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Pensione a 64 anni nel 2027: sistema misto, proposta e requisiti INPS

Aggiornato il 11 Ottobre 2026

Home > News > Pensione a 64 anni nel 2027: sistema misto, proposta e requisiti INPS

Pensione a 64 anni con sistema misto nel 2027: non è ancora una legge. L’ipotesi discussa per la manovra 2027 punta ad aprire un’uscita anticipata anche a una parte dei lavoratori che hanno versato contributi prima del 1996, oggi normalmente soggetti al sistema di calcolo misto. Il prezzo possibile sarebbe il ricalcolo integrale dell’assegno con il metodo contributivo. Restano però da definire platea, anzianità richiesta, soglia economica e coperture: non esiste al momento una domanda INPS per questa nuova ipotesi.

È fondamentale distinguere la proposta dalle regole già operative. La pensione anticipata contributiva esiste: nel 2026 richiede generalmente 64 anni di età, almeno 20 anni di contributi effettivi e un assegno sopra una determinata soglia. Nel 2027, secondo i requisiti INPS già previsti, si passerà a 64 anni e 1 mese e 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva. Non è un anticipo garantito per tutti. Fonte: INPS, pensione anticipata.

Pensione a 64 anni nel 2027: che cosa è già legge e che cosa è una proposta

Le notizie sulle pensioni a 64 anni riuniscono spesso due vicende che non devono essere confuse. La prima è il canale contributivo già disciplinato dall’INPS; la seconda è l’ipotesi politica di aprirlo, con condizioni diverse, a lavoratori che oggi non ne possono usufruire.

AspettoRegole INPS vigentiProposta sistema misto 2027
BeneficiariIn linea generale, assicurati nel sistema contributivo con primo accredito dal 1996Possibile estensione anche a chi ha contributi anteriori al 1996
Età64 anni nel 2026; 64 anni e 1 mese nel 2027Uscita intorno ai 64 anni, ma requisito definitivo non approvato
Contributi20 anni effettivi nel 2026; 20 anni e 1 mese nel 2027Numero minimo ancora da definire
Importo sogliaIn via ordinaria, 3 volte l’assegno socialeIpotesi di riduzione o esclusione per alcune categorie, non definita
Calcolo dell’assegnoMetodo contributivoRicalcolo interamente contributivo anche dei periodi precedenti il 1996
StatoOperativo per chi possiede i requisitiNon approvato: nessuna domanda dedicata

Le dichiarazioni di settembre del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon parlavano di una possibile sperimentazione triennale, dal 2027 al 2029. Ancora il 9 ottobre 2026 la stampa economica descriveva l’estensione ai lavoratori del sistema misto come proposta per la manovra, non come disciplina già approvata. L’iter della legge di bilancio potrà confermarla, modificarla o non recepirla: non è corretto indicarne oggi requisiti certi.

Se vuoi verificare soprattutto quali categorie potrebbero entrare nella nuova platea, leggi l’approfondimento RM sulla pensione a 64 anni “per tutti”: chi potrebbe rientrare e chi no. Qui invece distinguiamo le novità della proposta dalle condizioni previdenziali già vigenti.

Requisiti INPS 2026 e 2027 per la pensione anticipata contributiva

Il requisito dei 64 anni è già previsto per chi rientra nella pensione anticipata contributiva disciplinata dall’articolo 24, comma 11, del decreto-legge 201/2011. In termini generali il canale riguarda chi ha iniziato a contribuire dal 1° gennaio 1996 e possiede i requisiti richiesti. Aver compiuto 64 anni, da solo, non basta.

La comunicazione INPS del 17 marzo 2026 conferma l’adeguamento graduale dei requisiti alla speranza di vita, già previsto dalla normativa vigente. Per il canale contributivo:

  • 2026: almeno 64 anni di età e 20 anni di contribuzione effettiva;
  • 2027: almeno 64 anni e 1 mese di età e 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva;
  • 2028: almeno 64 anni e 3 mesi di età e 20 anni e 3 mesi di contribuzione effettiva.

Per i 20 anni richiesti a questo specifico canale l’INPS considera la contribuzione effettiva, con esclusione di quella figurativa. La distinzione può essere decisiva per chi ha periodi di disoccupazione, malattia o altri accrediti non derivanti da contribuzione effettiva. I periodi devono quindi essere verificati sull’estratto conto previdenziale e, se necessario, con l’assistenza di un patronato.

