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Responsabilità civile e intelligenza artificiale: nuove regole dal 30 settembre 2026

Aggiornato il 16 Settembre 2026

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Dal 30 settembre 2026 entrano in vigore nuove regole sulla responsabilità civile per i danni cagionati nell’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale. Il decreto legislativo 9 settembre 2026, n. 160 interviene soprattutto sul processo: accesso alle prove, presunzione del nesso causale in alcuni casi e azione diretta verso l’assicurazione del soggetto ritenuto responsabile.

Per freelance, professionisti e imprese che utilizzano sistemi di AI il punto da capire è questo: la nuova disciplina non stabilisce che ogni errore prodotto da un sistema di intelligenza artificiale generi automaticamente responsabilità. Introduce però strumenti specifici per le cause di risarcimento quando un danno viene ricondotto all’utilizzo di un sistema AI.

Cosa cambia dal 30 settembre 2026

Il decreto legislativo n. 160/2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 settembre 2026 ed entra in vigore il 30 settembre 2026. Una parte del provvedimento riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia; per imprese e professionisti è particolarmente rilevante il capo dedicato agli strumenti processuali civili per il risarcimento dei danni causati nell’utilizzo di sistemi AI.

Gli articoli 16-20 disciplinano infatti le azioni risarcitorie contrattuali ed extracontrattuali, l’accesso alle prove, il nesso di causalità, il rapporto tra conformità all’AI Act e responsabilità e il possibile coinvolgimento diretto dell’impresa di assicurazione.

A quali danni si applicano le nuove regole

L’articolo 16 riguarda le azioni di risarcimento per danni, sia contrattuali sia extracontrattuali, cagionati nell’utilizzo di un sistema di intelligenza artificiale. Le regole sulla presunzione del nesso causale e sulla rilevanza della conformità si applicano, in particolare, quando il danno deriva dalla violazione di uno o più obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689, l’AI Act.

La norma non limita il meccanismo ai rapporti tra grandi aziende tecnologiche. In una controversia concreta occorre però sempre individuare il soggetto cui viene imputato il danno, il sistema utilizzato, la condotta contestata e il collegamento con il pregiudizio lamentato.

Il giudice può ordinare l’accesso alle prove sul sistema AI

L’articolo 17 rafforza l’accesso alle prove. Se chi afferma di aver subito un danno presenta elementi che rendono verosimile la domanda, il giudice può ordinare alla controparte o a un terzo l’esibizione di documenti pertinenti sul funzionamento del sistema.

  • registri previsti dall’AI Act;
  • documentazione relativa alla gestione dei rischi;
  • informazioni contenute nella documentazione tecnica;
  • informazioni sui parametri e sulle modalità di supervisione umana.

L’ordine deve essere limitato a quanto necessario e proporzionato e il giudice deve tutelare segreti commerciali e informazioni riservate. Se un terzo non rispetta senza giustificato motivo l’ordine di esibizione, il decreto prevede una sanzione pecuniaria da 1.500 a 10.000 euro.

Quando il nesso di causalità è presunto

Una delle novità più importanti è contenuta nell’articolo 18. Quando il danno deriva dalla violazione di uno o più obblighi previsti dall’AI Act, il nesso di causalità tra la violazione e il danno è presunto, salvo prova contraria.

Questo non significa che chi chiede il risarcimento non debba dimostrare nulla. La relazione illustrativa del provvedimento chiarisce che la presunzione riguarda il nesso causale: la violazione dell’obbligo e gli altri presupposti della domanda devono comunque essere valutati nel giudizio.

Essere conformi all’AI Act non esclude automaticamente la responsabilità

L’articolo 19 stabilisce che la conformità del sistema agli obblighi dell’AI Act, anche quando certificata, non esclude di per sé la responsabilità del convenuto. Compliance e responsabilità civile restano quindi due piani distinti.

Per chi usa strumenti AI nel lavoro questo rende ancora più importante mantenere un controllo reale sui processi ad alto impatto. Nella guida sugli strumenti AI per freelance abbiamo già distinto gli utilizzi a basso rischio dalle attività in cui dati, decisioni e output richiedono una verifica umana più forte.

Il danneggiato può agire direttamente contro l’assicurazione

L’articolo 20 introduce un altro meccanismo rilevante. Chi intende promuovere un’azione per un danno collegato all’utilizzo di un sistema AI può chiedere al soggetto ritenuto responsabile se esiste una copertura di responsabilità civile relativa a quel danno.

Se la copertura esiste, il danneggiato può esercitare un’azione diretta nei confronti dell’impresa di assicurazione, nei limiti delle somme previste dal contratto. La norma non introduce però, da sola, un obbligo generale per ogni freelance o impresa di stipulare una specifica polizza AI.

Cosa significa per freelance, consulenti e imprese che usano AI

Per chi utilizza l’intelligenza artificiale in attività professionali il decreto rende più concreto un tema che finora veniva spesso trattato in modo astratto: documentare come viene usato il sistema e dove interviene il controllo umano può diventare importante anche in caso di controversia.

  • non affidare senza verifica decisioni che possono produrre conseguenze economiche o giuridiche per il cliente;
  • conservare, quando pertinente, procedure e documentazione sull’uso dei sistemi;
  • distinguere l’output generato dalla decisione professionale finale;
  • verificare gli obblighi dell’AI Act applicabili al ruolo concretamente svolto;
  • controllare se le coperture di responsabilità civile già esistenti includono o escludono i rischi collegati all’uso dell’AI.

Per chi lavora direttamente nello sviluppo o nell’integrazione di sistemi AI il tema è ancora più vicino all’attività professionale. Il quadro fiscale e operativo della professione resta separato: chi svolge questo lavoro può consultare anche la guida su come aprire Partita IVA come consulente AI e automazione.

Domande frequenti sulla responsabilità civile per l’intelligenza artificiale

Da quando si applicano le nuove regole?

Il decreto legislativo 9 settembre 2026, n. 160 entra in vigore il 30 settembre 2026.

Chi usa un sistema AI è sempre responsabile degli errori?

No. Il decreto disciplina strumenti processuali per le azioni di risarcimento dei danni cagionati nell’utilizzo di sistemi AI. La responsabilità va valutata nel caso concreto secondo i presupposti applicabili.

Il decreto rende obbligatoria un’assicurazione AI?

Non introduce un obbligo assicurativo generale per tutti gli utilizzatori. Se esiste una copertura di responsabilità civile relativa al danno, però, il danneggiato può agire direttamente nei confronti dell’impresa di assicurazione entro i limiti del contratto.

Fonti ufficiali

Il riferimento principale è il decreto legislativo 9 settembre 2026, n. 160 pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento adegua l’ordinamento nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689 per i profili disciplinati dal decreto.

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