altri campi:

  • Codice tributo: 7505, 6749 oppure 8959, secondo il tipo di somma richiesta.
  • Codice ufficio: deve corrispondere al dato riportato nell’atto di recupero.
  • Codice atto: va ripreso dall’atto notificato, senza inventarne uno.
  • Anno di riferimento: deve essere riportato nel formato a quattro cifre, AAAA, come specificato nell’atto.
  • Rateazione/Regione/Prov./mese rif.: la risoluzione prevede che il campo non sia valorizzato.
  • Importi a debito versati: inserire le somme da pagare per il codice corrispondente.

Il punto più delicato è la trascrizione di codice ufficio e codice atto. Non sono dati da recuperare da un generico esempio online o da un vecchio versamento effettuato per un’altra pratica. Sono i riferimenti che consentono di collegare il pagamento all’atto emesso dall’Agenzia delle Entrate. Se non risultano chiaramente leggibili o sono discordanti con un prospetto ricevuto, è opportuno chiedere chiarimenti all’ufficio prima dell’invio.

Esempio pratico senza numeri inventati: nel caso di recupero ISI, il contribuente inserisce una riga con codice 6749 e l’importo di imposta e interessi indicato nell’atto; aggiunge una seconda riga con codice 8959 soltanto se l’atto riporta anche le relative sanzioni. In entrambe le righe usa i dati identificativi e l’anno comunicati dall’ufficio, secondo le istruzioni. Non riempie il campo rateazione non previsto dalla risoluzione.

È prudente controllare il riepilogo del modello prima della trasmissione e conservare la ricevuta del pagamento insieme all’atto. Un modello formalmente inviato può richiedere verifiche se è stato utilizzato un codice sbagliato oppure se gli identificativi non corrispondono all’atto. RM tratta separatamente la gestione generale dei crediti fiscali e delle compensazioni nel modello F24, materia diversa dall’obbligo di attenersi a un atto di recupero.

Codici 3380 e 8958: F24 ELIDE per aerotaxi e taxi in elicottero

La seconda parte della risoluzione riguarda l’imposta erariale prevista dall’articolo 16, comma 10-bis, del D.L. 201/2011 per voli passeggeri di aerotaxi e voli taxi effettuati con elicottero. In caso di recupero tramite atto dell’Agenzia sono previsti il codice 3380 per imposta e interessi e il codice 8958 per le sanzioni.

A differenza dei primi tre codici, questi due devono essere utilizzati nel modello F24 ELIDE («Versamenti con elementi identificativi»). È importante perché l’operazione richiede informazioni specifiche sulla tratta e sul servizio, oltre ai dati dell’atto. Usare un F24 ordinario per questo tipo di recupero, quando l’atto prescrive ELIDE, non rispetterebbe le istruzioni indicate dalla risoluzione.

Nella sezione «Contribuente» devono essere riportati dati anagrafici e codice fiscale del vettore destinatario dell’atto di recupero. Nella sezione «Erario ed altro», sempre in corrispondenza degli importi a debito, la risoluzione prescrive:

  • Tipo: lettera R.
  • Elementi identificativi: numero dei passeggeri per singola tratta, seguito da A per voli fino a 1.500 chilometri oppure B per voli oltre 1.500 chilometri, e negli ultimi quattro caratteri la data del servizio nel formato GGMM.
  • Codice: 3380 per imposta e interessi oppure 8958 per sanzioni.
  • Codice ufficio, codice atto e anno di riferimento: quelli presenti nell’atto di recupero, con l’anno nel formato AAAA.

La stringa degli elementi identificativi deve descrivere la singola tratta, non genericamente l’intera giornata di lavoro o l’attività annuale del vettore. Il giorno e il mese sono riportati negli ultimi quattro caratteri: per un servizio effettuato il 7 marzo, la componente finale è 0703. La parte precedente deve riportare il numero dei passeggeri e la lettera relativa alla distanza, secondo la struttura prevista dal modello e dalle istruzioni tecniche.

