I controlli sul lavoro nero a Reggio Calabria hanno portato a contestazioni nei confronti di un’azienda agricola e di un bar, con una maxi-sanzione da 3.900 euro in ciascuno dei due casi. Alle somme per l’impiego irregolare di personale si aggiungono inoltre le violazioni accertate in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Le verifiche sono state effettuate nel corso di agosto dagli ispettori dello IAM Reggio Calabria nell’ambito del progetto A.L.T. Caporalato T.R.E., con particolare attenzione ai settori dell’agricoltura e dei pubblici esercizi.
Cosa hanno trovato gli ispettori nei controlli di agosto
L’Ispettorato riferisce di aver effettuato 7 accessi ispettivi. Nei controlli svolti nei campi agricoli sono stati individuati complessivamente 11 lavoratori.
Tra le irregolarità emerse figurano due distinti casi di lavoro nero: uno in un’azienda agricola della Piana di Gioia Tauro e l’altro in un pubblico esercizio della città di Reggio Calabria.
In entrambi i casi il lavoratore privo di regolare contratto risultava essere l’unico dipendente presente nell’attività sottoposta a verifica.
La sanzione per il lavoratore in nero nell’azienda agricola
Nella Piana di Gioia Tauro gli ispettori hanno accertato che il titolare di un’azienda agricola impiegava un lavoratore senza un regolare contratto.
Per questa violazione è stata contestata una maxi-sanzione di 3.900 euro.
Il controllo ha però fatto emergere anche irregolarità collegate alla tutela della salute e della sicurezza. L’Ispettorato segnala infatti l’omessa sorveglianza sanitaria e l’omessa formazione del lavoratore in materia di sicurezza.
Alle somme dovute per il lavoro nero si aggiungono quindi anche le sanzioni amministrative estintive relative a queste violazioni.
Cosa è successo nel bar di Reggio Calabria
Un secondo caso è stato accertato durante un servizio interforze “Alto Impatto” dedicato ai pubblici esercizi e alle attività di intrattenimento nella città di Reggio Calabria.
Nel bar sottoposto a controllo, la banconista presente al momento dell’accesso ispettivo, unica dipendente dell’attività, è risultata priva di contratto di lavoro.
Anche in questo caso la maxi-sanzione indicata dall’INL è pari a 3.900 euro. Sono state inoltre contestate violazioni relative all’omessa visita medica e alla mancata formazione della lavoratrice.
Lavoro nero e sicurezza possono generare contestazioni diverse
I due episodi mostrano come durante un accesso ispettivo possano emergere contemporaneamente irregolarità relative al rapporto di lavoro e violazioni degli obblighi di sicurezza.
La regolarizzazione del personale non esaurisce quindi necessariamente le conseguenze del controllo: quando vengono accertate carenze nella sorveglianza sanitaria, nelle visite mediche o nella formazione, possono aggiungersi ulteriori contestazioni rispetto alla maxi-sanzione prevista per il lavoro nero.
Per imprese agricole, bar e altri pubblici esercizi, il rispetto degli obblighi contrattuali e di sicurezza resta quindi un elemento centrale nella gestione del personale.
Fonte ufficiale
Il riferimento è la comunicazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sui controlli effettuati ad agosto a Reggio Calabria e provincia.
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Caterina
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