Il regime forfettario per cantante nel 2026 può essere applicato quando sono rispettati i requisiti fiscali e l’attività viene descritta correttamente. Per il cantante indipendente che svolge concerti, serate, spettacoli o altre performance artistiche il riferimento ATECO 2025 è normalmente 90.20.09 – Altre attività di arti performative e rappresentazioni artistiche, con coefficiente di redditività del 67%. La previdenza non va però trattata come quella di un professionista generico: per le prestazioni artistiche comprese nel settore dello spettacolo il riferimento è il Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS).
ATECO 90.20.09 per concerti ed esibizioni
Le note ISTAT ATECO 2025 collocano nel 90.20.09 le attività di arti performative e includono concerti, artisti indipendenti e attività musicali dal vivo. Il codice è quindi coerente con il cantante che vende principalmente prestazioni vocali e performance. Il precedente 90.01.09, ancora molto citato online, appartiene alla classificazione precedente e non è il riferimento corrente per una nuova apertura nel 2026.
Coefficiente di redditività del 67%
Con ATECO 90.20.09 il forfettario considera imponibile il 67% dei compensi incassati. Con 30.000 euro di ricavi da concerti e serate, il reddito lordo forfettario è 20.100 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto: prove, sala, microfoni, in-ear monitor, computer, software, trasporti, abbigliamento di scena e altre spese non vengono dedotti analiticamente.
FPLS: la previdenza del cantante
L’INPS gestisce il Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo, nel quale è confluito l’ex ENPALS. Cantanti e altre categorie artistiche rientrano nel sistema quando la prestazione presenta i presupposti dell’attività di spettacolo. L’obbligo può operare anche nei rapporti autonomi: emettere fattura non significa quindi passare automaticamente alla Gestione Separata.
Contributi FPLS e quota del cantante
Nella contribuzione pensionistica ordinaria FPLS il riferimento complessivo è del 33% del compenso imponibile, con 23,81% a carico del committente e 9,19% a carico del lavoratore secondo le regole INPS. La situazione concreta va comunque verificata considerando qualifica, giornate, minimali, massimali e caratteristiche del rapporto.
Certificato di agibilità
Per determinate prestazioni artistiche può essere richiesto il certificato di agibilità. L’INPS dispone di servizi dedicati ai lavoratori dello spettacolo e alle attività musicali. Prima di un concerto o di una serie di serate bisogna quindi chiarire con organizzatore, locale o agenzia chi gestisce l’agibilità e gli adempimenti contributivi. Partita IVA e agibilità sono due piani distinti.
Cantante e insegnante di canto
Le lezioni di canto non sono la stessa attività delle esibizioni. Per la formazione musicale e culturale il codice da valutare è 85.52.09, con coefficiente forfettario normalmente del 78%. Se concerti e lezioni sono entrambi abituali, possono convivere sulla stessa Partita IVA con due codici e ricavi separati. Anche la previdenza della componente didattica deve essere verificata autonomamente.
Cantante, autore e compositore
Scrivere testi o comporre musica propria è diverso dal vendere una performance vocale. Per la composizione musicale il riferimento ATECO è 90.11.09. Se la componente autoriale produce compensi autonomi, royalties o licenze, va tenuta distinta dalle fatture per concerti. Per approfondire consulta il regime forfettario del compositore.
Session singer e registrazioni in studio
Il cantante che presta la propria voce in studio per un produttore, un’etichetta, un autore o una produzione audiovisiva svolge una prestazione artistica che va descritta correttamente nel contratto e nella documentazione previdenziale. Se invece gestisce anche servizi di registrazione, editing o produzione audio per conto terzi, può diventare rilevante un’attività distinta della divisione 59, come il 59.20.10.
Diritti, royalties e streaming
Entrate da diritti d’autore, diritti connessi, royalties, streaming e licenze non coincidono automaticamente con il compenso per una serata. Il trattamento fiscale dipende dal contratto e dalla natura del provento. È utile conservare separatamente rendiconti delle piattaforme, contratti con distributori o produttori e fatture per prestazioni artistiche.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva ordinaria è del 15%. Il 5% può spettare per l’anno di avvio e i quattro successivi quando sono rispettate tutte le condizioni della nuova attività. Prima di applicarlo bisogna verificare eventuale prosecuzione di un’attività precedente e le altre condizioni previste dalla legge.
Limiti 85.000 e 100.000 euro
Il limite ordinario del regime forfettario è 85.000 euro. Se i compensi superano 85.000 euro senza andare oltre 100.000 euro, l’uscita avviene dall’anno successivo; oltre 100.000 euro la fuoriuscita è immediata nello stesso anno. Se il cantante svolge più attività con la stessa Partita IVA, la soglia va verificata sul totale dei ricavi e compensi rilevanti.
Quando il forfettario può essere meno conveniente
Tour, trasferte, prove, produzione, musicisti accompagnatori, consulenti d’immagine, noleggio attrezzature e promozione possono generare costi elevati. Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33%. Se le spese reali superano stabilmente questa quota, è opportuno confrontare il netto effettivo con un regime che consenta la deduzione analitica dei costi.
Guide collegate
Approfondisci come aprire la Partita IVA da cantante, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per cantanti. Per le regole vicine sulle performance strumentali consulta anche il regime forfettario del musicista.
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