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Home > News > Policlinici universitari: bando da 3 milioni nel 2026

Policlinici universitari: bando da 3 milioni nel 2026

Aggiornato il 25 Ottobre 2026

Policlinici universitari, contributi 2026: il Ministero della Salute ha aperto un avviso per assegnare fino a 3 milioni di euro a progetti di assistenza e ricerca clinica innovativa. Il comunicato è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 ottobre 2026 e stabilisce un termine di 15 giorni dalla pubblicazione per presentare le domande. Il finanziamento riguarda soltanto determinate strutture universitarie che svolgono attività istituzionali non in regime d’impresa: non è un bonus aperto a medici con Partita IVA, studi privati o fornitori di dispositivi sanitari.

Il quadro attuativo è contenuto nel decreto del 30 luglio 2026, pubblicato il 31 agosto. Fra le spese ammesse figurano noleggio, leasing e ammortamento di apparecchiature biomediche di ultima generazione, software, materiale di consumo, personale e altre voci direttamente collegate ai progetti. C’è una condizione rilevante: le spese per noleggio, leasing e ammortamento delle apparecchiature devono rappresentare almeno il 40% dei costi ammissibili.

Bando policlinici 2026: fondi e termine delle domande

Il comunicato del Ministero della Salute, Gazzetta Ufficiale n. 242 del 17 ottobre 2026, rende nota l’apertura della procedura per l’annualità 2026. La misura attua l’articolo 1, commi 314-316, della legge 207/2024, tramite il decreto interministeriale del 30 luglio 2026 sull’acquisizione di apparecchiature biomediche.

La dotazione è di 3 milioni di euro per il 2026. Un ulteriore stanziamento di 3 milioni è previsto per il 2027, ma non si deve confondere questa disponibilità futura con i fondi da assegnare nell’avviso del 2026: il decreto stabilisce che l’istanza deve essere presentata per ciascuna annualità, secondo le procedure pubblicate dal Ministero.

Il comunicato di ottobre indica un termine di 15 giorni decorrenti dalla sua pubblicazione. Dal 17 ottobre il computo ordinario conduce al 1° novembre 2026, che cade di domenica ed è festivo. Poiché il comunicato non specifica un’ora di chiusura e il testo integrale dell’avviso contiene le modalità operative, è essenziale verificare la scadenza effettiva indicata dal Ministero e l’eventuale disciplina dei giorni festivi, senza presumere che il sistema accetti automaticamente invii tardivi.

Elemento Dato ufficiale
Risorse dell’avviso 2026 3.000.000 €
Stanziamento separato 2027 3.000.000 €
Pubblicazione avviso in Gazzetta 17 ottobre 2026
Termine indicato nel comunicato 15 giorni dalla pubblicazione
Decreto attuativo 30 luglio 2026, Gazzetta del 31 agosto
Presentazione istanze Procedura telematica sul sito del Ministero

La disposizione è molto specifica. Non istituisce un credito d’imposta per gli acquisti di tutte le strutture sanitarie e non concede contributi direttamente alle aziende produttrici di macchinari. Il beneficiario è il policlinico universitario che soddisfa i requisiti, mentre un eventuale produttore o fornitore può essere coinvolto in contratti di acquisto o servizi secondo le procedure applicabili al beneficiario.

Un dettaglio finanziario: la legge aveva previsto 4 milioni per il 2025, ma il decreto attuativo chiarisce che la relativa dotazione è divenuta economia di spesa perché mancava il presupposto giuridico per l’impegno. Non è quindi corretto sommare i 4 milioni del 2025 ai 3 milioni del nuovo avviso come se fossero automaticamente disponibili nel 2026.

Chi può partecipare: i requisiti dei policlinici

L’articolo 4 del decreto 30 luglio 2026 definisce la platea. Possono presentare domanda i policlinici universitari gestiti da università non statali, direttamente o attraverso enti dotati di personalità giuridica autonoma di diritto privato senza scopo di lucro. Sono compresi anche i policlinici universitari statali non ancora trasformati in azienda, purché operino perseguendo attività istituzionali e non in regime d’impresa.

