Un commercialista per podcaster nel 2026 deve distinguere la produzione di podcast audio registrati, il video-podcast, la trasmissione live e le attività promozionali. Per il normale podcast audio registrato ATECO 2025 indica il 59.20.10 – Attività di registrazione sonora, con coefficiente di redditività del 67%. La gestione fiscale deve poi coordinare Gestione Separata, eventuali ricavi pubblicitari, rapporti con piattaforme estere e possibili casi FPLS.
Prima verifica: che cosa produce il podcaster?
Il commercialista dovrebbe capire se il cliente produce episodi audio registrati, video-podcast, dirette, branded podcast per aziende oppure soprattutto contenuti promozionali. Il nome del progetto non basta: il codice ATECO deve riflettere il prodotto principale e il tipo di ricavo. Una posizione corretta evita di trattare allo stesso modo produzione audio, pubblicità e attività commerciale.
ATECO 59.20.10 per podcast audio registrati
Le note ISTAT ATECO 2025 includono espressamente nel 59.20.10 la produzione di podcast audio e programmi radiofonici registrati. Per un podcaster che crea e pubblica episodi audio questo è il riferimento principale. Se il progetto è audiovisivo o live, il commercialista deve invece verificare i codici specifici previsti dalla nuova classificazione.
Video-podcast e 59.11.00
ATECO 2025 colloca i video-podcast nel 59.11.00, insieme alla produzione di video, vlog e altri contenuti audiovisivi. Il commercialista deve quindi capire se il video è soltanto un supporto alla distribuzione del podcast audio oppure se rappresenta un prodotto autonomo, monetizzato e commercializzato come tale. In quest’ultimo caso il 59.11.00 può diventare prevalente o affiancare l’attività audio.
Podcast live e distribuzione audio
Il 60.10.00 include la trasmissione di podcast in diretta e alcuni servizi di distribuzione audio. Chi produce episodi registrati non va spostato automaticamente su questo codice. Se però il progetto opera come canale live o come servizio che distribuisce contenuti audio di terzi, il commercialista deve verificare la natura concreta dell’attività e gli eventuali adempimenti aggiuntivi.
Regime forfettario e coefficiente del 67%
Con 50.000 euro di compensi e coefficiente 67%, il reddito lordo forfettario è 33.500 euro. Il 33% residuo rappresenta costi presunti. Attrezzatura audio, studio, fonico, editing, hosting, musica, trascrizione, grafica e promozione non vengono dedotti analiticamente. Il commercialista dovrebbe quindi confrontare ogni anno i costi reali con la quota presunta per valutare la convenienza del regime.
Gestione Separata secondo la Circolare INPS 44/2025
La Circolare INPS n. 44/2025 cita espressamente i podcaster tra i content creator. Quando l’attività è svolta come lavoro autonomo personale e intellettuale, al di fuori di un’organizzazione d’impresa, il riferimento è la Gestione Separata. Il commercialista deve evitare sia l’iscrizione automatica alla Gestione Commercianti sia l’assunzione opposta che ogni creator sia sempre professionista.
Aliquote INPS 2026
Per i professionisti in Gestione Separata, la Circolare INPS n. 8/2026 prevede il 26,07% per chi non ha altra previdenza obbligatoria e il 24% per pensionati o soggetti già assicurati altrove. Questa distinzione è frequente per podcaster che mantengono contemporaneamente un lavoro dipendente.
Quando può servire la Gestione Commercianti
Se il progetto è organizzato come impresa, con struttura, vendita sistematica di pubblicità, prodotti, servizi o altri ricavi commerciali, può diventare rilevante la Gestione Commercianti. La Circolare 44/2025 lega l’inquadramento alla natura concreta dell’attività. Il commercialista deve quindi guardare a organizzazione, continuità, mezzi impiegati, modalità di monetizzazione e responsabilità assunte.
Sponsorizzazioni e possibili casi FPLS
Non tutte le sponsorizzazioni hanno lo stesso trattamento previdenziale. INPS chiarisce che alcuni contenuti pubblicitari possono ricadere nel Fondo Pensioni per i Lavoratori dello Spettacolo quando il creator svolge per il committente una prestazione artistica riconducibile alle categorie tutelate. Il commercialista deve quindi esaminare il contratto con brand o agenzia, distinguendo la normale inserzione pubblicitaria da una vera prestazione artistica/promozionale soggetta a regole specifiche.
Sponsor, network e agenzie: separare i flussi di ricavo
È utile distinguere nella contabilità gestionale i compensi per produzione, sponsorizzazioni, branded content, affiliazioni, abbonamenti e consulenze. Anche se più entrate possono confluire nella stessa Partita IVA, non è corretto presumere che abbiano sempre lo stesso codice o la stessa previdenza. La segmentazione dei ricavi permette di capire quale attività è prevalente e quando nasce una seconda linea autonoma.
Piattaforme e clienti esteri
Molti podcaster acquistano hosting, software, librerie musicali o servizi cloud da fornitori esteri e ricevono compensi da network internazionali. Il commercialista deve gestire correttamente territorialità IVA, acquisti di servizi esteri, eventuali adempimenti collegati e fatture a clienti UE o extra-UE. Il forfettario non elimina questi obblighi.
Acconti, pagamenti delle piattaforme e principio di cassa
Nel lavoro autonomo forfettario conta normalmente l’incasso effettivo. Sponsor e network possono pagare a 30, 60 o 90 giorni; piattaforme e circuiti pubblicitari possono accreditare somme con calendari diversi. Il commercialista dovrebbe riconciliare fatture e movimenti per evitare di attribuire il ricavo all’anno sbagliato e per monitorare correttamente le soglie del regime.
Esempio di pianificazione con 50.000 euro
Con 50.000 euro di compensi da produzione audio e coefficiente 67%, il reddito lordo è 33.500 euro. Con Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 8.733,45 euro. I contributi obbligatori effettivamente deducibili riducono la base dell’imposta sostitutiva; nella simulazione standard al 15% l’imposta è circa 3.714,98 euro. Il risultato reale dipende però dai contributi effettivamente versati nel periodo.
Quando confrontare il forfettario con il regime ordinario
Se il podcast utilizza studio professionale, montaggio esterno, team, pubblicità a pagamento, licenze, musica e produzioni video costose, i costi reali possono superare il 33% presunto. Il commercialista dovrebbe simulare il regime alternativo prima dell’anno successivo, soprattutto quando il progetto cresce e i costi di produzione diventano strutturali.
Controlli da fare durante l’anno
- ricavi per produzione, sponsor e piattaforme;
- coerenza tra formato e codice ATECO;
- Gestione Separata, Commercianti o eventuali casi FPLS;
- fatture e acquisti esteri;
- costi reali rispetto al 33% presunto;
- principio di cassa e pagamenti differiti;
- soglie del forfettario e cause ostative;
- accantonamento per imposte e contributi.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario podcaster, l’apertura della Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo di tasse e contributi.
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