Il nostro lettore Agostino dell’Aquila ci chiede informazioni su operatore infanzia regime forfettario: la sua compagna lavora già come dipendente nel settore e vorrebbe affiancare una Partita IVA.
Operatore infanzia regime forfettario: il quesito di Agostino
Salve, la mia ragazza ha un contratto di lavoro dipendente come addetta all’infanzia presso una struttura privata.
Vorrebbe aprire anche la Partita IVA per lavorare come operatrice dell’infanzia mantenendo il contratto da dipendente.
Il dubbio riguarda soprattutto la possibilità di applicare il 5% invece del 15% nei primi cinque anni.
Grazie in anticipo.
Agostino – L’Aquila
La nostra risposta ad Agostino
Buonasera Agostino, grazie per la tua domanda.
Il lavoro dipendente non impedisce automaticamente l’utilizzo del regime forfettario. Nel 2026 occorre però verificare anche la causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, la cui soglia è pari a 35.000 euro, oltre agli altri requisiti del regime.
Quando spetta l’aliquota del 5%?
Il 5% non dipende soltanto dall’apertura di una nuova Partita IVA. La legge richiede ulteriori condizioni, tra cui quella per cui la nuova attività non deve costituire mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo, salvo le eccezioni previste.
Se svolgo lo stesso lavoro da dipendente e con Partita IVA?
È proprio questo il punto più delicato del tuo quesito, Agostino. Se l’attività autonoma riproduce sostanzialmente quella svolta come dipendente, utilizzando le stesse competenze e inserendosi nello stesso contesto professionale, bisogna verificare con attenzione il requisito della mera prosecuzione.
Il regime forfettario e l’aliquota start-up del 5% sono però due verifiche differenti: può verificarsi una situazione in cui il contribuente può applicare il forfettario ma non possiede i requisiti aggiuntivi per il 5%, dovendo quindi applicare il 15%.
Attenzione anche alle fatture verso il datore di lavoro
Va verificata separatamente la causa ostativa relativa all’attività svolta prevalentemente nei confronti dell’attuale datore di lavoro, di datori dei due periodi d’imposta precedenti o di soggetti a essi riconducibili.
Perciò, se la Partita IVA venisse utilizzata soprattutto per fatturare alla stessa struttura presso cui viene svolto il lavoro dipendente, il controllo non riguarderebbe soltanto il 5% ma anche la possibilità stessa di mantenere il regime.
In sintesi
Agostino, la convivenza tra lavoro dipendente e Partita IVA è possibile quando sono rispettati i requisiti. Per il 5%, però, bisogna verificare che la nuova attività non sia una mera prosecuzione di quella già svolta e controllare anche l’eventuale rapporto con il datore di lavoro.
Cordiali saluti
Lo Staff di regimeminimi.com
Fonte ufficiale
Normattiva: legge 190/2014, articolo 1, commi 57 e 65.
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