È inoltre prevista una finestra di tre mesi tra maturazione dei requisiti e prima decorrenza utile. Il conseguimento dei requisiti non coincide sempre con il mese in cui si riceve la prima rata. Per il lavoro dipendente occorre cessare il rapporto; per chi lavora in autonomia la cessazione dell’attività non è richiesta dalla regola generale di questo trattamento.

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Importo minimo della pensione: quanto serve nel 2026

La prima rata della pensione anticipata contributiva deve raggiungere, di regola, tre volte l’assegno sociale. Poiché l’assegno sociale INPS 2026 è di 546,24 euro mensili, la soglia ordinaria è 1.638,72 euro lordi mensili. L’importo è una soglia pensionistica e non il reddito da lavoro del richiedente.

Per le donne con un figlio la soglia scende a 2,8 volte l’assegno sociale; per le donne con almeno due figli a 2,6 volte. Non sono riduzioni automatiche dell’età o dei contributi: riguardano la condizione dell’importo minimo. L’INPS precisa anche che, sino all’età per la pensione di vecchiaia, il trattamento anticipato contributivo è soggetto a un limite massimo di erogazione pari a cinque volte il trattamento minimo, secondo la disciplina vigente.

Per il 2027 non bisogna prendere l’importo in euro del 2026 come una soglia fissa già definitiva: l’assegno sociale e quindi l’importo soglia sono rivalutati secondo le regole di ciascun anno. Restano inoltre distinte le pensioni anticipate ordinarie fondate su anzianità contributive molto più elevate, che non richiedono questo importo soglia.

Pensione a 64 anni con il sistema misto: chi riguarda la proposta 2027

Il nodo più importante della proposta è la contribuzione precedente al 1° gennaio 1996. Chi ha versato prima di quella data appartiene normalmente a un sistema in cui almeno una quota della pensione segue regole retributive o miste. Questo rende diverso il suo trattamento da quello di chi ha tutta la carriera nel sistema contributivo.

Il 17 settembre 2026 Durigon ha spiegato all’ANSA che si stava lavorando a un’uscita anticipata calcolata interamente col metodo contributivo anche per una parte dei lavoratori con contributi ante 1996. È stato ipotizzato un intervento sperimentale triennale. Nelle dichiarazioni erano citate circa 80.000 possibili uscite il primo anno e 180.000 nel triennio, con un costo ipotizzato di circa 1,6 miliardi annui. Questi numeri sono stime politiche di una proposta, non coperture approvate o previsioni certe sui pensionamenti effettivi.

Le informazioni ancora mancanti sono determinanti: non è definitivo se tutti i lavoratori misti potrebbero scegliere il canale, quanti anni di contributi dovrebbero avere, quale soglia di pensione si applicherebbe e se esisterebbero limiti o condizioni per chi è disoccupato. In alcune dichiarazioni è stata considerata una riduzione della soglia economica, fino a ipotizzarne l’azzeramento per particolari categorie. Non significa che il requisito sia stato eliminato per legge.

Per esempio, un lavoratore nato nel 1963 con contributi iniziati nel 1990 potrebbe appartenere alla platea a cui si rivolge il dibattito, ma oggi non può concludere di avere automaticamente diritto a questa nuova uscita. Servirebbe prima una legge che ne definisse il perimetro; solo dopo l’INPS potrebbe fornire criteri e istruzioni. Anche eventuali differenze per disoccupati, lavoratori fragili e professionisti sarebbero da leggere nel testo normativo, non ricavare dalle interviste.

Ricalcolo contributivo, perdita dell’assegno e ipotesi TFR

La scelta di uscire prima, se in futuro fosse ammessa anche per chi ha contributi ante 1996, potrebbe comportare la rinuncia al calcolo misto. La parte che oggi conserva regole di calcolo legate alle retribuzioni e alla storia assicurativa precedente al 1996 verrebbe riconsiderata nel calcolo interamente contributivo, secondo le modalità che un’eventuale legge dovrebbe specificare.

Questo passaggio non coincide con una penalizzazione fissa uguale per tutti. La differenza dipende dagli anni lavorati prima e dopo il 1996, dalle retribuzioni o dai redditi professionali, dall’andamento contributivo e dall’età di uscita. Per alcuni profili il vantaggio di andare in pensione prima potrebbe non compensare la riduzione dell’importo mensile percepito per gli anni successivi.

