Aprire la Partita IVA per campagne marketing nel 2026 richiede prima di tutto di definire che cosa farai davvero: ideazione e pianificazione pubblicitaria, conduzione operativa delle campagne, consulenza marketing e influencer marketing hanno riferimenti ATECO distinti o comunque da verificare separatamente.
Per chi gestisce e conduce campagne di marketing il riferimento principale è il codice ATECO 73.11.02. Se invece l’attività è soprattutto ideazione creativa e pianificazione può essere più pertinente il 73.11.01; per l’influencer marketing esiste il 73.11.03. Non è corretto scegliere codici generici informatici o professionali soltanto perché sembrano più semplici: l’ATECO deve descrivere l’attività effettivamente esercitata.
Partita IVA campagne marketing: quadro 2026
| Aspetto | Riferimento |
|---|---|
| Ideazione e pianificazione campagne | ATECO 73.11.01 da verificare |
| Conduzione e gestione campagne marketing | ATECO 73.11.02 |
| Consulenza marketing | Compresa nelle note del 73.11.02 |
| Influencer marketing | ATECO 73.11.03 |
| Coefficiente forfettario | 78% per le attività considerate |
| Imposta sostitutiva | 15%, oppure 5% con tutti i requisiti per nuova attività |
| Limite ordinario forfettario | 85.000 euro |
Quale codice ATECO scegliere
La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT separa le attività delle agenzie pubblicitarie in tre sottocategorie. Il 73.11.01 comprende ideazione, progettazione pubblicitaria e pianificazione delle campagne. Il 73.11.02 comprende la gestione dell’andamento delle campagne, la loro conduzione, promozione di prodotti, merchandising, direct mail advertising e consulenza marketing. Il 73.11.03 è dedicato all’influencer marketing.
La scelta dipende quindi dal servizio prevalente. Chi svolge più attività può avere anche codici secondari, ma non è prudente usare un ATECO generico come alternativa “più comoda” se non rappresenta ciò che viene realmente fatturato.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando l’attività viene svolta abitualmente e con continuità. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che consenta di lavorare stabilmente senza Partita IVA: quel valore riguarda una specifica franchigia previdenziale del lavoro autonomo occasionale e non sostituisce il criterio dell’abitualità.
Un singolo incarico realmente episodico può essere occasionale. Se invece offri stabilmente servizi di marketing, hai più clienti, utilizzi strumenti professionali, promuovi l’attività e gestisci campagne durante l’anno, l’attività assume normalmente carattere abituale. Per il percorso generale puoi consultare anche la guida su come aprire Partita IVA da freelance.
Apertura come professionista o come impresa
Un marketer può lavorare personalmente come consulente e gestore di campagne oppure può costruire una vera struttura organizzata con dipendenti, collaboratori e processi propri di un’agenzia. Il codice ATECO da solo non determina la forma dell’attività.
Se l’attività è una libera professione, l’apertura fiscale può essere effettuata tramite il modello previsto per le persone fisiche. Se invece ricorrono caratteristiche d’impresa, vanno verificati anche Registro Imprese, eventuali adempimenti camerali e la posizione previdenziale corretta. La scelta va fatta prima di inviare le pratiche, non dopo.
Regime forfettario per campagne marketing
Se sono rispettati tutti i requisiti previsti dalla Legge 190/2014, l’attività può essere svolta in regime forfettario. Il limite ordinario resta 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente.
Se durante l’anno si superano 100.000 euro, l’uscita dal regime avviene immediatamente secondo le regole vigenti; tra 85.000 e 100.000 euro l’uscita opera invece dall’anno successivo. È quindi importante monitorare gli incassi, soprattutto quando si lavora con pochi clienti di importo elevato.
Coefficiente di redditività 78%
Per le attività pubblicitarie e di marketing considerate il coefficiente di redditività applicabile nel forfettario è del 78%. Con 30.000 euro di compensi incassati, il reddito forfettario lordo è quindi 23.400 euro.
Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nel periodo d’imposta. Sul reddito residuo si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% se ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.
INPS: non esiste una gestione unica per tutti i marketer
Quando l’attività è correttamente inquadrata come libera professione priva di una Cassa autonoma, va verificata la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota complessiva dei professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria è del 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria è del 24%.
Se invece l’attività è organizzata come impresa o agenzia, occorre verificare l’inquadramento camerale e previdenziale competente. Non è corretto applicare automaticamente contributi minimi e riduzione del 35% a chiunque gestisca campagne marketing.
Lavoro dipendente e forfettario
Nel 2026 resta rilevante la causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, con soglia pari a 35.000 euro salvo le eccezioni previste in caso di cessazione del rapporto. Va inoltre controllata l’eventuale prevalenza dei compensi fatturati all’attuale datore di lavoro o a un datore dei due anni precedenti.
Fatture e descrizione dei servizi
Anche il contribuente forfettario emette normalmente fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio. Nel forfettario non si addebita ordinariamente IVA e non si applica la ritenuta d’acconto sui compensi; quando la fattura supera 77,47 euro va verificata l’imposta di bollo da 2 euro.
La descrizione in fattura dovrebbe essere coerente con l’attività: “consulenza marketing”, “gestione campagna advertising”, “pianificazione campagna” e “influencer marketing” non sono formule da usare indifferentemente se corrispondono a servizi diversi.
Budget advertising pagato dal cliente o dal marketer
Se il cliente paga direttamente Google, Meta o un’altra piattaforma, il professionista fattura normalmente il proprio compenso. Se invece il marketer incassa somme destinate anche all’acquisto della pubblicità, bisogna verificare con attenzione contratti, intestazione delle fatture e trattamento dei riaddebiti.
Non tutte le somme anticipate per conto del cliente possono essere escluse automaticamente dai ricavi o compensi. Questo aspetto va definito prima di impostare il flusso di incassi e fatture.
Clienti esteri e piattaforme internazionali
Il marketing digitale utilizza spesso fornitori e piattaforme estere e può essere prestato a clienti UE o extra-UE. In questi casi vanno verificati territorialità IVA, VIES quando necessario e gli adempimenti collegati agli acquisti di servizi dall’estero. Il forfettario non elimina automaticamente questi obblighi.
Consulenza marketing e gestione campagne
Se il tuo lavoro è prevalentemente strategico, puoi approfondire la guida sul commercialista per consulente marketing. Se invece gestisci direttamente campagne e budget advertising, trovi i controlli specifici nella guida sul commercialista per campagne marketing.
Checklist prima di aprire
- descrivi precisamente i servizi che offrirai;
- individua attività principale e secondarie;
- verifica ATECO 73.11.01, 73.11.02 o 73.11.03 in base al lavoro reale;
- decidi se l’attività è professionale o organizzata come impresa;
- controlla posizione INPS;
- verifica requisiti del forfettario;
- stima ricavi e costi;
- definisci come verranno pagati i budget pubblicitari;
- verifica clienti e fornitori esteri;
- organizza fatturazione e accantonamenti per imposte e contributi.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per campagne marketing?
Per la conduzione e gestione delle campagne il riferimento principale è 73.11.02. Per ideazione e pianificazione va verificato 73.11.01; per influencer marketing 73.11.03.
Posso scegliere un codice informatico generico invece del 73.11.02?
Solo se l’attività reale è effettivamente informatica e rientra in quel codice. Non è corretto utilizzare un ATECO non coerente soltanto per semplificare gli adempimenti.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per queste attività il coefficiente di redditività applicabile nel 2026 è il 78%.
Sotto 5.000 euro non serve la Partita IVA?
No. I 5.000 euro non sono una soglia generale di esenzione dalla Partita IVA. Conta se l’attività è occasionale oppure abituale e continuativa.
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