Il DL 162/2026 modifica per il 2026 e il 2027 la gestione delle risorse destinate alle zone italiane di confine con la Svizzera. Il fondo per sviluppo economico, infrastrutture e sostegno dei salari viene assegnato direttamente a Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano sulla base del numero effettivo di lavoratori frontalieri residenti.
La misura è contenuta nell’articolo 3 del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, entrato in vigore il 18 settembre. Non introduce un nuovo bonus individuale per ciascun frontaliero: disciplina invece la ripartizione territoriale delle risorse del fondo.
Come vengono ripartite le risorse
Per il 2026 e il 2027 la dotazione viene distribuita tra i territori interessati in funzione del numero di lavoratori frontalieri residenti. La logica prevista dal decreto è pro capite: la quota unitaria si ottiene dividendo le risorse disponibili per il numero complessivo dei frontalieri rilevati, e ciascun territorio riceve un importo proporzionale ai propri residenti frontalieri.
Quali territori sono interessati
- Lombardia;
- Piemonte;
- Valle d’Aosta;
- Provincia autonoma di Bolzano.
Le risorse sono finalizzate a interventi per sviluppo economico, infrastrutture e sostegno dei salari nelle aree di confine interessate dal lavoro frontaliero con la Svizzera.
I requisiti per i comuni di frontiera
Il decreto chiarisce anche i criteri di accesso alle risorse per i comuni di frontiera. Il rapporto tra lavoratori frontalieri e popolazione residente deve raggiungere almeno il 4% nei comuni con più di 15.000 abitanti e almeno il 3% nei comuni più piccoli.
È un contributo diretto ai lavoratori?
No. La norma non prevede un pagamento automatico individuale a favore di ogni lavoratore frontaliero. Le risorse vengono attribuite agli enti territoriali indicati dalla legge per finanziare le finalità del fondo.
Per i singoli lavoratori restano quindi distinti gli aspetti relativi a tassazione, residenza fiscale, previdenza e rapporto di lavoro transfrontaliero.
Perché il numero dei frontalieri conta
Il numero effettivo dei frontalieri residenti diventa il parametro centrale di riparto. Ciò consente di collegare la distribuzione delle risorse alla consistenza reale del fenomeno nei diversi territori invece di utilizzare una suddivisione uniforme.
Il decreto deve essere convertito
Il DL 162/2026 è già in vigore, ma dovrà essere convertito in legge dal Parlamento nei termini costituzionali. Durante l’iter di conversione il testo può essere modificato, perciò gli enti e i lavoratori interessati dovranno verificare la versione definitiva della norma.
Cosa devono controllare i lavoratori frontalieri
Per il singolo lavoratore la novità più importante è capire che il decreto interviene sul fondo territoriale e non modifica automaticamente il proprio trattamento fiscale o previdenziale. Residenza, tassazione del reddito prodotto in Svizzera e contributi restano questioni separate e dipendono dalle regole applicabili al singolo caso.
Chi vive in uno dei territori interessati dovrà quindi distinguere tra misure finanziate dagli enti locali con le risorse del fondo e diritti individuali già previsti dalla disciplina sui frontalieri.
Perché la soglia del 3% o 4% è importante
La soglia serve a individuare i comuni nei quali la presenza di lavoratori frontalieri è sufficientemente rilevante rispetto alla popolazione residente. Nei comuni con più di 15.000 abitanti il rapporto deve essere almeno del 4%; nei comuni più piccoli basta il 3%.
Questo criterio evita che le risorse siano distribuite senza tenere conto dell’effettivo impatto economico e sociale del lavoro transfrontaliero sulle comunità locali.
Quando si vedranno gli effetti concreti
La norma definisce il meccanismo di assegnazione delle risorse per il 2026 e il 2027, ma gli effetti concreti dipenderanno dagli atti attuativi e dalle decisioni dei territori destinatari. Sarà quindi necessario seguire i provvedimenti regionali e provinciali che tradurranno il fondo in interventi specifici.
Fonte ufficiale
Il riferimento è il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162. Un riepilogo delle misure è stato pubblicato anche da FiscoOggi – Agenzia delle Entrate.
Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.