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Pensione INPS a residente in Cina: tassazione solo in Italia

Aggiornato il 2 Ottobre 2026

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Una pensione INPS percepita da una persona fiscalmente residente in Cina resta imponibile in Italia quando rientra nel sistema previdenziale pubblico italiano. È il principio affermato dall’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 179/2026, relativa a un contribuente che aveva lavorato esclusivamente nel settore privato.

Il chiarimento è rilevante perché, in via generale, le pensioni collegate a un cessato impiego sono spesso tassate nello Stato di residenza. La Convenzione tra Italia e Cina contiene però una regola specifica per le prestazioni corrisposte nell’ambito di un sistema previdenziale pubblico.

Il caso: residente in Cina con pensione INPS

Il contribuente oggetto dell’interpello era fiscalmente residente nella Repubblica popolare cinese e percepiva una pensione INPS maturata interamente attraverso rapporti di lavoro nel settore privato. Non aveva svolto attività per una pubblica amministrazione né esercitato funzioni pubbliche.

La domanda era quindi se la pensione dovesse essere tassata soltanto in Cina, in quanto Stato di residenza, oppure se l’Italia mantenesse il diritto esclusivo di tassazione.

La regola generale della Convenzione Italia-Cina

L’articolo 18, paragrafo 1, della Convenzione prevede in linea generale che le pensioni e le remunerazioni analoghe pagate a un residente di uno Stato contraente in relazione a un cessato impiego siano imponibili soltanto nello Stato di residenza.

Se si applicasse soltanto questa regola, una pensione percepita da un residente in Cina sarebbe tassata esclusivamente in Cina.

L’eccezione per il sistema previdenziale pubblico

Il paragrafo 2 dello stesso articolo 18 introduce però un’eccezione per le pensioni corrisposte nell’ambito di un sistema previdenziale pubblico. Secondo l’Agenzia delle Entrate, questa nozione comprende le prestazioni pagate in base alla legislazione sulla previdenza sociale a fronte di contributi obbligatori per legge.

Per questo motivo, la natura privata del rapporto di lavoro svolto in passato non è sufficiente a spostare la tassazione in Cina: conta anche il fatto che la pensione sia erogata nell’ambito del sistema previdenziale pubblico italiano.

Perché la pensione INPS resta tassata in Italia

L’Agenzia richiama anche la normativa interna italiana. L’articolo 23 del TUIR considera prodotte in Italia le pensioni corrisposte dallo Stato, da soggetti residenti o da stabili organizzazioni italiane di soggetti non residenti.

Nel caso esaminato, la pensione INPS è quindi considerata reddito prodotto in Italia. La Convenzione Italia-Cina non elimina questa potestà impositiva, perché la prestazione rientra nell’eccezione prevista per il sistema previdenziale pubblico.

Non conta solo chi era il datore di lavoro

Uno degli aspetti più importanti del chiarimento riguarda proprio la distinzione tra natura del precedente rapporto di lavoro e natura del sistema pensionistico. Anche se il contribuente ha lavorato solo per datori privati, la pensione può comunque essere qualificata come prestazione del sistema previdenziale pubblico se deriva da contribuzione obbligatoria gestita dall’INPS.

La conseguenza, nel caso specifico, è la tassazione esclusiva in Italia.

Cosa verificare per chi vive all’estero

Chi percepisce una pensione italiana ma risiede fiscalmente all’estero deve sempre verificare la Convenzione contro le doppie imposizioni applicabile al Paese di residenza. Le regole non sono identiche in tutte le Convenzioni e possono distinguere tra pensioni private, pensioni pubbliche e prestazioni di sicurezza sociale.

La risposta n. 179 riguarda in modo specifico la Convenzione Italia-Cina e non può essere estesa automaticamente a ogni altro Paese.

Fonte ufficiale

Il riferimento è la risposta a interpello n. 179/2026 dell’Agenzia delle Entrate.

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