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Mini contratti di sviluppo automotive 2026: 300 milioni alle imprese

Aggiornato il 8 Ottobre 2026

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Mini contratti di sviluppo automotive 2026: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha destinato 300 milioni di euro alle aziende della filiera auto per sostenere nuovi investimenti, tecnologie a basse emissioni e riconversione industriale. Il decreto ministeriale dell’11 agosto 2026, annunciato dal MIMIT il 7 settembre e richiamato dal comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 ottobre 2026, disciplina questa nuova misura in attuazione del piano del Fondo Automotive previsto dal DPCM del 10 giugno.

La misura è particolarmente rilevante per le PMI: il 60% delle risorse è riservato a iniziative proposte da piccole e medie imprese, con un quarto di questa quota destinato alle sole micro e piccole imprese. Un ulteriore 40% è riservato a programmi realizzati nel Mezzogiorno. Le agevolazioni potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili, combinando contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.

Mini contratti automotive 2026: come sono distribuiti i 300 milioni

La dotazione annunciata dal MIMIT è di 300 milioni di euro. La ripartizione prevista punta a favorire sia le PMI sia gli investimenti produttivi nelle regioni meridionali.

QuotaDestinazione
300 milioni €Dotazione complessiva per la filiera automotive
60%Iniziative proposte da PMI
1/4 della quota PMIRiserva per micro e piccole imprese
40%Programmi realizzati in stabilimenti del Mezzogiorno
10% + 10%Quote riservate rispettivamente a imprese con rating di legalità e certificazione della parità di genere

Le regioni del Mezzogiorno indicate dal Ministero sono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. La riserva territoriale vale quindi per programmi realizzati in stabilimenti situati in queste regioni.

Quali investimenti automotive possono essere finanziati

Il perimetro è più ampio della sola produzione di automobili. Secondo la comunicazione ufficiale del MIMIT, i programmi possono riguardare sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità, oltre a sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni.

Sono compresi anche investimenti per parti, componenti, sistemi e tecnologie avanzate destinati alla mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura. Un’altra area ammessa riguarda la diversificazione e la riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo.

Gli investimenti produttivi possono inoltre essere accompagnati da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. È prevista anche la formazione del personale, ma per questa componente il Ministero indica un limite del 10% dell’investimento complessivo.

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Quanto coprono le agevolazioni

Il nuovo intervento prevede una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. Nel complesso, le agevolazioni potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili.

Il comunicato del 7 settembre non specifica ancora la ripartizione tra quota a fondo perduto e quota finanziata per ciascuna tipologia di impresa. Non è quindi corretto applicare automaticamente al nuovo intervento automotive le percentuali previste da precedenti sportelli dei mini contratti di sviluppo. Questi dettagli dovranno essere verificati nel decreto direttoriale operativo.

Domande anche congiunte fino a cinque imprese

Le aziende potranno presentare progetti anche in forma congiunta, con un massimo di cinque partecipanti. È un elemento importante soprattutto per filiere articolate, nelle quali produttori, fornitori di componentistica e imprese tecnologiche possono essere coinvolti nello stesso programma di investimento.

Le domande saranno valutate seguendo l’ordine cronologico di presentazione e attraverso un’istruttoria in due fasi. Il MIMIT indica inoltre che la concessione delle agevolazioni dovrà essere deliberata entro 120 giorni dal ricevimento della domanda.

Quando si potrà presentare la domanda

Alla data dell’8 ottobre 2026 lo sportello non risulta ancora aperto. È stato pubblicato il decreto ministeriale dell’11 agosto 2026, ma il MIMIT precisa che un successivo provvedimento direttoriale definirà i termini e le modalità di presentazione delle domande. La pubblicazione nella Gazzetta del 3 ottobre non costituisce quindi l’apertura dello sportello.

Per le imprese interessate questo è il passaggio da monitorare: l’ordine cronologico sarà rilevante nella valutazione, ma presentare oggi una richiesta non è ancora possibile. Conviene invece preparare in anticipo il perimetro dell’investimento, verificare l’appartenenza alla filiera automotive e raccogliere la documentazione societaria e tecnica che potrà essere richiesta dal provvedimento operativo.

Attenzione a non confondere il nuovo intervento con il precedente sportello STEP

Il nome “mini contratti di sviluppo” è già stato utilizzato per lo strumento introdotto nel 2024 e gestito da Invitalia per investimenti nelle tecnologie strategiche STEP. La scheda MIMIT del precedente intervento indicava regole specifiche, compresi importi di progetto e ambiti territoriali propri di quello sportello.

La nuova dotazione automotive del 2026 ha invece finalità settoriali definite dal Fondo Automotive e avrà un proprio decreto direttoriale. Per questo, finché non saranno pubblicate le istruzioni operative, non bisogna trasferire automaticamente soglie, percentuali o requisiti del vecchio sportello alla nuova misura.

Il collegamento con il nuovo piano del Fondo Automotive

La misura nasce nel quadro del DPCM del 10 giugno 2026, con cui sono state rimodulate le risorse del Fondo Automotive per gli anni 2026-2030. Il Ministero ha indicato che quasi il 70% delle risorse del nuovo piano è destinato a strumenti di incentivazione dell’offerta, tra cui Accordi per l’innovazione e mini contratti di sviluppo.

L’obiettivo è spostare il sostegno verso investimenti industriali, innovazione e trasformazione della filiera. Per le PMI che seguono anche altri incentivi MIMIT può essere utile consultare la nostra guida sui bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026, misura distinta ma anch’essa rivolta alla competitività delle imprese.

Cosa sappiamo già e cosa manca ancora

Già definitoDa definire con il decreto direttoriale
Dotazione di 300 milioniData di apertura delle domande
Riserva 60% PMI e 40% MezzogiornoProcedura telematica e modulistica
Copertura fino al 75%Dettaglio delle intensità per tipologia di impresa
Progetti congiunti fino a 5 impreseRequisiti documentali e operativi completi
Istruttoria in due fasiTermini finali e modalità di concessione

La misura dispone ora di un decreto ministeriale pubblicato, ma le domande non sono ancora presentabili fino all’adozione del successivo provvedimento direttoriale. Per approfondire è possibile consultare il decreto MIMIT dell’11 agosto 2026, comunicato in Gazzetta Ufficiale il 3 ottobre; le imprese interessate dovranno verificare lì e sui canali istituzionali eventuali istruzioni operative successive.

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