Pensione a 64 anni nel 2027: oggi non esiste una nuova misura approvata che consenta indistintamente a tutti di lasciare il lavoro a 64 anni. Esiste però già la pensione anticipata contributiva per chi rientra nel sistema contributivo e, parallelamente, è in discussione una proposta per estendere la flessibilità in uscita anche a una platea più ampia.
Il punto più importante è distinguere bene ciò che vale già oggi da ciò che è ancora in fase di proposta. Il 17 settembre 2026 il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha dichiarato all’ANSA che il Governo sta lavorando a un’uscita a 64 anni con calcolo interamente contributivo e con la possibilità di ridurre, per alcune categorie, la soglia minima di importo oggi richiesta. Non c’è però ancora una norma approvata né un testo definitivo da applicare.
In breve: cosa sappiamo davvero sulla pensione a 64 anni
- Nel 2026 l’uscita a 64 anni esiste già per i lavoratori nel sistema contributivo che rispettano i requisiti INPS.
- Dal 2027 il requisito anagrafico già previsto sale a 64 anni e 1 mese e quello contributivo a 20 anni e 1 mese.
- La proposta oggi in discussione punta ad ampliare la platea, in particolare verso chi ha contributi anteriori al 1996 e rientra nel sistema misto.
- Il possibile accesso verrebbe accompagnato dal ricalcolo interamente contributivo della pensione.
- La soglia minima di importo potrebbe essere ridotta o, per alcune categorie, anche azzerata: il dettaglio non è ancora definito.
- Finché non viene approvata una norma, non è possibile considerare questi elementi come requisiti definitivi.
Come funziona oggi la pensione anticipata a 64 anni?
La pensione anticipata contributiva a 64 anni non nasce con la proposta per il 2027: è già prevista dall’ordinamento per chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 e rientra nel sistema di calcolo contributivo. L’INPS indica per il 2026 tre condizioni principali: 64 anni di età, almeno 20 anni di contribuzione effettiva e una prima rata di pensione pari almeno a tre volte l’assegno sociale.
Nel 2026 l’assegno sociale è pari a 546,24 euro mensili. La soglia ordinaria di tre volte l’assegno sociale corrisponde quindi a 1.638,72 euro mensili. Per le donne con un figlio la soglia scende a 2,8 volte l’assegno sociale, mentre per le donne con due o più figli scende a 2,6 volte.
La contribuzione richiesta è effettiva: ai fini di questo requisito non viene conteggiata la contribuzione figurativa. È inoltre prevista una finestra di tre mesi tra la maturazione dei requisiti e la prima decorrenza utile della pensione.
Cosa cambia già dal 2027 anche senza nuova riforma?
Anche senza l’approvazione della proposta oggi in discussione, i requisiti della pensione anticipata contributiva sono già destinati a cambiare. Secondo l’INPS, nel 2027 il requisito anagrafico sale a 64 anni e 1 mese e la contribuzione effettiva minima a 20 anni e 1 mese. Nel 2028 diventano 64 anni e 3 mesi e 20 anni e 3 mesi di contribuzione effettiva.
Questo passaggio è importante perché spesso nel dibattito pubblico si usa l’espressione “pensione a 64 anni nel 2027” come se fosse un unico pacchetto. In realtà esistono due piani distinti: da una parte l’adeguamento dei requisiti già previsto dalla disciplina vigente; dall’altra la proposta politica di ampliare la possibilità di uscita anticipata a soggetti che oggi non rientrano in questo canale.
Cosa prevede la proposta per estendere l’uscita a 64 anni?
Nelle dichiarazioni del 17 settembre 2026, Durigon ha indicato come obiettivo una maggiore flessibilità in uscita con pensionamento a 64 anni e ricalcolo dell’intero assegno con il metodo contributivo. L’ipotesi punta quindi ad aprire il canale anche a una parte dei lavoratori che hanno contributi precedenti al 1996 e che oggi appartengono al sistema misto.
Lo stesso sottosegretario ha parlato di una sperimentazione triennale con una stima di circa 80.000 uscite nel primo anno e circa 180.000 nel triennio. Il costo indicato nelle dichiarazioni è nell’ordine di 1,6 miliardi di euro l’anno, circa 5 miliardi complessivi in tre anni. Si tratta di stime associate alla proposta e non di valori derivanti da una misura già approvata.
La novità più recente riguarda soprattutto la soglia minima: è stato dichiarato che si sta valutando di ridurla e, per alcune categorie come chi si trova senza lavoro, anche di annullarla. Non sono però ancora stati definiti in un testo ufficiale i beneficiari, i limiti, i requisiti contributivi esatti e le modalità operative.
Pensione a 64 anni per tutti? Perché questa formula può essere fuorviante
L’espressione “pensione a 64 anni per tutti” è molto usata, ma al momento è più ampia di ciò che risulta concretamente definito. La proposta non coincide con un abbassamento automatico dell’età pensionabile da 67 a 64 anni per qualsiasi lavoratore.
Il meccanismo descritto finora prevede una scelta individuale accompagnata dal ricalcolo contributivo. Questo significa che chi possiede una quota di pensione maturata con regole diverse potrebbe vedere ricalcolato l’intero trattamento secondo il metodo contributivo. Proprio per questo la convenienza non sarebbe uguale per tutti e dipenderebbe dalla storia contributiva personale.
Fino alla pubblicazione di un testo normativo non è inoltre possibile sapere se la futura platea comprenderà tutti i lavoratori del sistema misto, solo alcune categorie o soggetti con una determinata anzianità contributiva.
