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Congedo straordinario Legge 104: requisiti, 2 anni e domanda INPS

Aggiornato il 18 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Congedo straordinario Legge 104: requisiti, 2 anni e domanda INPS

Il congedo straordinario Legge 104 consente a un lavoratore dipendente di assentarsi dal lavoro fino a due anni per assistere un familiare con disabilità grave. Il periodo è retribuito e coperto da contribuzione figurativa, ma il diritto segue un preciso ordine di priorità familiare e, nella maggior parte dei casi, richiede la convivenza con la persona assistita.

Il riferimento principale è l’articolo 42, comma 5 e seguenti, del decreto legislativo 151/2001. Per accedere al beneficio la persona assistita deve essere riconosciuta in situazione di disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992.

Argomenti del post

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  • Congedo straordinario Legge 104: quanto dura
  • Chi può chiedere il congedo straordinario
  • Il convivente di fatto ha diritto al congedo?
  • La convivenza è obbligatoria?
  • I genitori devono convivere con il figlio disabile?
  • Serve il verbale Legge 104 articolo 3 comma 3
  • Chi non può chiedere il congedo straordinario INPS
  • Quanto viene pagato durante il congedo
  • Chi materialmente paga il congedo
  • Il congedo è coperto da contributi figurativi?
  • Durante il congedo maturano ferie, tredicesima e TFR?
  • Il congedo può essere frazionato?
  • Esempio di congedo frazionato dal lunedì al venerdì
  • Congedo straordinario e part-time
  • Il ricovero a tempo pieno blocca il congedo?
  • Più familiari possono usare lo stesso congedo?
  • Congedo straordinario e permessi 104 possono essere usati da persone diverse?
  • Come si presenta la domanda all’INPS
  • Convivenza instaurata dopo la domanda: è possibile?
  • Cosa succede se il verbale 104 è in revisione
  • Cosa cambia nei flussi UNIEMENS da settembre 2026
  • Congedo straordinario e Cassa integrazione
  • Errori da evitare prima di fare domanda
  • Checklist per il congedo straordinario Legge 104
  • Domande frequenti sul congedo straordinario Legge 104
  • Il congedo straordinario dura sempre due anni?
  • Serve convivere con il familiare disabile?
  • Durante il congedo prendo lo stipendio intero?
  • Durante il congedo matura il TFR?
  • Un lavoratore autonomo può chiedere il congedo straordinario?
  • Fonti ufficiali
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Congedo straordinario Legge 104: quanto dura

La durata massima è di due anni nell’arco della vita lavorativa. Il limite è complessivo tra tutti i soggetti aventi diritto e riferito alla persona con disabilità grave assistita.

Chi assiste più familiari con disabilità grave non ottiene automaticamente due anni per ciascuno: l’INPS chiarisce che non esiste un “raddoppio” del limite personale complessivo.

Chi può chiedere il congedo straordinario

Il congedo non spetta indistintamente a qualsiasi familiare. La normativa stabilisce un ordine di priorità che deve essere rispettato.

  1. coniuge convivente, parte dell’unione civile convivente o convivente di fatto;
  2. padre o madre, anche adottivi o affidatari, se il soggetto prioritario manca, è deceduto o ha patologie invalidanti;
  3. figlio convivente, se mancano o non possono assistere i soggetti precedenti;
  4. fratello o sorella convivente, se mancano o sono impossibilitati i soggetti precedenti;
  5. parente o affine entro il terzo grado convivente, nei casi residuali previsti dalla legge.

Il convivente di fatto ha diritto al congedo?

Sì. Il convivente di fatto è equiparato al coniuge convivente e alla parte dell’unione civile ai fini dell’ordine di priorità del congedo straordinario.

La convivenza deve essere effettiva e deve essere mantenuta per tutta la durata del periodo di congedo.

La convivenza è obbligatoria?

Per coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, figli, fratelli, sorelle e parenti o affini chiamati secondo l’ordine di priorità, la convivenza con la persona disabile è requisito essenziale.

L’INPS precisa che la convivenza può anche essere instaurata dopo la presentazione della domanda, purché esista entro l’inizio del periodo di congedo e venga conservata per tutta la fruizione.

I genitori devono convivere con il figlio disabile?

Per i genitori che assistono il figlio con disabilità grave valgono regole specifiche. Il requisito della convivenza non opera nello stesso modo previsto per gli altri familiari chiamati successivamente nell’ordine di priorità.

I genitori, anche adottivi o affidatari, possono inoltre alternarsi nella fruizione del congedo, purché non lo utilizzino negli stessi giorni.

Serve il verbale Legge 104 articolo 3 comma 3

Sì. Il congedo straordinario richiede il riconoscimento della disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104.

