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IGP non-agri 2026: cosa cambia per i prodotti artigianali

Aggiornato il 6 Settembre 2026

Le IGP non-agri entrano nella fase operativa anche in Italia. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha espresso parere favorevole alla domanda della Ceramica di Caltagirone, che si aggiunge ad altre cinque eccellenze artigianali già avviate verso il riconoscimento europeo.

Il nuovo sistema estende la tutela delle indicazioni geografiche ai prodotti artigianali e industriali, superando il tradizionale ambito dei prodotti agroalimentari. Il quadro europeo è previsto dal Regolamento UE 2023/2411 e in Italia è disciplinato dal decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51.

Cosa sono le IGP non-agri

Le IGP non-agri sono indicazioni geografiche destinate a prodotti artigianali e industriali il cui nome, reputazione o caratteristiche sono collegati a un determinato territorio. La nuova disciplina europea permette quindi di riconoscere e proteggere produzioni che fino a oggi non rientravano nel sistema delle indicazioni geografiche riservato soprattutto al settore alimentare.

Il MIMIT indica tra i settori potenzialmente interessati il vetro artistico, la gioielleria, i tessuti e i pizzi, la porcellana, le lavorazioni del cuoio, le pietre naturali, la ceramica, la posateria e gli strumenti musicali.

Ceramica di Caltagirone: cosa ha deciso il MIMIT

Il 1° settembre 2026 il MIMIT ha comunicato di avere espresso, dopo avere sentito la Regione competente, una decisione favorevole sulla domanda di registrazione della Ceramica di Caltagirone.

È importante distinguere questa decisione dalla registrazione definitiva: il via libera ministeriale consente alla domanda di proseguire l’iter europeo, ma la denominazione non diventa automaticamente IGP con il solo provvedimento nazionale.

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Quali prodotti artigianali hanno già ricevuto il via libera

Con la Ceramica di Caltagirone salgono a sei le decisioni favorevoli comunicate dal Ministero. Le altre riguardano il Vetro di Murano, il Merletto di Burano, il Corallo di Torre del Greco, il Cammeo di Torre del Greco e la Ceramica Vietri.

Queste domande rappresentano le prime applicazioni italiane del nuovo sistema europeo per la tutela delle eccellenze produttive non agroalimentari.

Cosa cambia per artigiani e imprese

Il nuovo quadro consente alle produzioni artigianali e industriali legate a un territorio di accedere a una tutela europea della denominazione. Per le imprese che operano nelle filiere interessate può diventare uno strumento per valorizzare l’origine geografica, contrastare usi impropri del nome e rafforzare la riconoscibilità del prodotto sui mercati.

La tutela riguarda però la denominazione registrata e le condizioni previste dal relativo disciplinare: non basta svolgere un’attività artigianale nel territorio per poter utilizzare automaticamente l’IGP. Le imprese dovranno quindi verificare requisiti, area geografica, metodo produttivo e regole applicabili alla singola denominazione.

Qual è il prossimo passaggio verso la registrazione

Dopo la decisione favorevole nazionale, la Direzione generale per la proprietà industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi trasmette la domanda all’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.

L’EUIPO prosegue l’istruttoria a livello europeo fino alla decisione sulla registrazione finale della denominazione. Per la Ceramica di Caltagirone, quindi, il passaggio comunicato dal MIMIT rappresenta un avanzamento dell’iter e non ancora la conclusione della procedura.

Perché la nuova tutela interessa il Made in Italy

Il sistema delle IGP non-agri riguarda produzioni in cui il legame con il territorio costituisce una parte importante del valore economico e della reputazione. Per molte attività artigianali italiane la possibilità di una protezione uniforme nell’Unione europea può diventare rilevante soprattutto nei rapporti commerciali e nella tutela contro imitazioni e utilizzi non autorizzati delle denominazioni.

Il tema si affianca agli altri strumenti di proprietà industriale destinati alle imprese. Sul sito abbiamo approfondito anche i bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026 finanziati dal MIMIT.

Fonte ufficiale

La decisione sulla Ceramica di Caltagirone e il quadro delle prime domande accolte sono riportati nella comunicazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 1° settembre 2026.

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