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Detrazione spese scolastiche 2026: cosa si può scaricare e limite di 1.000 euro

Aggiornato il 24 Settembre 2026

Home > News > Detrazione spese scolastiche 2026: cosa si può scaricare e limite di 1.000 euro

La detrazione delle spese scolastiche 2026 consente di recuperare il 19% dei costi sostenuti per la frequenza scolastica, entro un limite massimo di 1.000 euro per ciascun alunno o studente. L’agevolazione riguarda le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado appartenenti al sistema nazionale di istruzione, comprese le scuole paritarie private e degli enti locali.

La detrazione non riguarda soltanto le rette. In presenza dei requisiti possono rientrare anche mensa, trasporto scolastico, servizi integrativi, gite e altre attività deliberate dalla scuola. È però importante distinguere queste spese dalle erogazioni liberali agli istituti, che seguono una disciplina diversa.

Quanto si può detrarre per le spese scolastiche

La detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, calcolata su un importo massimo di 1.000 euro per ogni alunno o studente. Il limite è individuale: in una famiglia con più figli il tetto si applica separatamente a ciascuno.

Nel modello 730 le spese di istruzione non universitaria trovano spazio tra le “Altre spese”, con il codice previsto per questa agevolazione. Il beneficio riguarda la frequenza delle scuole comprese nel sistema nazionale di istruzione italiano; le spese sostenute presso istituti scolastici esteri non rientrano in questa specifica detrazione.

Quali spese scolastiche sono detraibili

Oltre alle rette di frequenza, l’Agenzia delle Entrate ricorda che possono essere comprese diverse spese collegate ai servizi scolastici e alle attività deliberate dagli istituti.

  • mensa scolastica;
  • servizi di assistenza al pasto;
  • pre e post scuola;
  • trasporto scolastico;
  • gite scolastiche;
  • assicurazione della scuola;
  • attività e corsi deliberati dagli organi d’istituto per ampliare l’offerta formativa.

La detrazione può spettare anche quando alcuni servizi, come mensa o trasporto, sono forniti dal Comune o da soggetti terzi e non direttamente dall’istituto scolastico. Per il trasporto scolastico, inoltre, l’agevolazione può convivere con quella prevista per gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico, se ricorrono i rispettivi requisiti.

Libri e cancelleria non rientrano nella detrazione

Non tutte le spese legate alla scuola possono essere portate in detrazione con questa voce. In particolare, l’acquisto di libri scolastici e materiale di cancelleria non rientra tra le spese di frequenza detraibili previste dall’articolo 15 del Tuir.

Per i corsi dei conservatori e degli istituti musicali occorre invece distinguere il relativo ordinamento: alcuni corsi del precedente ordinamento sono assimilati alla formazione scolastica secondaria, mentre i nuovi corsi disciplinati dal Dpr 212/2005 seguono le regole previste per le spese universitarie.

Spese scolastiche ed erogazioni liberali: non sono la stessa agevolazione

Accanto alla detrazione delle spese di frequenza esiste una distinta detrazione del 19% per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici, quando sono finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica o all’ampliamento dell’offerta formativa.

Le due agevolazioni non sono cumulabili con riferimento allo stesso alunno. Se una famiglia ha più figli, la verifica va effettuata separatamente per ciascuno studente. Per le erogazioni liberali, a differenza delle normali spese di frequenza, non opera il tetto di 1.000 euro previsto per quest’ultima detrazione.

Rimborsi del datore di lavoro e pagamenti tracciabili

La detrazione spetta soltanto per le somme rimaste effettivamente a carico del contribuente. Se una spesa scolastica è stata integralmente rimborsata dal datore di lavoro, non può essere detratta nuovamente. In caso di rimborso parziale, il beneficio può riguardare soltanto la quota non rimborsata.

Per beneficiare dell’agevolazione è inoltre necessario utilizzare strumenti di pagamento tracciabili. È quindi opportuno conservare ricevute, quietanze e documentazione che consenta di collegare il pagamento alla spesa scolastica sostenuta.

Limiti legati al reddito

Le detrazioni possono essere interessate anche dai limiti previsti in funzione del reddito complessivo. A partire dal periodo d’imposta 2025, per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro operano ulteriori meccanismi di limitazione che tengono conto anche del numero dei figli fiscalmente a carico. Restano inoltre le regole di riduzione progressiva delle detrazioni per i redditi più elevati.

Per questo motivo, soprattutto nei nuclei con redditi elevati o con più tipologie di spese detraibili, il valore effettivamente recuperabile può essere diverso dal semplice 19% della somma pagata.

Fonte ufficiale

Le indicazioni sono state riepilogate da FiscoOggi, rivista dell’Agenzia delle Entrate, nell’approfondimento dedicato alle spese scolastiche e alle erogazioni liberali.

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