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Trattamento integrativo in busta paga 2025

News·Aggiornato il 19 Agosto 2026

Il trattamento integrativo in busta paga 2025 è un’agevolazione fiscale destinata ai lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Introdotto nel 2020 in sostituzione del Bonus Renzi, consiste in un credito fiscale fino a 1.200 euro annui, erogato direttamente dal datore di lavoro.

Anche nel 2025, la Legge di Bilancio ha confermato questa misura, mantenendo invariate le regole per l’accesso e il calcolo dell’importo spettante.

Argomenti del post

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  • A chi spetta il trattamento integrativo nel 2025?
  • Come viene erogato il trattamento integrativo?
  • Quando il trattamento integrativo va restituito?
  • Chi può beneficiare del trattamento integrativo?
  • Come viene calcolato il trattamento integrativo tra 15.000 e 28.000 euro?
  • Conclusioni

A chi spetta il trattamento integrativo nel 2025?

Il diritto al trattamento integrativo dipende dal reddito complessivo annuo. I lavoratori con un reddito fino a 15.000 euro ricevono l’importo massimo di 1.200 euro annui (pari a circa 100 euro al mese), a condizione che l’imposta lorda dovuta sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Per chi ha un reddito compreso tra 15.000 e 28.000 euro, il trattamento integrativo viene riconosciuto in misura variabile, calcolato come la differenza tra le detrazioni spettanti e l’IRPEF lorda dovuta, con un importo massimo sempre pari a 1.200 euro annui. I lavoratori con redditi superiori a 28.000 euro non hanno diritto all’agevolazione.

Dal 2024, la riforma fiscale ha introdotto l’IRPEF a tre aliquote, stabilendo l’aliquota del 23% per i redditi fino a 28.000 euro. Contestualmente, la no tax area per i lavoratori dipendenti è stata equiparata a quella dei pensionati, innalzandola a 8.500 euro. Queste modifiche hanno inciso sulle detrazioni fiscali, influenzando direttamente il diritto al trattamento integrativo.

Come viene erogato il trattamento integrativo?

L’importo spettante viene accreditato direttamente in busta paga dal datore di lavoro, che lo recupera come credito d’imposta. L’erogazione è suddivisa mensilmente: nei mesi di 31 giorni vengono accreditati 101,92 euro, mentre nei mesi di 30 giorni il contributo è pari a 98,63 euro.

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Se il trattamento integrativo non viene riconosciuto in busta paga, il lavoratore può recuperarlo nella dichiarazione dei redditi, utilizzando il modello 730.

Quando il trattamento integrativo va restituito?

Il trattamento integrativo può essere soggetto a restituzione nel caso in cui il reddito complessivo superi i 15.000 euro e non vi sia sufficiente capienza fiscale per giustificare l’agevolazione. Per evitare di dover restituire l’importo ricevuto in fase di conguaglio, il lavoratore può rinunciare all’erogazione mensile comunicandolo al datore di lavoro oppure scegliere di recuperarlo successivamente in dichiarazione dei redditi, qualora spettante. Questa opzione è consigliata a chi ha redditi vicini alla soglia di 15.000 euro o svolge più rapporti di lavoro nello stesso anno fiscale.

Chi può beneficiare del trattamento integrativo?

Hanno diritto al trattamento integrativo i lavoratori dipendenti, compresi i soci di cooperative con compensi assimilati a redditi da lavoro dipendente. L’agevolazione è riconosciuta anche a chi percepisce NASpI o cassa integrazione, nonché ai tirocinanti e ai borsisti con redditi assimilati a lavoro dipendente. L’ampliamento della platea rispetto al precedente Bonus Renzi ha reso accessibile il trattamento integrativo anche a categorie prima escluse.

Come viene calcolato il trattamento integrativo tra 15.000 e 28.000 euro?

Per i lavoratori con redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro, il trattamento integrativo è determinato dalla differenza tra le detrazioni spettanti e l’IRPEF dovuta. Le detrazioni da considerare includono quelle per familiari a carico, per redditi da lavoro dipendente, per interessi passivi su mutui prima casa stipulati entro il 31 dicembre 2021 e per spese sanitarie o interventi di ristrutturazione edilizia. Se la somma delle detrazioni supera l’imposta lorda dovuta, il trattamento integrativo viene riconosciuto fino a un massimo di 1.200 euro annui.

Conclusioni

Il trattamento integrativo rappresenta un’importante agevolazione per i lavoratori con redditi medio-bassi, ma è essenziale verificarne la spettanza in base alla propria capienza fiscale per evitare eventuali restituzioni. Una gestione attenta del proprio reddito annuo consente di massimizzare i benefici fiscali e prevenire spiacevoli sorprese in sede di dichiarazione dei redditi. Per una valutazione più accurata, è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista fiscale.

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