L’INPS riconosce agli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale un contributo per il rimborso delle spese sanitarie che può arrivare complessivamente fino a 10.000 euro. La percentuale rimborsabile varia dal 40% al 60% in base all’ISEE e la prestazione può coprire anche alcune spese sostenute per i familiari assistibili.
La scheda INPS è stata aggiornata il 28 settembre 2026 e riepiloga requisiti, soglie minime di spesa, percentuali di rimborso e modalità di domanda. La misura riguarda gli iscritti d’ufficio o a domanda alla Gestione Assistenza Magistrale, storicamente collegata al personale della scuola dell’infanzia e primaria statale.
Quanto rimborsa l’INPS in base all’ISEE
Il contributo non copre automaticamente tutta la spesa sostenuta. La percentuale riconosciuta dipende dalla fascia ISEE del nucleo familiare e per accedere alla prestazione deve essere raggiunta una soglia minima di spesa sanitaria.
| ISEE | Percentuale di rimborso | Spesa minima richiesta |
|---|---|---|
| Fino a 8.000 euro | 60% | 300 euro |
| Da 8.000,01 a 24.000 euro | 50% | 650 euro |
| Da 24.000,01 a 32.000 euro | 45% | 1.000 euro |
| Oltre 32.000 euro | 40% | 1.400 euro |
L’ammontare complessivo del contributo non può comunque superare 10.000 euro. Per alcune singole tipologie di spesa esistono inoltre limiti specifici più bassi, previsti dal regolamento della Gestione.
L’ISEE utilizzato serve quindi non soltanto per stabilire la percentuale riconosciuta, ma anche per determinare la soglia minima di spesa necessaria per poter accedere al rimborso. Per chi deve aggiornare l’indicatore può essere utile anche la guida dedicata all’ISEE 2026 e alle principali prestazioni collegate.
Quali spese sanitarie possono essere rimborsate
La prestazione copre diverse tipologie di spesa sanitaria sostenuta dall’iscritto o dai familiari assistibili. Tra quelle previste dal regolamento rientrano, ad esempio, cure e protesi odontoiatriche e ortodontiche, protesi ortopediche, acustiche e oculari, visite mediche specialistiche, esami diagnostici e di laboratorio.
Sono inoltre considerate le spese per occhiali e lenti a contatto nei limiti previsti, alcuni farmaci, trattamenti terapeutici e riabilitativi, psicoterapia e logopedia, cure termali e determinate spese collegate a interventi chirurgici.
Il regolamento contempla anche cure e trattamenti di fecondazione assistita entro i limiti stabiliti. Non sono invece ammesse le spese sostenute per attività medico-legali o per trattamenti e interventi con finalità esclusivamente estetiche.
Prima di presentare la domanda è quindi importante verificare la singola voce di spesa nel regolamento INPS, perché non tutte le prestazioni hanno lo stesso limite massimo riconoscibile.
Chi può chiedere il contributo e quali familiari sono assistibili
Il requisito principale è l’iscrizione alla Gestione Assistenza Magistrale. La prestazione può riguardare sia l’iscritto sia, quando ricorrono le condizioni previste, i familiari assistibili.
Tra questi l’INPS indica il coniuge o l’unito civilmente convivente e a carico, i figli a carico fino a 26 anni se conviventi e non coniugati, i figli totalmente e permanentemente inabili al lavoro, i genitori a carico e, in particolari condizioni, fratelli, sorelle e superstiti.
I requisiti del familiare devono essere posseduti alla data in cui è stata sostenuta la spesa sanitaria oggetto della richiesta.
Come presentare domanda e quali spese sono valide
La domanda deve essere presentata esclusivamente online attraverso il Portale Prestazioni Welfare dell’INPS. Le spese inserite devono essere state sostenute nei 12 mesi precedenti la data di inoltro della richiesta.
Se è già stata presentata una precedente domanda di assistenza sanitaria, devono essere trascorsi almeno 12 mesi dal precedente inoltro.
Alla pratica va allegata la documentazione richiesta in formato digitale, insieme alle dichiarazioni di conformità agli originali. È quindi opportuno conservare fatture, ricevute e documentazione sanitaria in modo completo, soprattutto quando il regolamento richiede prescrizioni o attestazioni specifiche.
La domanda può essere presentata dall’iscritto oppure, nelle situazioni indicate dall’INPS, da altri soggetti legittimati come coniuge, figli maggiorenni, tutore o altro rappresentante previsto.
Tempi di risposta e cosa controllare prima dell’invio
L’INPS indica un termine ordinario di 30 giorni per la definizione del provvedimento, salvo i casi disciplinati diversamente dal regolamento sui tempi dei procedimenti amministrativi.
Prima dell’invio conviene controllare tre elementi: correttezza dell’ISEE, raggiungimento della soglia minima di spesa prevista per la propria fascia e ammissibilità delle singole spese inserite. Va inoltre verificato che non siano già state rimborsate integralmente da ASL, altri enti pubblici o compagnie assicurative.
Il contributo è infatti un rimborso delle spese effettivamente rimaste a carico del beneficiario e non può trasformarsi in una duplicazione di rimborsi già ricevuti.
Fonte ufficiale INPS
Tutti i requisiti, le percentuali ISEE e le modalità di domanda sono riportati nella scheda ufficiale INPS sul contributo per spese sanitarie della Gestione Assistenza Magistrale.
La stessa pagina consente di accedere al servizio online e contiene anche il regolamento aggiornato e il manuale operativo per la domanda.
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