Ricalcolo contributivo: significa necessariamente perdere il 10%?
No: non esiste una percentuale unica valida per ogni lavoratore. Nei giorni precedenti sono state diffuse simulazioni della CGIL secondo cui, in alcuni profili esaminati, il passaggio dal sistema misto al contributivo può ridurre l’assegno di circa il 10,6%. In uno degli esempi citati, con 40 anni di contribuzione e una retribuzione annua di 35.000 euro, la pensione simulata scendeva da circa 1.726 a circa 1.543 euro mensili.
Questi numeri sono però simulazioni riferite a casi specifici e a una versione della proposta discussa nelle settimane precedenti. Non possono essere trasformati in una regola generale. L’effetto del ricalcolo dipende infatti da età, anni versati prima e dopo il 1996, retribuzioni o redditi, andamento del montante contributivo e coefficienti di trasformazione applicabili.
Per approfondire l’impatto economico del ricalcolo, leggi quanto si perde con la pensione a 64 anni e il ricalcolo contributivo, con esempi e simulazioni chiaramente attribuite.
Che ruolo ha la soglia minima dell’assegno?
La soglia economica è uno dei nodi più importanti. Oggi chi utilizza il canale contributivo a 64 anni deve raggiungere, in via ordinaria, una pensione almeno pari a tre volte l’assegno sociale. Con il valore 2026 dell’assegno sociale, la soglia è 1.638,72 euro al mese.
La proposta discussa il 17 settembre non elimina automaticamente questa condizione per tutti. È stato invece dichiarato che si sta lavorando a una riduzione della soglia per alcune categorie e che, in casi specifici come quello di persone senza lavoro, potrebbe essere valutato anche l’azzeramento. Finché non esiste un testo, non è possibile indicare chi ne avrebbe diritto né con quali limiti.
Il TFR servirà per andare in pensione a 64 anni?
Nelle settimane precedenti era circolata anche l’ipotesi di utilizzare una quota del TFR per aumentare il montante e aiutare alcuni lavoratori a raggiungere la soglia minima richiesta. Questa impostazione è stata oggetto di simulazioni e critiche sindacali.
La dichiarazione più recente del 17 settembre mette però soprattutto l’accento sulla possibilità di intervenire direttamente sulla soglia minima. Per questo oggi non è corretto presentare l’uso del TFR come un requisito certo della futura misura. Sarà necessario verificare l’eventuale testo della manovra o degli emendamenti prima di stabilire quale meccanismo verrà effettivamente proposto.
Cosa cambia per lavoratori autonomi e Partite IVA?
La disciplina INPS oggi vigente contiene già una differenza pratica importante: per ottenere la pensione anticipata è necessaria la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non è richiesta la cessazione dell’attività svolta come lavoratore autonomo.
Chi ha una carriera da autonomo deve però verificare in quale gestione sono stati versati i contributi e come concorrono alla posizione previdenziale. Su Regimeminimi.com sono disponibili gli approfondimenti sulla pensione del lavoratore autonomo e sulla pensione con Partita IVA.
Per la proposta 2027 non risultano ancora regole speciali definitive dedicate ad artigiani, commercianti, professionisti o iscritti alla Gestione Separata. Questa parte andrà verificata soltanto quando sarà disponibile un testo normativo.
Cosa deve succedere perché la proposta diventi davvero legge?
Le dichiarazioni politiche non modificano i requisiti pensionistici. Perché la nuova uscita a 64 anni diventi operativa deve essere inserita in un testo normativo, approvata attraverso l’iter parlamentare e poi tradotta nelle istruzioni applicative necessarie. Fino a quel momento chi sta pianificando il pensionamento deve fare riferimento alle regole INPS vigenti.
Questo articolo verrà aggiornato se la proposta confluirà nella manovra 2027, in un emendamento o in un altro provvedimento. In quel momento sarà possibile verificare requisiti, decorrenza, platea, eventuali penalizzazioni e rapporti con TFR e soglia minima sulla base del testo effettivo.
Domande frequenti sulla pensione a 64 anni
Nel 2027 potranno andare tutti in pensione a 64 anni?
No. Al momento non esiste una norma approvata che introduca questo diritto per tutti. Esiste una proposta per ampliare la platea, ma requisiti e categorie devono ancora essere definiti.
Chi può già andare in pensione a 64 anni nel 2026?
Il canale contributivo è disponibile per i lavoratori che rientrano nel sistema contributivo e che rispettano età, contribuzione effettiva e soglia minima dell’assegno previste dall’INPS.
Dal 2027 l’età resta esattamente 64 anni?
No. Per la disciplina già vigente l’INPS indica 64 anni e 1 mese nel 2027 e 64 anni e 3 mesi nel 2028. Un eventuale nuovo provvedimento potrebbe intervenire su questi requisiti, ma oggi non c’è una modifica approvata.
Il ricalcolo contributivo ridurrà sempre la pensione?
L’effetto dipende dalla posizione individuale. Le simulazioni pubblicate finora mostrano riduzioni in diversi casi del sistema misto, ma non esiste una percentuale unica valida per tutti.
Fonti e aggiornamento
Per i requisiti vigenti: INPS – Pensione anticipata e INPS – Assegno sociale.
Per la proposta del 17 settembre 2026: ANSA – dichiarazioni sulla possibile uscita a 64 anni. Le simulazioni sull’impatto del ricalcolo sono analisi attribuite ai soggetti che le hanno elaborate e non sostituiscono il calcolo della singola posizione previdenziale.