I requisiti devono sussistere alla data di pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta, al momento della richiesta e al momento dell’erogazione del contributo. La verifica non può quindi limitarsi alla denominazione «policlinico universitario» riportata sul sito di una struttura: occorre valutare la sua configurazione giuridica e le condizioni specificate dalla norma.

Un singolo medico libero professionista, un laboratorio privato e una società commerciale che vende apparecchiature elettromedicali non rientrano automaticamente nella categoria dei beneficiari. L’avviso non è neppure una procedura per assumere ricercatori individualmente con un contributo diretto al loro conto corrente.

L’esistenza di personale sanitario dipendente o collaboratore presso una struttura ammessa non rende quel personale destinatario del contributo come privato cittadino. La domanda è presentata dall’ente beneficiario tramite il legale rappresentante, indicando progetti, attività e costi sostenuti o previsti secondo la documentazione richiesta.

La distinzione con l’attività professionale è utile anche sotto il profilo fiscale. Le guide RM su Partita IVA del tecnico sanitario di laboratorio biomedico e codice ATECO del tecnico di laboratorio biomedico riguardano l’inquadramento di una professione: non trasformano chi esercita tale attività in beneficiario del presente avviso ministeriale.

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Quali spese sono finanziabili: apparecchiature e ricerca clinica

L’articolo 5 del decreto individua le categorie di costi ammissibili, purché collegati ad attività di assistenza e ricerca clinica e a progetti innovativi. Gli investimenti devono essere effettivi, pertinenti e congrui rispetto agli obiettivi dichiarati. Non basta acquistare una tecnologia nuova per renderla automaticamente finanziabile.

Le apparecchiature biomediche di ultima generazione sono definite anche con riferimento alla normativa europea sui dispositivi medici e diagnostici in vitro. L’espressione indica l’ultima e più aggiornata versione del modello, rispetto a strumenti analoghi per impiego e funzione, con caratteristiche tecniche che ne evidenzino l’evoluzione tecnologica. La definizione non autorizza a considerare ammissibile qualunque bene genericamente pubblicizzato come «innovativo».

Categoria di spesa Condizioni essenziali
Apparecchiature biomediche Noleggio, leasing e ammortamento; nel complesso almeno il 40% dei costi ammissibili
Licenze software Diritti d’uso senza acquisire la proprietà del software
Materiali di consumo Acquisti pertinenti ai progetti finanziati
Servizi e spese generali Voci soggette a specifici limiti del 10%
Personale e collaboratori Costo salariale collegato ad assistenza e ricerca clinica
Divulgazione e missioni Voci soggette a limiti del 2%
Partecipazione a convegni Limite dell’1%

Il vincolo del 40% riguarda precisamente la somma dei costi di noleggio o leasing e degli ammortamenti di apparecchiature biomediche, cioè le lettere a) e b) dell’articolo 5, comma 2. Per esempio, in un progetto con 100.000 euro di spese complessivamente ammissibili, queste due voci devono ammontare ad almeno 40.000 euro. È un esempio aritmetico della soglia, non la prova che un progetto da 100.000 euro sarà interamente finanziato.

Fra le altre spese sono contemplati i costi salariali di personale dipendente, collaboratori, lavoratori in somministrazione e titolari di specifici contratti di ricerca, nella misura in cui siano riferibili alle attività pertinenti. Ciò non equivale a un incentivo generale per ogni nuova assunzione del policlinico o a un finanziamento per personale che opera su progetti estranei alla domanda.

Il decreto prevede inoltre che l’IVA non sia ammessa, salvo quando risulti non recuperabile dal beneficiario secondo la normativa nazionale. Il trattamento non va dedotto dal regime IVA di un fornitore o dall’esistenza di una fattura: dipende dalla condizione fiscale del soggetto beneficiario.

Per evitare errori contabili, la norma chiede fatture quietanzate o documenti equivalenti, tracciabilità e registrazione delle spese secondo i principi applicabili. Le fatture devono riportare il Codice unico di progetto (CUP) pertinente, pena l’inammissibilità. I costi non devono essere già finanziati da altre risorse pubbliche nazionali o europee: il divieto di doppio finanziamento è un punto essenziale della rendicontazione.

