La trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità (AOI) in pensione di vecchiaia prevede ora una domanda INPS dedicata alle madri lavoratrici. Dal 2 novembre 2026 le titolari di AOI calcolato con il sistema contributivo e prossime alla trasformazione possono utilizzare l’istanza «Richiesta benefici lavoratrici madri – Trasformazione AOI in Pensione di Vecchiaia». Il messaggio INPS n. 3527 del 2 novembre 2026 chiarisce i canali di presentazione. Il beneficio riguarda l’anticipo del requisito anagrafico o l’applicazione di un coefficiente di trasformazione più favorevole: non è un nuovo assegno mensile aggiuntivo.
Chi può presentare la domanda per trasformare l’AOI
La procedura si rivolge alle lavoratrici madri già titolari di assegno ordinario di invalidità, quando la prestazione è stata liquidata con il sistema contributivo e si avvicina il momento della trasformazione in pensione di vecchiaia. L’INPS non estende in questa comunicazione la nuova istanza a tutte le pensionate o a tutte le persone che ricevono prestazioni di invalidità.
È importante distinguere l’AOI previdenziale dall’assegno mensile di invalidità civile: non sono la stessa prestazione e non seguono le stesse regole di trasformazione. La semplice presenza di una certificazione sanitaria o di un riconoscimento di invalidità non equivale quindi a essere titolari dell’AOI contributivo interessato.
Chi possiede un AOI con una storia contributiva mista o altre particolarità deve verificare direttamente con l’INPS o un patronato se e come il beneficio si applica alla propria posizione, senza assumere che la procedura sia identica per tutte.
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−27%Quanto si anticipa la pensione di vecchiaia per le madri
L’articolo 1, comma 40, lettera c), della legge 335/1995 prevede per le lavoratrici madri nel sistema contributivo un’agevolazione legata ai figli. Nelle precedenti istruzioni INPS del 26 giugno 2026, la richiesta poteva essere indicata anche nelle note della domanda di trasformazione. Il nuovo messaggio del 2 novembre introduce invece una specifica istanza semplificata.
- Un figlio: anticipo di quattro mesi del requisito anagrafico.
- Due figli: anticipo di otto mesi.
- Tre figli: anticipo di dodici mesi.
- Quattro o più figli: anticipo complessivo fino a sedici mesi.
Il numero dei mesi è un beneficio sul requisito di età e non un’indicazione universale della data in cui verrà pagata la pensione. Restano da controllare i requisiti contributivi, le condizioni applicabili e la posizione individuale. Non è corretto ricavare una decorrenza certa usando soltanto il numero dei figli.
Alternativa all’anticipo: coefficiente di trasformazione maggiorato
La stessa disciplina consente, in alternativa all’anticipo dell’età, di utilizzare per il calcolo della pensione contributiva un coefficiente di trasformazione riferito a un’età convenzionalmente maggiore: di un anno con uno o due figli, di due anni con tre o più figli.
La differenza è sostanziale: il primo beneficio riguarda la possibilità di raggiungere prima il requisito anagrafico, mentre il secondo può incidere sulla misura del trattamento calcolato. Non si devono sommare automaticamente le due agevolazioni; è utile chiedere una valutazione previdenziale sulla convenienza in base alla propria situazione.
Questo chiarimento non modifica da solo il meccanismo generale di calcolo della pensione né trasforma ogni AOI in pensione anticipata. Il passaggio resta regolato dai requisiti della pensione di vecchiaia e dalla normativa specifica per le lavoratrici madri contributive.
Come inviare la richiesta benefici lavoratrici madri all’INPS
La novità più concreta del messaggio 3527/2026 è la disponibilità di una procedura nominata espressamente per la trasformazione AOI. La domanda può essere presentata attraverso tre canali:
- Online su INPS: accesso tramite identità digitale al servizio «Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci».
- Patronato: utilizzando i servizi telematici di un istituto di patronato.
- Contact Center INPS: numero 803 164 gratuito da rete fissa oppure 06 164 164 da mobile, con tariffazione del proprio operatore.
Nel servizio online occorre seguire il percorso Pensione e Previdenza → Domanda di pensione → Aree tematiche → Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci → Nuova prestazione pensionistica → Pensione di vecchiaia, accedendo con una delle credenziali ammesse dalla procedura. L’istanza dedicata è identificata dalla dicitura «Richiesta benefici lavoratrici madri – Trasformazione AOI in Pensione di Vecchiaia».
Per evitare errori è utile conoscere il numero dei figli, verificare il tipo di liquidazione dell’AOI e controllare i dati previdenziali prima della richiesta. Il messaggio non annuncia una scadenza unica per tutte le madri: il momento della presentazione va valutato in relazione alla prevista trasformazione della singola prestazione.
Cosa cambia rispetto alle istruzioni precedenti
Con il messaggio 2124 del 26 giugno 2026 l’INPS spiegava che, in sede di richiesta della trasformazione, le madri potevano segnalare il beneficio richiesto e il numero dei figli nelle note della domanda. Dal 2 novembre è disponibile una istanza più specifica, che distingue in modo esplicito la richiesta del beneficio per la lavoratrice madre.
La semplificazione riguarda l’accesso alla procedura amministrativa, non l’introduzione di una nuova categoria di prestazione o l’abolizione dei requisiti pensionistici. Chi aveva già trasmesso una pratica deve verificare le istruzioni individuali o chiedere assistenza prima di inviare una seconda domanda identica.
Una volta conclusa la trasformazione, altri temi possono riguardare il cumulo con redditi da lavoro e le condizioni personali. Per un orientamento generale, distinto dall’istanza AOI, è disponibile la nostra guida su quando si può lavorare in pensione.
Il riferimento ufficiale è il messaggio INPS 3527 del 2 novembre 2026, da leggere insieme alle istruzioni del 26 giugno e alla normativa vigente sul sistema contributivo. Per le date di accesso e l’importo individuale restano necessari i dati della posizione previdenziale.
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Caterina
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