Lavorare con i droni

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lavorare con i droni

Un nostro lettore Damiano di Matera ci chiede maggiori informazioni in merito a lavorare con i droni.
Ti invitiamo a scrivere nei commenti se anche tu hai domande relative a questo argomento.
Se hai un argomento di tuo interesse richiedi la tua consulenza gratuita ai nostri esperti.

Lavorare con i droni

Salve vorrei fare una domanda se è possibile, vorrei arrotondare lavorando con i droni ed avere nello stesso tempo un lavoro a tempo determinato o indeterminato, cosa posso fare per mettermi in regola? Devo per forza avere una partita Iva o ci sono altri modi? Può darmi un consiglio?

Damiano – Matera

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Apertura partita Iva, Dichiarazione redditi, variazione dati alla CCIIA, aggiunta codice Ateco sono alcuni dei nostri servizi online.

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La nostra risposta a Damiano

Buonasera Damiano e grazie per la tua domanda sull’argomento lavorare con i droni alla quale rispondiamo molto volentieri.
Iniziamo con il precisare che partita Iva e lavoro da dipendente possono coesistere.

La partita Iva è necessario aprirla quando l’attività è svolta abitualmente e con continuità, indipendentemente dai guadagni.
Se l’attività fotografica tramite i droni è svolta saltuariamente durante l’anno potrebbe non essere necessaria la partita iva.
I compensi eventualmente percepiti senza partita iva dovranno essere dichiarati comunque tra i “Redditi diversi”.

Come aprire la partita iva?
Presumendo che l’attività di cui ti occupi sia di riprese fotografiche effettuate con l’utilizzo di droni, possiamo dirti che esiste un codice ATECO ad hoc per questa attività, ovvero il 74.20.12 – Attività di riprese aeree nel campo della fotografia.

Questa attività può essere esercitata sia in forma di libero professionista iscritto alla gestione separata INPS, che in forma d’impresa iscritta in camera di commercio.
Il primo inquadramento alla gestione separata ti permette di pagare i contributi in percentuale sul tuo fatturato, per il 2017 la percentuale è del 25.72%.
In questo caso se alla partita Iva viene affiancato un lavoro come dipendente a tempo pieno la percentuale si riduce al 24%.

Con il secondo inquadramento, ovvero iscritto in Camera di commercio come impresa di servizi, pagherai i contributi fissi trimestrali di circa 3.600€ all’anno (con l’applicazione del regime forfettario possono essere ridotti a 2.400€ annui), ma se viene svolto contemporaneamente un lavoro da dipendente a tempo pieno, sarai esonerato dal versamento di questi contributi fissi in quanto già coperto da una posizione contributiva obbligatoria.

Precisiamo che per l’attività indicata al momento dell’iscrizione in camera di commercio potrebbe essere richiesta la presentazione degli attestati forniti dall’ENAC (ente nazionale aviazione civile).

Passiamo adesso al regime fiscale.
Nella fase iniziale della tua attività ti consigliamo di adottare il regime forfettario.
Per applicare però questo regime agevolato è necessario che il reddito percepito come lavoratore dipendente non sia superiore ai 30.000€.
Con il regime forfettario pagherai il 5% di tasse per i primi 5 anni, oltre ovviamente agli eventuali contributi di cui abbiamo parlato sopra.
Le tasse e i contributi verranno determinati sul 78% (coefficiente di redditività) dei tuoi ricavi e non sarà possibile scaricare gli eventuali costi dell’attività.

Per un maggior approfondimento sul regime forfettario ti consigliamo di visitare il nostro blog, oppure se hai un’altra domanda su questo argomento inserisci un commento.

Un saluto

Lo Staff di regimeminimi.com

Se hai la necessità di approfondire il regime forfettario con le novità sulla flat tax ti consigliamo la lettura del libro Regime forfettario e contabilità semplificata 2019 di Salvatore Giordano. 

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