Partita Iva giornalista indipendente

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partita iva giornalista indipendente

Un nostro lettore Fabio di Bergamo ci chiede maggiori informazioni in merito a partita Iva giornalista indipendente.
Ti invitiamo a scrivere nei commenti se anche tu hai domande relative a questo argomento.
Se hai un argomento di tuo interesse richiedi la tua consulenza gratuita ai nostri esperti.

Partita Iva giornalista indipendente

Salve. Vi scrivo perché da giugno dovrei aprire una nuova partita Iva come giornalista indipendente.
L’accordo ipotizzato con il mio futuro committente prevede un compenso lordo di 2.500 euro al mese.
Parlando con un conoscente in questi giorni, però, è emerso un dubbio che ho assoluta necessità di chiarire prima di aprire la partita Iva.

Nei primi quattro mesi del 2017, infatti, incasserò con il mio attuale contratto co.co.co. (in scadenza a fine aprile) 9.300 euro lordi (ovvero 2.325 al mese).
Secondo il mio conoscente, per calcolare il tetto effettivo del regime forfettario applicato al mio fatturato dovrei sottrarre questa cifra ai 30mila euro del tetto per la partita Iva, dividerlo per 12 e moltiplicarlo per i otto mesi da maggio a dicembre 2017.

Il risultato è pari a circa 13.800 euro, ovvero secondo questo ragionamento per non sforare il tetto del regime forfettario tra giugno e dicembre non dovrei fatturare più di 1.725 euro al mese (mentre io – lo ricordo – avrei già pattuito 2.500 euro al mese con il committente).

Io ero convinto di rientrare tranquillamente nel regime forfettario – anche perché, sommando il lordo percepito come co.co.co. tra gennaio e aprile (9.300) e quello che dovrei percepire come partita Iva tra maggio e dicembre (20.000 euro), resterei comunque ben al di sotto del tetto dei 30mila euro – ma finora non sono riuscito a trovare conferme o smentite a questo ragionamento.

Spero di essere stato abbastanza chiaro nell’esposizione della questione, che per me resta molto difficile da comprendere, e vi ringrazio anticipatamente per qualsiasi chiarimento potrete fornirmi in merito.
Cordiali saluti.

Fabio – Bergamo

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La nostra risposta a Fabio

Salve Fabio, a nostro parere i redditi derivanti da co.co.co, sono redditi assimiliati a quelli per lavoro dipendente ed in questo senso devono essere trattati fiscalmente allo stesso modo.
Di conseguenza comparando i redditi da co.co.co a redditi di lavoro dipendente quest’ultimi non hanno nessuna relazione con i redditi di lavoro autonomo (partita Iva) e non vanno ad intaccare il limite di fatturato per rimanere nel regime forfettario.

Ricorda però che per applicare il regime forfettario è necessario che nel corso del 2016 non siano stati percepiti più di 30.000€ come lavoratore dipendente.
Inoltre per poter usufruire dell’aliquota al 5% è necessario che siano rispettati i seguenti requisiti:

  1. il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 54, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  2. l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;*
  3. qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti di cui al comma 54.

*per la lettera b) non vengono considerati le forme di lavoro precario come i cococo.

Dopo questa premessa sul regime forfettario ti ricordiamo che comunque il limite di € 30.000 deve essere ragguagliato per anno nel senso che se l’attività viene svolta da Giugno il limite di fatturato non deve essere superiore a 30.000/12 x 6 ovvero €15.000.

Si ricorda anche che nel Regime Forfettario non vengono considerati i costi dell’attività, ma viene applicato al fatturato un coefficiente di redditività del 67% che determina così il reddito imponibile (verserai le tasse sul 67% del tuo fatturato).

I riferimenti normativi del Regime Forfettario sono la legge 190/2014 commi 54-89 e la legge 208/2015 commi 111 – 113, ci teniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Un saluto

Lo Staff di regimeminimi.com

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