Una semplice percentuale di invalidità civile non sostituisce automaticamente questo requisito. In presenza di verbale rivedibile o certificazione provvisoria, l’INPS prevede procedure specifiche che consentono in determinati casi di presentare o proseguire la domanda.

Chi non può chiedere il congedo straordinario INPS

La prestazione riguarda i lavoratori dipendenti ammessi alla tutela. L’INPS esclude espressamente:

  • lavoratori domestici e familiari;
  • lavoratori a domicilio;
  • lavoratori agricoli giornalieri;
  • lavoratori autonomi;
  • lavoratori parasubordinati.

Avere una Partita IVA o essere caregiver familiare, quindi, non genera da solo il diritto al congedo retribuito fino a due anni.

Quanto viene pagato durante il congedo

L’indennità corrisponde all’ultima retribuzione ricevuta prima del congedo, calcolata sulle voci fisse e continuative entro il limite massimo rivalutato annualmente.

L’INPS considera anche i ratei delle mensilità aggiuntive e le altre voci fisse e continuative previste dal trattamento economico, mentre restano esclusi gli elementi variabili della retribuzione.

Chi materialmente paga il congedo

Per la generalità dei dipendenti privati l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro, che la recupera tramite conguaglio con i contributi dovuti all’INPS.

Per alcune categorie specifiche il pagamento può essere effettuato direttamente dall’INPS. I dipendenti pubblici seguono invece le procedure previste dalla propria amministrazione.

Il congedo è coperto da contributi figurativi?

Sì. Il periodo è coperto da contribuzione figurativa, valida sia per il diritto sia per la misura della pensione, entro i limiti previsti dalla normativa.

Questo distingue il congedo straordinario da una semplice aspettativa non retribuita, che può avere conseguenze previdenziali molto diverse.

Durante il congedo maturano ferie, tredicesima e TFR?

No. La normativa stabilisce che il periodo di congedo straordinario non è computato ai fini della maturazione di ferie, tredicesima e trattamento di fine rapporto.

La contribuzione figurativa continua invece a tutelare la posizione previdenziale del lavoratore.

Il congedo può essere frazionato?

Sì. Il beneficio può essere utilizzato anche a giorni e non necessariamente in un unico periodo continuativo.

Quando si fraziona il congedo è importante capire come vengono conteggiati sabati, domeniche e festività. Per evitare che vengano compresi nel periodo di congedo deve esserci una reale ripresa del lavoro tra un periodo e l’altro.

Esempio di congedo frazionato dal lunedì al venerdì

Se un lavoratore richiede il congedo dal lunedì al venerdì e riprende effettivamente il lavoro il lunedì successivo, il fine settimana può non essere conteggiato secondo le regole INPS.

Se invece il congedo prosegue senza una vera ripresa dell’attività, oppure tra i due periodi vengono collocate ferie, la valutazione cambia. Conviene quindi programmare le richieste con attenzione.

Congedo straordinario e part-time

Il congedo spetta anche ai lavoratori dipendenti part-time. Tuttavia non è riconoscibile per i periodi nei quali non sarebbe comunque prevista attività lavorativa, come alcune fasi non retribuite di un part-time verticale.

La durata effettivamente consumata va quindi verificata sulla base del calendario di lavoro del dipendente.

Il ricovero a tempo pieno blocca il congedo?

In linea generale sì. Il congedo non è riconoscibile se la persona con disabilità grave è ricoverata per l’intera giornata in una struttura che garantisce assistenza sanitaria continuativa.

L’INPS riconosce però alcune eccezioni, ad esempio quando il ricovero viene interrotto per visite o terapie certificate, quando la persona è in stato vegetativo persistente o con prognosi infausta a breve termine, oppure quando i sanitari richiedono espressamente la presenza del familiare che presta assistenza.

Più familiari possono usare lo stesso congedo?

Il congedo straordinario per la stessa persona con disabilità grave non può essere riconosciuto contemporaneamente a più lavoratori come se ciascuno avesse un proprio biennio autonomo.

Per i genitori di un figlio con disabilità grave è possibile la fruizione alternativa. In ogni caso il limite complessivo resta quello previsto dalla legge.

Congedo straordinario e permessi 104 possono essere usati da persone diverse?

Sì. Dopo i chiarimenti INPS del 2023 è possibile autorizzare lavoratori diversi alla fruizione del congedo straordinario e dei permessi Legge 104 per assistere la stessa persona, purché i benefici siano utilizzati alternativamente e non negli stessi giorni.

Per i tre giorni mensili e le altre regole puoi consultare la guida sui permessi Legge 104.

Come si presenta la domanda all’INPS

La domanda per i lavoratori dipendenti privati si presenta online all’INPS attraverso il servizio dedicato. In alternativa è possibile utilizzare il Contact center oppure rivolgersi a un patronato.

