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Modello AP26 INPS: cos’è, a cosa serve e come compilarlo

Aggiornato il 11 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Modello AP26 INPS: cos’è, a cosa serve e come compilarlo

Il modello AP26 è il modulo INPS per l’autocertificazione dei redditi d’impresa degli ultimi quattro anni. È rivolto ad assicurati e pensionati e serve quando, nell’ambito di una pratica previdenziale, l’Istituto deve acquisire una dichiarazione sui redditi prodotti da attività d’impresa.

Non è una dichiarazione dei redditi fiscale, non sostituisce il Modello Redditi Persone Fisiche e non coincide con la domanda per ottenere un supplemento di pensione. Sono adempimenti diversi, anche se possono riguardare lo stesso pensionato che continua a esercitare un’attività d’impresa.

Che cos’è il modello AP26

L’INPS identifica il modulo con il codice AP26 e lo descrive come “Autocertificazione relativa ai redditi d’impresa degli ultimi quattro anni”. La versione pubblicata sul portale INPS è destinata alle categorie Assicurato/Pensionato.

Il modello viene quindi utilizzato per attestare redditi d’impresa quando questi dati sono necessari per una prestazione o una verifica previdenziale. Non va confuso con le dichiarazioni reddituali telematiche che l’INPS può richiedere annualmente ad alcune categorie di pensionati.

Chi può aver bisogno dell’AP26

Il caso tipico è quello del pensionato o assicurato che ha prodotto redditi come titolare di un’attività d’impresa e deve documentarli all’INPS. Può quindi riguardare, ad esempio, una ditta individuale commerciale o artigiana.

Un libero professionista puro, invece, produce normalmente reddito di lavoro autonomo e non reddito d’impresa. Prima di usare l’AP26 bisogna quindi verificare la natura fiscale dell’attività e la richiesta specifica ricevuta dall’INPS.

AP26 e pensionato con ditta individuale

Un pensionato può continuare a svolgere un’attività con Partita IVA e, se l’attività è d’impresa, può trovarsi nella situazione in cui l’INPS richieda l’autocertificazione dei redditi d’impresa. In questo contesto l’AP26 serve a documentare i redditi dei periodi richiesti.

La compatibilità tra pensione e attività va comunque verificata separatamente. Per le regole su contributi, cumulabilità e agevolazioni consulta la guida sulla Partita IVA per pensionati.

Quali redditi si dichiarano

Il modello riguarda i redditi d’impresa degli ultimi quattro anni. È quindi necessario ricostruire correttamente i redditi dei periodi interessati sulla base delle dichiarazioni fiscali e della documentazione disponibile.

Non bisogna inserire semplicemente il fatturato o gli incassi lordi senza verificare quale valore reddituale è richiesto. Il dato da autocertificare deve essere coerente con le dichiarazioni presentate all’Agenzia delle Entrate e con la natura dell’attività svolta.

AP26 non è il Modello Redditi

Il Modello Redditi PF è la dichiarazione fiscale con cui si comunicano all’Agenzia delle Entrate i redditi del periodo d’imposta e si determinano le imposte dovute. L’AP26 è invece un’autocertificazione destinata all’INPS per finalità previdenziali.

Presentare l’AP26 non sostituisce quindi l’obbligo di dichiarazione fiscale e, allo stesso modo, avere già presentato il Modello Redditi non significa che una richiesta INPS di AP26 possa essere ignorata.

AP26 e supplemento di pensione: attenzione alla differenza

I contributi versati dopo il pensionamento possono, in presenza dei requisiti, dare diritto a un supplemento di pensione. Il supplemento è una prestazione che deve essere richiesta all’INPS e valorizza contribuzione successiva alla decorrenza della pensione.

L’AP26, invece, è un’autocertificazione reddituale. Può essere rilevante all’interno di pratiche previdenziali, ma non è la domanda di supplemento. Confondere i due documenti può portare a pensare erroneamente che basti compilare l’AP26 per ottenere automaticamente un aumento della pensione.

