Il MASAF ha riconosciuto il carattere eccezionale dei danni provocati dalla prolungata presenza di mucillagine e dalle elevate temperature nei compartimenti marittimi del Veneto. Il decreto ministeriale n. 496701 del 22 settembre 2026 riguarda fenomeni iniziati nell’estate 2024, con effetti protratti nel 2025, che hanno causato morie eccezionali di specie bentoniche.
La declaratoria consente l’applicazione degli interventi compensativi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura per le imprese che hanno subito danni. Il provvedimento interessa quindi direttamente il tessuto produttivo della pesca veneta, ma il riconoscimento dell’evento non equivale a un pagamento automatico.
Quali danni sono stati riconosciuti
Il Ministero descrive l’evento come una combinazione di fenomeni distrofici, mucillagine ed elevate temperature registrati a partire dall’estate 2024. Le ripercussioni sono proseguite anche nel 2025 e hanno determinato eccezionali fenomeni di moria nei compartimenti marittimi del Veneto.
Il decreto individua espressamente tra le specie colpite la vongola di mare, Chamelea gallina, e il Bibi, Sipunculus nudus. La Regione Veneto aveva chiesto la declaratoria con delibera n. 1182 del 30 settembre 2025, dopo gli accertamenti sul carattere eccezionale dell’evento.
Quali imprese possono beneficiare degli interventi compensativi
Il decreto richiama l’attivazione degli interventi del Fondo di solidarietà nazionale per favorire la ripresa economica e produttiva delle microimprese, piccole e medie imprese attive nella produzione della pesca e dell’acquacoltura nelle aree colpite.
Le misure possono riguardare i danni alle produzioni, alle strutture aziendali, agli impianti produttivi e alle infrastrutture delle imprese e dei relativi consorzi, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 154/2004 e dalle regole applicabili al Fondo.
Il Fondo di solidarietà pesca e acquacoltura
Il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura è previsto dall’articolo 14 del decreto legislativo n. 154/2004. Per il 2026 il decreto-legge n. 144/2026 ha rifinanziato il Fondo di 3 milioni di euro per ristorare danni a produzioni e strutture produttive causati, tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, da calamità naturali e avversità meteorologiche o meteomarine di carattere eccezionale.
Il decreto ministeriale del 22 settembre si inserisce in questo quadro e riconosce formalmente che l’evento segnalato dal Veneto possiede i requisiti di eccezionalità necessari per l’attivazione degli interventi compensativi.
Quali verifiche sono state fatte prima della declaratoria
La Regione Veneto ha effettuato gli accertamenti sull’evento e ha trasmesso la proposta di declaratoria al Ministero. Il procedimento comprende anche un parere tecnico ISPRA del 1° settembre 2026, reso ai fini della verifica delle condizioni necessarie per il riconoscimento dell’eccezionalità.
Il MASAF ha quindi accolto la proposta regionale e ha dichiarato formalmente l’esistenza dell’evento eccezionale con il decreto n. 496701.
La domanda è già aperta?
La declaratoria ministeriale è il presupposto per applicare gli interventi compensativi, ma non significa che ogni impresa riceva automaticamente un contributo. L’accesso agli aiuti resta soggetto alle procedure, ai criteri di priorità e alle condizioni previste dalla disciplina del Fondo e dai provvedimenti attuativi.
Le imprese interessate devono quindi verificare il proprio inquadramento, la localizzazione nei compartimenti colpiti, la tipologia di danno documentabile e le istruzioni operative rese disponibili dagli enti competenti.
Cosa conviene preparare
In vista della fase applicativa è utile conservare la documentazione che dimostri i danni subiti alle produzioni, alle strutture aziendali, agli impianti o alle infrastrutture. La presenza di una declaratoria nazionale rende il quadro più concreto, ma la concessione del contributo richiede comunque la verifica dei requisiti previsti per il singolo intervento.
Fonte ufficiale
Il decreto ministeriale n. 496701 del 22 settembre 2026 è pubblicato sul sito del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ed è stato successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale con il codice 26A05116.
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