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Lavoro nero nei cantieri del Messinese: sospensione e sanzioni oltre 5mila euro

Aggiornato il 12 Settembre 2026

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Nuovi controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro hanno fatto emergere casi di lavoro nero nei cantieri del Messinese, con una sospensione dell’attività imprenditoriale e sanzioni per migliaia di euro. Le verifiche hanno interessato due diversi cantieri edili nei primi giorni di settembre.

Nel primo caso gli ispettori hanno trovato un lavoratore senza regolare contratto su tre addetti presenti nell’organico della ditta. Nel secondo, invece, un committente privato aveva affidato alcuni lavori di ristrutturazione a un operaio privo sia di contratto sia di copertura previdenziale e assicurativa.

Perché è stata sospesa la ditta edile

Il primo controllo è stato effettuato il 3 settembre 2026 in un cantiere nel Comune di Santa Teresa di Riva. La ditta sottoposta a verifica impiegava tre lavoratori, uno dei quali è risultato completamente in nero.

La presenza di un lavoratore irregolare su tre ha determinato il superamento della soglia del 10% indicata dall’INL per l’adozione del provvedimento di sospensione. Gli ispettori hanno quindi disposto la sospensione dell’attività imprenditoriale.

Il controllo non si è limitato alla regolarità del rapporto di lavoro. Sono state riscontrate anche violazioni in materia di salute e sicurezza, in particolare per la mancata sorveglianza sanitaria del lavoratore impiegato senza contratto.

Quali sanzioni sono state contestate

Al titolare della ditta edile sono state contestate sanzioni per un importo complessivo di oltre 5mila euro.

Il caso mostra come, durante un controllo in cantiere, le conseguenze dell’impiego di personale irregolare possano riguardare contemporaneamente diversi aspetti: regolarità dell’assunzione, copertura previdenziale e assicurativa, sicurezza sul lavoro e possibilità di proseguire l’attività.

Nel caso verificato a Santa Teresa di Riva, infatti, l’irregolarità occupazionale ha portato non soltanto alle sanzioni economiche ma anche all’interruzione dell’attività della ditta attraverso il provvedimento di sospensione.

Cosa è successo nel secondo cantiere

Il giorno successivo gli ispettori hanno effettuato una seconda verifica in un altro cantiere edile. In questo caso il committente era un privato che aveva affidato alcuni lavori di ristrutturazione a un operaio facendolo lavorare senza contratto e senza copertura previdenziale e assicurativa.

Secondo quanto comunicato dall’Ispettorato, in questa seconda situazione non è stato adottato il provvedimento di sospensione perché si trattava di una “micro-impresa”. È stata comunque contestata al committente una sanzione di 1.950 euro.

I controlli riguardano anche i committenti privati

Il secondo episodio è rilevante perché mostra che le verifiche sulla regolarità del lavoro nei cantieri non interessano soltanto le imprese strutturate. Anche un committente privato che utilizza manodopera senza un regolare rapporto di lavoro può essere destinatario delle contestazioni previste a seguito degli accertamenti.

Nel caso descritto dall’INL, l’operaio era impegnato in lavori di ristrutturazione senza contratto e senza alcuna copertura previdenziale o assicurativa. La verifica ha quindi portato direttamente alla contestazione della sanzione nei confronti del committente.

Cosa emerge dai controlli nei cantieri

I due interventi confermano l’attenzione dell’Ispettorato alla regolarità occupazionale nel settore dell’edilizia. Nel giro di due giorni sono emerse situazioni differenti ma accomunate dall’utilizzo di lavoratori privi di un regolare contratto.

Per imprese e committenti il punto centrale è che il lavoro irregolare può produrre conseguenze immediate: sanzioni economiche e, quando ricorrono le condizioni indicate dagli ispettori, anche la sospensione dell’attività.

Fonte ufficiale

Il riferimento è la comunicazione del 9 settembre 2026 del Contingente INL Sicilia sui controlli nei cantieri edili del Messinese.

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