Quando si può chiedere il supplemento

Nelle gestioni dei lavoratori autonomi, in via generale, il supplemento può essere richiesto dopo cinque anni dalla decorrenza della pensione o dal precedente supplemento; in determinate condizioni è possibile esercitare una sola volta la facoltà dopo due anni. Nella Gestione Separata il primo supplemento può essere chiesto dopo due anni e i successivi dopo cinque.

Queste tempistiche riguardano il supplemento e non modificano la funzione dell’AP26. Se stai continuando a lavorare dopo la pensione, controlla anche la guida su come si calcola la pensione con Partita IVA.

Come prepararsi alla compilazione

  • recuperare la richiesta o la pratica INPS a cui l’AP26 è collegato;
  • verificare quali quattro anni sono interessati;
  • recuperare le dichiarazioni dei redditi relative ai periodi richiesti;
  • controllare che i dati dell’attività d’impresa siano coerenti;
  • distinguere reddito d’impresa da fatturato e incassi;
  • verificare eventuali periodi senza attività o con cessazione;
  • conservare la documentazione utilizzata per l’autocertificazione.

Errori da evitare

  • usare il fatturato al posto del reddito richiesto;
  • compilare l’AP26 per un reddito professionale senza verificare che sia il modulo corretto;
  • indicare anni diversi da quelli richiesti;
  • trattare il modulo come una dichiarazione fiscale sostitutiva;
  • confonderlo con la domanda di supplemento di pensione;
  • inviare dati non coerenti con le dichiarazioni già presentate.

Come si presenta all’INPS

Il portale INPS mette a disposizione il modulo AP26 nella sezione Moduli. Le modalità concrete di trasmissione dipendono dalla pratica previdenziale in cui viene richiesto e dalle istruzioni fornite dall’Istituto.

Se il modulo è richiesto all’interno di una pratica già aperta, è opportuno seguire esattamente il canale indicato dall’INPS o dal patronato/intermediario che sta gestendo la pratica, evitando invii separati non collegati al procedimento.

AP26 e dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo

L’INPS può richiedere a determinate categorie di pensionati anche comunicazioni sui redditi da lavoro autonomo ai fini delle regole di cumulabilità della pensione. Questi adempimenti non vanno automaticamente identificati con l’AP26, che è specificamente denominato dall’Istituto come autocertificazione relativa ai redditi d’impresa degli ultimi quattro anni.

La distinzione tra reddito d’impresa e reddito di lavoro autonomo è quindi fondamentale prima di scegliere il modulo o la comunicazione da presentare.

Se hai chiuso la Partita IVA

La cessazione dell’attività non elimina la possibilità che l’INPS richieda informazioni sui redditi prodotti negli anni precedenti. Se gli ultimi quattro anni comprendono periodi in cui l’impresa era ancora attiva, i relativi dati possono restare rilevanti per la pratica previdenziale.

Per le conseguenze della cessazione puoi consultare anche la guida su come chiudere la Partita IVA.

Fonti ufficiali

La fonte principale è la pagina INPS dedicata al modello AP26 – Autocertificazione relativa ai redditi d’impresa degli ultimi quattro anni. Per i contributi versati dopo la pensione e il relativo incremento dell’assegno, il riferimento distinto è il servizio INPS sul supplemento di pensione.

Domande frequenti

A cosa serve il modello AP26?

Serve ad autocertificare all’INPS i redditi d’impresa degli ultimi quattro anni quando questi dati sono richiesti per una pratica previdenziale.

AP26 serve per chiedere il supplemento di pensione?

No. Il supplemento è una prestazione distinta e richiede una specifica domanda. L’AP26 è un’autocertificazione reddituale.

Devo indicare fatturato o reddito?

Il modello riguarda i redditi d’impresa. Il dato va ricostruito in modo coerente con le dichiarazioni fiscali e non sostituito automaticamente con il fatturato lordo.

È solo per pensionati?

La pagina INPS lo classifica per le categorie Assicurato/Pensionato; il suo utilizzo concreto dipende dalla pratica in cui viene richiesto.

Sostituisce il Modello Redditi?

No. AP26 è un’autocertificazione INPS e non sostituisce la dichiarazione fiscale all’Agenzia delle Entrate.

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