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Scadenza acconto IVA e codici tributo

News·Aggiornato il 19 Agosto 2026

L’acconto iva rappresenta un adempimento fondamentale per i titolari di partita iva, da effettuare ogni anno entro il 27 dicembre. Si tratta di un pagamento anticipato sull’imposta dovuta per l’ultimo periodo dell’anno, che verrà successivamente detratto in sede di liquidazione mensile o dichiarazione annuale.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio le regole, le modalità di calcolo e i codici tributo necessari per il versamento, con un focus sulle esclusioni e i casi particolari.

Argomenti del post

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  • Scadenza acconto iva: quando pagare
  • Soggetti esonerati dall’acconto iva
  • Come si calcola l’acconto iva
  • Metodo storico
  • Metodo previsionale
  • Metodo analitico
  • Codice tributo e pagamento acconto iva
  • Casi particolari e adempimenti finali
  • Conclusioni

Scadenza acconto iva: quando pagare

Il termine per il pagamento dell’acconto iva è fissato al 27 dicembre 2024. Se la data coincide con un giorno festivo o non lavorativo, il versamento deve essere effettuato il primo giorno utile successivo.

L’importo versato sarà poi detratto:

  • dalla liquidazione Iva di dicembre 2024 per i contribuenti mensili, con scadenza il 16 gennaio 2025
  • dalla liquidazione Iva annuale per i contribuenti trimestrali, con scadenza il 17 marzo 2025

L’obbligo riguarda tutti i soggetti passivi iva, come imprese, lavoratori autonomi e professionisti. Tuttavia, vi sono alcune esenzioni, disciplinate dal DPR n. 633/72.

Soggetti esonerati dall’acconto iva

Non sono tenuti al versamento dell’acconto iva i contribuenti che rientrano in particolari condizioni, tra cui:

  • regime forfettario o dei minimi
  • agricoltori esonerati per il volume d’affari ridotto
  • contribuenti che hanno cessato l’attività prima del 30 novembre (mensili) o del 30 settembre (trimestrali)
  • contribuenti con credito IVA nell’ultimo mese o trimestre del 2024
  • chi stima di chiudere l’anno con un debito inferiore a 116,72 euro
  • enti pubblici territoriali che svolgono attività esenti o non imponibili

Come si calcola l’acconto iva

Per il calcolo dell’acconto iva, la normativa consente di scegliere tra tre metodi: storico, previsionale e analitico.

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Metodo storico

È il metodo più semplice e utilizzato, basato sull’iva dovuta l’anno precedente. L’acconto è pari all’88% dell’importo versato:

  • per la liquidazione di dicembre 2023 (mensili)
  • per il quarto trimestre 2023 o la dichiarazione annuale IVA (trimestrali ordinari)
  • per il quarto trimestre 2023 (trimestrali speciali, come autotrasportatori o distributori di carburante)

Questo metodo è consigliato per chi ha un volume d’affari stabile e non prevede variazioni significative rispetto all’anno precedente.

Metodo previsionale

Si basa su una stima dell’iva che si prevede di dover versare per il mese di dicembre (mensili) o il quarto trimestre (trimestrali). Anche in questo caso, l’acconto è pari all’88% dell’importo stimato.

È utile per chi prevede un debito iva inferiore rispetto all’anno precedente, ma richiede attenzione: eventuali errori comportano sanzioni.

Metodo analitico

È il metodo più complesso, ma anche il più preciso, basato sulle operazioni registrate o effettuate entro il 20 dicembre 2024. In questo caso, l’acconto è pari al 100% dell’IVA a debito risultante da una liquidazione straordinaria. Si considerano:

  • operazioni attive e passive registrate fino al 20 dicembre
  • operazioni effettuate ma non ancora registrate

Questo metodo è indicato per chi registra una significativa riduzione del volume d’affari rispetto all’anno precedente.

Codice tributo e pagamento acconto iva

Il pagamento dell’acconto iva deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24, indicando il corretto codice tributo nella sezione “Erario”:

  • 6013 per i contribuenti con liquidazione mensile
  • 6035 per i contribuenti con liquidazione trimestrale

È possibile utilizzare eventuali crediti fiscali in compensazione per ridurre l’importo da versare. Se l’acconto dovuto è pari o inferiore a 103,29 euro, il pagamento non è obbligatorio.

Casi particolari e adempimenti finali

È importante ricordare che il mancato versamento dell’acconto iva entro la scadenza comporta sanzioni e interessi. Tuttavia, è possibile regolarizzare l’omissione tramite il ravvedimento operoso, riducendo le penalità in base al tempo trascorso.

Conclusioni

L’acconto iva è un adempimento imprescindibile per garantire la regolarità fiscale. La scelta del metodo di calcolo più adatto e l’attenzione alla compilazione del modello F24 sono fondamentali per evitare errori e sanzioni. Per i contribuenti con situazioni complesse o dubbi, affidarsi a un consulente fiscale esperto è la soluzione ideale per gestire l’intero processo in modo sicuro e conforme alla normativa.

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