Gli stipendi del personale non contrattualizzato nel 2026 aumentano del 2,48% per le categorie individuate dal nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. L’adeguamento economico decorre dal 1° gennaio 2026.
Il provvedimento è contenuto nel DPCM del 13 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 agosto. La percentuale interessa le voci retributive fisse e continuative indicate dal decreto e viene applicata ai valori in vigore al 1° gennaio 2025.
Quanto aumentano gli stipendi nel 2026?
L’incremento stabilito per il 2026 è pari al 2,48%. L’aumento riguarda gli stipendi, l’indennità integrativa speciale e gli assegni fissi e continuativi delle categorie comprese nel provvedimento.
La percentuale deriva dalla variazione complessiva delle retribuzioni contrattuali pro capite dei dipendenti pubblici registrata tra il 2024 e il 2025 e comunicata dall’ISTAT nel marzo 2026.
Il valore è sensibilmente superiore a quello utilizzato per l’adeguamento dell’anno precedente: per il 2025 il DPCM del 4 luglio 2025 aveva infatti previsto un incremento dello 0,61%.
Chi beneficia dell’aumento del 2,48%?
Il decreto individua espressamente diverse categorie di personale pubblico. L’incremento riguarda innanzitutto docenti e ricercatori universitari.
Rientrano inoltre nell’adeguamento gli ufficiali superiori, gli ufficiali generali e gli ammiragli delle Forze armate, oltre al personale dei Corpi di polizia civili e militari con gradi e qualifiche corrispondenti.
Non si tratta quindi di un aumento generalizzato per tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione. Il DPCM interviene sullo specifico meccanismo di adeguamento annuale previsto per le categorie non contrattualizzate indicate dalla normativa.
Da quando decorre l’adeguamento?
La nuova misura decorre espressamente dal 1° gennaio 2026. L’adeguamento ha quindi effetto economico a partire dall’inizio dell’anno, anche se il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale soltanto il 22 agosto.
Il provvedimento non stabilisce però una data unica entro cui le singole amministrazioni debbano materialmente effettuare eventuali conguagli derivanti dall’applicazione retroattiva dell’incremento. Per tempi e modalità operative occorrerà quindi fare riferimento alle amministrazioni di appartenenza.
Come viene determinato l’aumento annuale?
Il sistema previsto dalla legge collega l’adeguamento delle retribuzioni del personale interessato agli incrementi medi delle retribuzioni dei dipendenti pubblici contrattualizzati.
Per il 2026 l’ISTAT ha comunicato una variazione del 2,48% tra il 2024 e il 2025. Il DPCM recepisce questa percentuale e la applica alle voci retributive individuate dal provvedimento.
Per il personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, gli oneri sono coperti attraverso le risorse previste nell’apposito Fondo; per il personale universitario gli oneri restano invece a carico dei bilanci delle amministrazioni di appartenenza.
Fonte ufficiale
L’aumento è previsto dal DPCM del 13 luglio 2026 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 agosto 2026.
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