Esempio illustrativo: un vettore riceve un atto relativo a un volo con tre passeggeri su una tratta di 1.200 chilometri svolta il 7 marzo. Nella descrizione degli elementi identificativi dovrà figurare il numero dei passeggeri, la lettera A perché la tratta non supera 1.500 chilometri, e la componente finale 0703. Il modello definitivo deve comunque utilizzare il formato accettato dai servizi dell’Agenzia e tutti i dati riportati nell’atto notificato. Non è corretto copiare un identificativo fittizio da una guida, senza verificare il documento reale.

Se nello stesso atto sono indicati imposta/interessi e sanzioni, occorre distinguere 3380 e 8958, senza aggregare le due voci sotto un solo codice. Anche in questo caso la risoluzione non detta una nuova modalità per calcolare l’imposta del volo ordinario: stabilisce come versare somme recuperate dopo il controllo.

Cosa verificare prima di pagare: atto ricevuto, scadenza ed errori da evitare

La risoluzione richiama gli atti di recupero previsti dall’articolo 38-bis, comma 1, lettera g), del DPR 600/1973. Si tratta di versamenti collegati a una specifica attività di controllo, non di un appuntamento periodico uguale per tutti i contribuenti. Per questo la procedura deve iniziare dalla lettura dell’atto, non dalla scelta casuale di un codice nell’elenco F24.

La checklist pratica comprende cinque passaggi. Primo: verificare quale imposta e quale fattispecie siano contestate. Secondo: distinguere capitale, interessi e sanzioni come indicato dall’ufficio. Terzo: controllare se l’atto prescrive F24 ordinario oppure F24 ELIDE. Quarto: trascrivere con precisione codice ufficio, codice atto, anno ed eventuali identificativi della tratta. Quinto: verificare scadenza e istruzioni procedurali riportate nel documento, conservando la prova dell’avvenuto versamento.

La risoluzione non istituisce una nuova scadenza universale per tutti i cittadini, per le persone con disabilità o per le imprese del settore intrattenimenti. I termini di pagamento derivano dall’atto e dalle regole applicabili alla procedura. Non bisogna pertanto trattare il 23 luglio 2026, data di istituzione dei codici, come se fosse la data entro la quale ogni destinatario debba versare una somma.

Un altro errore è utilizzare codici relativi alle sanzioni per pagare l’imposta o viceversa. 8959 riguarda le sanzioni sull’ISI e 8958 quelle dell’imposta sui voli. Allo stesso modo, non va sostituito il 3380 con il 6749 soltanto perché entrambi consentono di versare imposta e interessi: fanno riferimento a tributi completamente differenti e impiegano modelli diversi.

La risoluzione precisa che i versamenti richiesti a seguito degli atti emessi dagli uffici devono essere effettuati esclusivamente con il tipo di modello e con i codici indicati negli atti stessi. Questa disposizione prevale su ogni esempio illustrativo presente online. Se l’atto contiene indicazioni differenti perché riferito a un’altra procedura, non bisogna forzare l’uso dei cinque codici senza un riscontro dell’ufficio.

Se il contribuente ritiene erroneo il recupero, la compilazione del modello non sostituisce la valutazione di eventuali rimedi, definizioni o impugnazioni. È opportuno verificare tempestivamente il contenuto della richiesta con un professionista, soprattutto quando importi, interessi e sanzioni sono significativi. Il pagamento, l’eventuale contestazione dell’atto e le scelte procedurali hanno regole proprie; la presente notizia illustra soltanto i nuovi codici e la compilazione prevista dalla risoluzione.

Fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 28/E del 23 luglio 2026 e archivio codici tributo istituiti nel 2026. Per consultare online il testo della risoluzione, disponibile anche nelle raccolte di prassi, si può usare la riproduzione testuale della risoluzione 28/2026.

In sintesi: dal 23 luglio 2026 i nuovi codici sono disponibili per il pagamento dei recuperi specifici: 7505 per IVA agevolata disabili, 6749 e 8959 per l’ISI, 3380 e 8958 per gli aerotaxi. La scelta del modello e dei campi dipende dalla fattispecie e dall’atto notificato; l’utilizzo dei codici non comporta nuovi versamenti generalizzati per contribuenti non destinatari di atti di recupero.

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