L’indennizzo per cessazione definitiva dell’attività commerciale è una prestazione INPS riservata a determinate categorie iscritte alla Gestione Commercianti che chiudono definitivamente l’attività prima di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia. Non spetta automaticamente a chiunque chiuda una Partita IVA.
Per ottenere la prestazione servono requisiti precisi di attività, età, anzianità contributiva e cessazione. Nel 2026 il finanziamento continua attraverso l’aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,48% prevista per gli iscritti alla Gestione Commercianti.
A chi spetta l’indennizzo commercianti
Secondo l’INPS, il beneficio riguarda esclusivamente iscritti alla Gestione Commercianti appartenenti alle categorie previste. Tra queste rientrano titolari o coadiutori di attività commerciale al minuto in sede fissa, commercio su aree pubbliche anche itinerante, somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, agenti e rappresentanti di commercio.
Non è quindi una tutela generale per tutti gli autonomi: un libero professionista in Gestione Separata o un artigiano non rientra nella prestazione per il solo fatto di chiudere la propria attività.
Età minima: 62 anni uomini e 57 anni donne
Al momento della domanda bisogna avere almeno 62 anni se uomini oppure almeno 57 anni se donne. Queste soglie sono specifiche dell’indennizzo e non coincidono con l’età ordinaria per la pensione di vecchiaia.
La prestazione serve proprio a sostenere chi cessa l’attività commerciale e non ha ancora raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia.
Servono almeno cinque anni nella Gestione Commercianti
Un altro requisito essenziale è risultare iscritti, al momento della cessazione dell’attività, da almeno cinque anni alla Gestione speciale commercianti, in qualità di titolare o coadiutore. L’iscrizione deve essere collegata all’attività per la quale si chiede l’indennizzo.
Prima di chiudere conviene quindi controllare l’estratto contributivo e la posizione previdenziale, soprattutto quando ci sono stati periodi di sospensione, variazioni di attività o passaggi tra diverse gestioni.
La cessazione deve essere definitiva
L’INPS richiede la cessazione definitiva dell’attività commerciale. Dove era necessaria una licenza o autorizzazione, deve essere riconsegnata secondo le regole applicabili; inoltre va richiesta la cancellazione dal Registro Imprese o dal REA.
Non basta quindi smettere di fatturare o lasciare l’impresa inattiva. Per questo è importante coordinare correttamente la cessazione amministrativa con la chiusura della Partita IVA e con la posizione INPS.
Quali attività commerciali sono ammesse
- commercio al minuto in sede fissa;
- commercio su aree pubbliche, anche itinerante;
- somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
- agenti e rappresentanti di commercio;
- coadiutori delle attività ammesse, quando ricorrono le condizioni previste.
La presenza di una Partita IVA con codice ATECO commerciale non è da sola sufficiente: bisogna verificare che l’attività concreta e l’iscrizione previdenziale rientrino tra quelle ammesse dall’INPS.
Quanto dura l’indennizzo
Se i requisiti sono perfezionati, l’indennizzo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda. L’INPS lo eroga fino a tutto il mese in cui viene raggiunta l’età prevista per la pensione di vecchiaia nella Gestione Commercianti.
Il periodo di fruizione è utile ai fini del diritto alla pensione nell’ambito della Gestione Commercianti, ma non aumenta la misura della pensione.
Quanto spetta
L’importo dell’indennizzo è pari al trattamento minimo di pensione previsto per gli iscritti alla Gestione speciale commercianti. Poiché il valore del trattamento minimo viene aggiornato nel tempo, è preferibile verificare l’importo corrente nelle comunicazioni INPS invece di usare cifre di anni precedenti.
La prestazione viene pagata con modalità e cadenze analoghe a quelle pensionistiche ed è soggetta a tassazione secondo le regole indicate dall’Istituto.
Indennizzo e altre pensioni
L’indennizzo non è compatibile con la pensione di vecchiaia, ma l’INPS precisa che può essere compatibile con altri trattamenti pensionistici diretti. La situazione va comunque verificata sulla posizione concreta, soprattutto quando il richiedente percepisce già una prestazione previdenziale.
Non puoi continuare a lavorare mentre lo percepisci
La prestazione è incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, sia dipendente sia autonoma. Se il beneficiario riprende a lavorare deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni.
In caso di ripresa dell’attività, l’indennizzo cessa dal primo giorno del mese successivo. Chi pensa di aprire una nuova Partita IVA o iniziare un lavoro subordinato deve quindi valutare l’effetto sulla prestazione prima di procedere.
Come presentare la domanda
La domanda può essere presentata online tramite il servizio INPS dedicato “Indennità per cessazione attività commerciale – Domanda”. In alternativa è possibile utilizzare il Contact center o rivolgersi a un patronato.
Prima dell’invio è utile avere già verificato la cancellazione dell’attività, l’anzianità nella Gestione Commercianti e l’assenza di attività lavorativa incompatibile.
Perché i commercianti pagano lo 0,48% aggiuntivo
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 conferma che gli iscritti alla Gestione Commercianti versano un’aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,48%. Di questa, lo 0,46% finanzia il Fondo che garantisce gli indennizzi per cessazione definitiva dell’attività commerciale e lo 0,02% è destinato alla Gestione commercianti.
Per questo nel 2026 l’aliquota ordinaria indicata dall’INPS è del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti. L’extra non è un costo che nasce al momento della chiusura: viene finanziato durante l’iscrizione alla gestione.
Chiusura dell’attività e contributi ancora da pagare
Ottenere o richiedere l’indennizzo non cancella eventuali contributi o debiti maturati prima della cessazione. La chiusura della posizione e il calcolo delle somme residue sono un tema distinto.
Per questo puoi consultare anche la guida sui contributi INPS dopo la chiusura della Partita IVA e l’approfondimento su quanto costa chiudere una Partita IVA.
Documenti e controlli prima della domanda
- verifica dell’età minima richiesta;
- almeno cinque anni di iscrizione alla Gestione Commercianti;
- cessazione definitiva dell’attività ammessa;
- cancellazione dal Registro Imprese o REA;
- riconsegna della licenza o autorizzazione quando prevista;
- assenza di qualsiasi attività lavorativa incompatibile;
- controllo della posizione contributiva INPS.
Fonti ufficiali INPS
Il servizio INPS sull’indennizzo per cessazione definitiva dell’attività commerciale riepiloga beneficiari, requisiti, durata e modalità di domanda. Per il finanziamento e le aliquote 2026 il riferimento è la circolare INPS n. 14/2026.
Domande frequenti sull’indennizzo commercianti
Spetta a tutti quelli che chiudono una Partita IVA?
No. È riservato agli iscritti alla Gestione Commercianti che svolgono le attività ammesse e rispettano tutti i requisiti.
Qual è l’età minima?
Almeno 62 anni per gli uomini e almeno 57 anni per le donne al momento della domanda.
Quanti anni di contributi commercianti servono?
Servono almeno cinque anni di iscrizione alla Gestione Commercianti al momento della cessazione dell’attività.
Posso lavorare mentre ricevo l’indennizzo?
No. La prestazione è incompatibile con qualsiasi attività di lavoro dipendente o autonomo.
Quanto viene pagato?
L’importo è pari al trattamento minimo di pensione previsto per la Gestione speciale commercianti, da verificare nel valore vigente.
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