I nuovi codici tributo per successioni e donazioni devono essere indicati nel modello F24 nella sezione “Erario”, utilizzando il codice collegato alla specifica fattispecie riportata nell’atto o nella procedura. La risoluzione n. 30 del 16 settembre 2026 dell’Agenzia delle Entrate ha introdotto una nuova serie di codici da A252 ad A284.
La novità riguarda ravvedimento, riliquidazione delle imposte, decadenza da agevolazioni, attività di controllo, acquiescenza, accertamento con adesione, conciliazione e tasse per i servizi ipotecari e catastali.
Dove inserire i nuovi codici nel modello F24
I codici devono essere riportati nella sezione Erario del modello F24, in corrispondenza della colonna “importi a debito versati”.
Nei casi in cui l’atto dell’Agenzia contiene anche codice ufficio, codice atto e anno di riferimento, questi dati devono essere riportati negli appositi campi secondo le istruzioni collegate alla specifica causale.
Come scegliere il codice corretto
Non basta sapere che il versamento riguarda una successione o una donazione. La nuova numerazione distingue infatti tra imposta principale, sanzioni, interessi e diverse fasi del procedimento.
- ravvedimento operoso;
- imposta complementare;
- decadenza o perdita di agevolazioni;
- omessa impugnazione;
- acquiescenza;
- accertamento con adesione;
- conciliazione giudiziale;
- tasse per servizi ipotecari e catastali.
Il codice corretto va quindi scelto in base alla descrizione dell’atto o della fattispecie e non soltanto in base al tipo generale di imposta.
Successioni: quando indicare il codice fiscale del defunto
Per alcune causali relative alle successioni è necessario indicare anche il codice fiscale della persona deceduta nel campo dedicato al coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore, utilizzando il codice identificativo previsto dalle istruzioni.
Questo dato consente di collegare correttamente il pagamento alla dichiarazione di successione e al soggetto cui si riferisce il procedimento.
Esempi di codici A252-A284
La nuova numerazione parte da A252, utilizzato per l’imposta di successione e relativi interessi in caso di imposta complementare e ravvedimento, e prosegue con codici distinti per imposta ipotecaria, catastale, bollo e altre voci.
Nella parte successiva della serie compaiono codici dedicati a donazioni, sanzioni, omessa impugnazione, accertamento con adesione e servizi ipotecari e catastali. Per una panoramica completa delle nuove causali puoi consultare anche la nostra news sui 33 nuovi codici tributo F24 per successioni e donazioni.
Cosa cambia rispetto ai codici già esistenti
I nuovi codici non sostituiscono automaticamente tutte le vecchie causali. La risoluzione integra il sistema già esistente e attribuisce codici specifici a nuove fattispecie o a procedure che richiedevano una maggiore distinzione nel modello F24.
Per questo, quando si riceve un avviso o si procede a un ravvedimento, è importante utilizzare le istruzioni aggiornate dell’Agenzia e verificare se il pagamento rientra nella nuova serie A252-A284.
Errori da evitare nella compilazione
- usare un codice solo perché la descrizione sembra simile;
- omettere codice ufficio o codice atto quando richiesti;
- indicare un anno di riferimento diverso da quello riportato nell’atto;
- dimenticare il codice fiscale del defunto nelle fattispecie in cui è richiesto;
- confondere imposta, sanzione e interessi.
Fonte ufficiale
Le istruzioni derivano dalla risoluzione n. 30 del 16 settembre 2026 dell’Agenzia delle Entrate. I codici sono inoltre consultabili nella ricerca ufficiale dei codici tributo dell’Agenzia.
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Caterina
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