Una simulazione della CGIL, ripresa dalla stampa l’8 settembre, ipotizzava nel caso di 40 anni di contributi e 35.000 euro di retribuzione annua il passaggio da circa 1.726 a 1.543 euro mensili, cioè un taglio nell’ordine del 10,6%. È un esempio attribuito al sindacato, costruito su ipotesi precise: non esiste una riduzione del 10,6% stabilita dalla legge per ogni lavoratore. Per esempi e variabili di calcolo rimandiamo alla guida RM su quanto si potrebbe perdere con il ricalcolo contributivo a 64 anni.

Il TFR sarà necessario per raggiungere la soglia?

Nel dibattito del 2026 è comparsa anche l’ipotesi di utilizzare parte del Trattamento di Fine Rapporto per facilitare il raggiungimento dell’importo minimo della pensione. Si tratta però di una delle soluzioni discusse, non di una condizione oggi operativa per il pensionamento a 64 anni e nemmeno di un requisito definitivo dell’eventuale nuova misura.

Le dichiarazioni del 17 settembre hanno spostato l’attenzione sull’ipotesi di ridurre direttamente la soglia per alcune categorie. Finché mancano testo di legge, quantificazione finanziaria e istruzioni attuative, non si può indicare un importo di TFR da trasferire né consigliarne il conferimento come se desse già diritto alla pensione. È inoltre necessario distinguere questa discussione dall’utilizzo di rendite della previdenza complementare per raggiungere soglie pensionistiche, possibilità che la legge di bilancio 2026 ha abrogato secondo l’INPS.

Cosa fare oggi se si hanno 64 anni o si raggiungeranno nel 2027

Chi sta valutando l’uscita dal lavoro dovrebbe partire dalle regole già vigenti, non dalle previsioni sulle decisioni parlamentari. Occorre anzitutto verificare data del primo versamento, contributi effettivi, gestione previdenziale, età e importo stimato della pensione.

Tre situazioni da distinguere

  • Primi contributi dal 1996: valutare subito il canale di pensione anticipata contributiva INPS. Anche in questo caso servono contributi effettivi, età, importo soglia e finestra; nel 2027 si applicano i requisiti aggiornati finché non interviene una modifica normativa.
  • Contributi anche prima del 1996: non considerare già acquisita l’estensione proposta. Si può confrontare l’importo stimato della pensione con sistemi di calcolo diversi, ma il ricalcolo integrale è per ora un’ipotesi che deve diventare norma.
  • Artigiani, commercianti e professionisti con Partita IVA: occorre verificare dove sono stati versati i contributi, l’eventuale presenza di periodi da dipendente e le regole della gestione interessata. Non esistono, per la proposta 2027, requisiti speciali definitivi pubblicati per ogni categoria. Per il quadro previdenziale autonomo leggi la guida RM sulla pensione del lavoratore autonomo.

Il passo pratico è consultare il proprio estratto conto contributivo INPS, verificare eventuali periodi mancanti e usare, ove applicabile, una simulazione pensionistica su dati aggiornati. Una stima può aiutare a decidere se conviene aspettare, ma non costituisce il riconoscimento del diritto alla pensione né prova che una proposta politica verrà approvata.

Chi cerca una risposta alla domanda “nel 2027 la pensione scende da 67 a 64 anni?” deve quindi distinguere le situazioni. La vecchiaia ordinaria non scende automaticamente a 64 anni: in base al quadro INPS già definito per il 2027 il requisito generale sale a 67 anni e 1 mese, con le specifiche eccezioni e deroghe previste dalla legge. Il possibile nuovo canale a 64 anni riguarderebbe, se introdotto, una modalità di pensionamento anticipato con condizioni proprie.

Aggiornamento all’11 ottobre 2026: la misura per lavoratori del sistema misto resta una proposta in vista della manovra 2027. Per pianificare la cessazione del lavoro bisogna attenersi ai requisiti ufficiali oggi in vigore e verificare gli eventuali provvedimenti approvati prima di considerare cambiamenti futuri come acquisiti.

Fonti ufficiali e documentazione della proposta

  • INPS — Pensione anticipata: requisiti contributivi, età e soglia.
  • INPS — Requisiti pensionistici aggiornati per il 2027-2028.
  • INPS — Assegno sociale 2026: importo di riferimento.
  • INPS — Legge di bilancio 2026: novità sulle pensioni.
  • ANSA, 17 settembre 2026 — dichiarazioni sulla proposta.
  • PMI.it, 9 ottobre 2026 — proposte pensionistiche per la manovra 2027.

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