• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Regimeminimi.com

Il tuo consulente di fiducia online

  • Prezzi
  • Contattaci
  • Guide
  • Professioni
  • News

Home > Esperto risponde > Gestione separata autonomi: si pagano contributi senza reddito?

Gestione separata autonomi: si pagano contributi senza reddito?

Aggiornato il 21 Agosto 2026

Un nostro lettore, Fabio di Roma, ci ha chiesto un chiarimento sulla Gestione separata autonomi e, in particolare, sui contributi dovuti quando l’attività non produce reddito o chiude l’anno in perdita.

Argomenti del post

Toggle
  • Gestione separata autonomi: il quesito di Fabio
  • La nostra risposta a Fabio
  • Qual è l’aliquota della Gestione Separata nel 2026?
  • Il minimale non è un contributo fisso
  • Attenzione se sei nel regime forfettario
  • Artigiani e commercianti seguono regole diverse
  • In sintesi
  • Fonti ufficiali
  • Richiedi informazioni sui nostri servizi di apertura, contabilità e gestione fiscale della Partita IVA.

Gestione separata autonomi: il quesito di Fabio

Salve, volevo solo informazioni in merito alla Gestione separata autonomi: se si è avuta una perdita, bisogna pagare oppure no?

Grazie.
Cordiali saluti
Fabio – Roma

La nostra risposta a Fabio

Buongiorno Fabio, grazie per la tua domanda.

Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, i contributi non funzionano come quelli dovuti dagli artigiani e dai commercianti: non esiste un contributo fisso minimo da versare semplicemente perché la Partita IVA è aperta.

I contributi vengono calcolati in percentuale sul reddito imponibile previdenziale. Se il reddito rilevante è pari a zero, non esiste quindi una base imponibile sulla quale applicare l’aliquota contributiva.

L’INPS, nelle istruzioni per il modello Redditi 2026, precisa inoltre che il Quadro RR deve essere compilato dai professionisti iscritti alla Gestione Separata anche quando il reddito è negativo oppure non è stato prodotto alcun reddito. Questo non trasforma però il minimale previdenziale in un contributo fisso dovuto in assenza di reddito.

Qual è l’aliquota della Gestione Separata nel 2026?

Per il 2026, per i professionisti iscritti esclusivamente alla Gestione Separata, non pensionati e non assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, l’aliquota complessiva è pari al 26,07%.

Per i pensionati o per i soggetti già assicurati presso un’altra forma di previdenza obbligatoria, nei casi previsti, l’aliquota è invece pari al 24%.

Il minimale non è un contributo fisso

Questo punto genera spesso confusione. Il minimale previsto per la Gestione Separata serve anche a stabilire l’accredito dell’intero anno contributivo, ma non significa che il libero professionista debba versare contributi su quel minimale quando non dispone di reddito imponibile.

Se la contribuzione versata nell’anno è inferiore a quella necessaria per coprire dodici mesi, l’accredito previdenziale viene infatti riconosciuto in proporzione alla contribuzione effettivamente versata.

Attenzione se sei nel regime forfettario

Bisogna però fare una precisazione rispetto alla domanda originaria di Fabio. Nel regime forfettario il reddito non viene determinato sottraendo dai compensi tutti i costi effettivamente sostenuti. Si applica il coefficiente di redditività previsto per l’attività e si determina così il reddito fiscale secondo le regole proprie del regime.

Per questo motivo sostenere costi superiori agli incassi non produce automaticamente una perdita fiscale come può accadere nei regimi in cui il reddito viene determinato analiticamente. Se invece il reddito imponibile rilevante ai fini previdenziali è pari a zero, non vi è una base sulla quale calcolare i contributi percentuali della Gestione Separata.

Artigiani e commercianti seguono regole diverse

La situazione è diversa per chi è iscritto alle Gestioni INPS Artigiani o Commercianti. In questi casi esiste una contribuzione calcolata sul minimale secondo le specifiche regole della gestione, anche quando il reddito effettivo è molto basso o assente, salvo le eccezioni previste dalla normativa.

È quindi importante verificare sempre a quale gestione previdenziale appartiene concretamente l’attività prima di stabilire se e quanto deve essere versato.

In sintesi

Quindi, Fabio, se parliamo di un libero professionista iscritto alla Gestione Separata e il reddito imponibile previdenziale è pari a zero, non ci sono normalmente contributi percentuali da versare.

Occorre però determinare correttamente il reddito in base al regime fiscale applicato e distinguere sempre la Gestione Separata dalle Gestioni Artigiani e Commercianti.

Cordiali saluti
Lo Staff di regimeminimi.com

Fonti ufficiali

INPS: Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026, aliquote, minimale e massimale della Gestione Separata per il 2026.

INPS: Circolare n. 62 del 27 maggio 2026, compilazione del Quadro RR e determinazione della base imponibile dei professionisti iscritti alla Gestione Separata.

Richiedi informazioni sui nostri servizi di apertura, contabilità e gestione fiscale della Partita IVA.

  • Apertura della Partita IVA
  • Gestione del regime forfettario
  • Gestione della contabilità semplificata
Caterina Caterina Servizio clienti
Compila il modulo indicando il servizio fiscale che ti interessa e descrivi brevemente la tua esigenza.
RM Regimeminimi.com

Un progetto di The Loft S.r.l.s.

Via Mariotti 190
51100 Pistoia (PT)
P.IVA 01843800473
REA PT-184294

Servizio

Prezzi Contattaci Chi siamo Recensioni

Contenuti

Guide fiscali Professioni e attività News Consulenze gratuite Strumenti di lavoro

Legale

Termini e condizioni Privacy Cookie

I contenuti di Regimeminimi.com hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono una consulenza professionale personalizzata. Le informazioni fiscali e previdenziali possono variare in base alla situazione individuale e agli aggiornamenti normativi.

© 2026 Regimeminimi.com – Tutti i diritti riservati.