Domanda telematica e assegnazione delle risorse

Il legale rappresentante del policlinico presenta l’istanza esclusivamente attraverso la procedura informatica del Ministero della Salute, disponibile secondo le istruzioni dell’avviso integrale. Il comunicato ufficiale rinvia alla sezione del sito ministeriale «Ricerca e tecnologie – Sistema ricerca del SSN: enti e finanziamenti» per consultare il testo completo del bando e le modalità operative.

Secondo l’articolo 6 del decreto, la domanda deve contenere i dati identificativi dell’ente, la dichiarazione del possesso dei requisiti e una descrizione delle linee di ricerca clinica e assistenza e dei progetti innovativi ai quali il contributo si collega. Vanno indicati anche i costi e le spese riconducibili ai progetti, oltre all’importo teoricamente richiesto.

È prevista una relazione dettagliata sulle linee di attività e sui progetti di ricerca correlati. La descrizione delle apparecchiature e l’indicazione dei costi non sono quindi mere formalità: devono consentire all’amministrazione di verificare la coerenza del programma rispetto alle finalità pubbliche della misura.

Il Ministero effettua le verifiche su requisiti e documentazione entro sessanta giorni dal ricevimento delle istanze, secondo il decreto. Se il totale delle domande ammissibili supera i 3 milioni disponibili nel 2026, il contributo per ciascun beneficiario è ridotto proporzionalmente in relazione al rapporto fra le risorse stanziate e l’ammontare complessivo dei contributi richiesti.

Il fatto che un ente presenti un progetto da 500.000 euro non garantisce quindi che riceva esattamente tale importo. Serve il successivo decreto ministeriale di assegnazione, che definisce la quota effettiva, le modalità di erogazione e quelle di rendicontazione. Il Ministero deve comunicare ai richiedenti il riconoscimento o il diniego del contributo.

Per i dirigenti amministrativi e i responsabili della ricerca l’ordine di lavoro più prudente è verificare subito l’ammissibilità del policlinico, il bando integrale, i progetti, il piano dei costi e la disponibilità della documentazione richiesta. In prossimità del termine è particolarmente importante non attendere l’ultimo momento, soprattutto per eventuali problemi di accesso alla piattaforma.

I rapporti contrattuali con fornitori di dispositivi, software o servizi restano assoggettati alla disciplina applicabile alla singola struttura e alle relative procedure. Il finanziamento del policlinico non attribuisce direttamente a un fornitore un diritto all’aggiudicazione né sostituisce i controlli di congruità e tracciabilità delle spese.

Domande frequenti sul bando policlinici 2026

Quando scadono le domande per i contributi ai policlinici?

Il comunicato del 17 ottobre 2026 fissa un termine di 15 giorni dalla pubblicazione. Il conteggio ordinario porta al 1° novembre, giorno festivo: occorre consultare le istruzioni operative dell’avviso ufficiale per confermare la scadenza applicabile e l’orario della piattaforma, senza presumere proroghe automatiche.

Quanti soldi sono disponibili?

Per l’anno 2026 sono stanziati fino a 3 milioni di euro. Altri 3 milioni sono previsti per il 2027 in una distinta annualità. Le domande accolte possono ricevere importi proporzionalmente ridotti se le richieste totali superano la dotazione.

Possono partecipare medici, studi privati e aziende di dispositivi?

Non come beneficiari diretti di questo avviso. La misura è riservata alle categorie di policlinici universitari non costituiti in azienda definite dall’articolo 4 del decreto, operanti per finalità istituzionali non in regime d’impresa.

Quali spese devono raggiungere almeno il 40%?

La somma di noleggio, leasing e costi di ammortamento delle apparecchiature biomediche di ultima generazione deve essere pari ad almeno il 40% del totale dei costi ammissibili. Le altre voci sono soggette alle proprie condizioni e agli eventuali massimali.

Le fonti normative sono il comunicato ministeriale del 17 ottobre 2026 e il decreto del 30 luglio 2026 pubblicato il 31 agosto. Il testo integrale dell’avviso e le eventuali precisazioni sulla scadenza devono essere verificati direttamente nella sezione Ricerca e tecnologie del sito del Ministero della Salute, prima della presentazione telematica.

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