I controlli contro il caporalato a Taranto hanno portato all’individuazione di 17 lavoratori in nero e alla sospensione di quattro attività d’impresa. L’operazione, coordinata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Taranto, ha interessato il settore agricolo nell’ambito del progetto A.L.T. Caporalato T.R.E.
Le verifiche si sono svolte nella settimana compresa tra il 31 agosto e il 6 settembre 2026 e hanno coinvolto, insieme agli ispettori del lavoro, personale INPS, Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e mediatori culturali dell’OIM.
Controllate 15 aziende agricole e 166 lavoratori
Nel corso dell’attività ispettiva sono state controllate complessivamente 15 aziende agricole. Gli accertamenti hanno riguardato le posizioni di 166 lavoratori, dei quali 72 stranieri.
L’ampiezza dell’intervento ha consentito agli organi di vigilanza di esaminare non soltanto la regolarità dei rapporti di lavoro, ma anche diversi aspetti legati alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Diciassette lavoratori in nero, tra cui un minore
Dalle verifiche sono emersi 17 lavoratori in nero. Tra questi, secondo quanto comunicato dall’Ispettorato, figurano anche un minore e un lavoratore straniero privo di titolo di soggiorno.
Il dato sul lavoro sommerso è uno degli elementi principali emersi durante l’operazione. La presenza di lavoratori non regolarmente occupati ha infatti determinato anche l’adozione di specifici provvedimenti nei confronti di alcune delle imprese sottoposte a controllo.
Quattro sospensioni e violazioni sulla sicurezza
Nel complesso sono stati adottati quattro provvedimenti di sospensione dell’attività d’impresa. Tre sono collegati all’impiego di lavoro sommerso, mentre uno deriva da gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Gli ispettori hanno contestato diverse contravvenzioni. Tra le criticità indicate dall’Ispettorato figurano l’omessa manutenzione dei veicoli aziendali, il mancato rispetto delle disposizioni relative al rischio calore e carenze nella sorveglianza sanitaria dei lavoratori.
Sono state inoltre rilevate inosservanze relative alla formazione obbligatoria, alla fornitura dei dispositivi di protezione individuale, alla nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e alla corretta tenuta del documento di valutazione dei rischi.
Sanzioni per circa 49 mila euro e ammende per 22 mila euro
Le conseguenze economiche degli accertamenti sono rilevanti. L’Ispettorato indica, allo stato delle verifiche, sanzioni amministrative per circa 49 mila euro e ammende per 22 mila euro.
Gli importi comunicati fotografano la situazione al momento della pubblicazione del report e si accompagnano ai provvedimenti di sospensione adottati durante l’attività di vigilanza.
Un’operazione congiunta contro lavoro nero e sfruttamento
L’intervento è stato realizzato nell’ambito del progetto A.L.T. Caporalato T.R.E., finalizzato al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo.
La presenza contemporanea di Ispettorato del Lavoro, INPS, Carabinieri del NIL e mediatori culturali dell’OIM ha consentito di affrontare i controlli sotto diversi profili: regolarità dei rapporti di lavoro, posizione dei lavoratori stranieri e rispetto delle norme sulla sicurezza.
Nel caso di Taranto, i risultati comunicati evidenziano quindi una combinazione di lavoro sommerso, sospensioni dell’attività, irregolarità in materia di sicurezza e sanzioni economiche.
Fonte ufficiale
Le informazioni sono tratte dalla comunicazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sull’attività svolta dall’ITL di Taranto, pubblicata il 9 settembre 2026.
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