La domanda produce effetti dalla sua presentazione. È quindi importante presentarla prima di iniziare il periodo che si intende utilizzare e comunicare tempestivamente all’INPS e al datore di lavoro eventuali variazioni delle condizioni dichiarate.

Convivenza instaurata dopo la domanda: è possibile?

Sì. La normativa consente che la convivenza venga instaurata anche dopo la richiesta, purché sia già presente entro l’inizio del congedo e venga mantenuta durante tutta la fruizione.

Questo chiarimento è particolarmente importante per figli, fratelli, sorelle e altri familiari che acquisiscono il diritto solo dopo il venir meno dei soggetti prioritari.

Cosa succede se il verbale 104 è in revisione

L’INPS prevede la possibilità di proseguire o presentare la domanda anche durante l’iter di revisione del verbale, seguendo le procedure previste.

Se al termine della revisione la situazione di disabilità grave non viene confermata, l’Istituto può recuperare il beneficio fruito senza i requisiti definitivi.

Cosa cambia nei flussi UNIEMENS da settembre 2026

Dal mese di competenza di settembre 2026 l’INPS ha reso obbligatoria una nuova informazione nei flussi UNIEMENS utilizzati dai datori per conguagliare permessi 104 e congedi straordinari.

Per il congedo straordinario deve essere indicata la retribuzione teorica del mese precedente a quello dell’evento. La modifica riguarda soprattutto gli adempimenti aziendali e non cambia il diritto del lavoratore ai due anni di congedo.

Congedo straordinario e Cassa integrazione

Quando il lavoratore è interessato da Cassa integrazione a orario ridotto, l’indennità del congedo viene determinata facendo riferimento all’ultima retribuzione percepita secondo i criteri INPS e tenendo conto della riduzione dell’attività lavorativa.

Se invece nel periodo non è prevista alcuna attività lavorativa, il congedo non può essere utilizzato per trasformare un periodo già non lavorato in assenza retribuita.

Errori da evitare prima di fare domanda

  • confondere il congedo straordinario con i tre giorni di permesso mensile;
  • non rispettare l’ordine di priorità familiare;
  • iniziare il periodo senza avere instaurato la convivenza quando richiesta;
  • pensare che ciascun familiare disponga autonomamente di due anni;
  • ignorare il ricovero a tempo pieno della persona assistita;
  • considerare ferie, tredicesima e TFR come normalmente maturati durante il congedo;
  • presentare la domanda dopo l’inizio del periodo che si vuole coprire;
  • non comunicare variazioni della situazione sanitaria o familiare.

Checklist per il congedo straordinario Legge 104

  1. verifica il verbale articolo 3, comma 3;
  2. controlla il tuo rapporto di lavoro e l’eventuale esclusione dalla tutela;
  3. individua chi ha priorità tra i familiari;
  4. verifica o instaura la convivenza quando richiesta;
  5. controlla eventuali periodi di congedo già utilizzati;
  6. verifica se la persona assistita è ricoverata a tempo pieno;
  7. presenta la domanda INPS prima dell’inizio del periodo;
  8. coordina il congedo con eventuali permessi 104 utilizzati da altri familiari;
  9. comunica tempestivamente ogni variazione a INPS e datore di lavoro.

Domande frequenti sul congedo straordinario Legge 104

Il congedo straordinario dura sempre due anni?

Due anni è il limite massimo complessivo nell’arco della vita lavorativa. Può essere utilizzato anche solo in parte e frazionato a giorni.

Serve convivere con il familiare disabile?

Nella maggior parte dei casi sì. La convivenza deve esistere entro l’inizio del congedo e proseguire durante la fruizione. Per i genitori che assistono un figlio valgono regole specifiche.

Durante il congedo prendo lo stipendio intero?

L’indennità è calcolata sull’ultima retribuzione precedente il congedo, con riferimento alle voci fisse e continuative, entro il massimale annuale previsto.

Durante il congedo matura il TFR?

No. Il periodo non viene computato per la maturazione di TFR, ferie e tredicesima, pur essendo coperto da contribuzione figurativa.

Un lavoratore autonomo può chiedere il congedo straordinario?

No. La prestazione INPS è destinata ai lavoratori dipendenti ammessi e l’Istituto esclude lavoratori autonomi e parasubordinati.

Fonti ufficiali

Per requisiti, ordine di priorità, durata, convivenza, indennità e domanda: INPS – indennità per congedi straordinari. Per il testo normativo: Normattiva – decreto legislativo 151/2001, articolo 42. Per l’alternanza tra permessi e congedo da parte di lavoratori diversi: INPS – congedo e permessi per la stessa persona. Per gli adempimenti da settembre 2026: INPS – UNIEMENS 2026.

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