Trust e intestazioni fiduciarie nelle dichiarazioni patrimoniali: l’ANAC, con la delibera 387/2026, chiarisce quali beni devono essere dichiarati dai titolari di incarichi pubblici soggetti agli obblighi di trasparenza. Le intestazioni fiduciarie vanno sempre rappresentate nella dichiarazione patrimoniale dovuta; per i trust occorre invece verificare se il disponente conserva il controllo e la conoscibilità del patrimonio conferito. Il comunicato è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 ottobre 2026.
Non si tratta di un nuovo obbligo fiscale che riguarda tutti i cittadini che hanno un trust o si avvalgono di una società fiduciaria. La decisione interessa la dichiarazione patrimoniale prevista dall’articolo 14, comma 1, lettera f), del D.Lgs. 33/2013 per i soggetti ai quali tale disciplina di trasparenza effettivamente si applica. Sono quindi determinanti sia la natura dell’incarico ricoperto sia il rapporto con i beni o le partecipazioni detenute indirettamente.
Cosa cambia con la delibera ANAC 387/2026
La delibera n. 387 è stata adottata dal Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione il 6 ottobre 2026, e la sua approvazione è stata resa nota dal comunicato della Gazzetta Ufficiale n. 245 del 21 ottobre. L’ANAC ha affrontato il trattamento delle intestazioni fiduciarie e dei trust rispetto all’obbligo di rendere conoscibili alcuni interessi economici di chi svolge funzioni pubbliche.
La novità principale consiste nell’aggiornamento dell’orientamento precedente, contenuto fra l’altro nella determinazione ANAC 241/2017 e in alcune FAQ dell’Autorità. Secondo il chiarimento del 2026, il ricorso a un soggetto fiduciario o al trust non può essere considerato, di per sé, una ragione sufficiente per escludere informazioni patrimoniali che ricadono nell’obbligo di dichiarazione. Occorre guardare alle caratteristiche effettive dell’operazione.
La finalità è rendere trasparente la situazione economico-patrimoniale del titolare dell’incarico e consentire di conoscere possibili interessi rilevanti nell’esercizio della funzione. Questo non equivale a presumere irregolarità nei trust o nelle intestazioni fiduciarie: sono strumenti che possono essere utilizzati legittimamente, ma in determinate circostanze la loro presenza deve essere indicata.
Trust: quando i beni vanno dichiarati
Nel trust il disponente, spesso indicato con il termine inglese settlor, conferisce beni secondo un programma di gestione affidato a un trustee. La struttura può separare formalmente il patrimonio conferito da quello personale del disponente. Ai fini delle dichiarazioni di trasparenza, però, l’ANAC dà rilievo a ciò che il disponente può ancora conoscere e controllare in concreto.
La delibera specifica che il trust va ricompreso quando il disponente mantiene il controllo e l’accesso automatico alla consistenza del fondo, e considera la conoscenza dell’evoluzione della gestione patrimoniale. In tali situazioni la dichiarazione deve comprendere i beni immobili, i beni mobili iscritti nei pubblici registri e le partecipazioni o quote societarie detenuti attraverso il trust e rilevanti per l’obbligo.
La stessa ricostruzione distingue i casi in cui il disponente non mantiene alcuna conoscenza del patrimonio del trust. Non è quindi corretto scrivere che ogni trust, indipendentemente dai poteri conservati e dalle informazioni accessibili al disponente, impone automaticamente di dichiarare ogni singolo bene. La valutazione deve essere effettuata sulla base dell’atto istitutivo, dei poteri riservati, della documentazione e della gestione effettiva.
Esempio: il titolare di un incarico soggetto all’articolo 14 ha costituito un trust nel quale conserva poteri e riceve automaticamente informazioni su immobili e partecipazioni conferiti. È opportuno verificare la loro inclusione nella dichiarazione patrimoniale alla luce della delibera. Se invece i poteri e le informazioni sono stati effettivamente esclusi, la fattispecie va esaminata in modo distinto, senza assumere una risposta uguale per ogni trust.
Intestazioni fiduciarie: quali dati indicare
Per le intestazioni fiduciarie il chiarimento dell’ANAC è più netto. Quando il soggetto è tenuto alla dichiarazione patrimoniale, deve dare conto dei beni intestati fiduciariamente, perché il fiduciante conserva la proprietà sostanziale e dirige la gestione del patrimonio per mezzo della fiduciaria. Il nuovo orientamento supera le precedenti indicazioni che potevano portare a escludere tali beni.
Le informazioni richieste comprendono i beni mobili e immobili rilevanti, la natura del diritto esercitato e, per le quote o azioni, il numero delle partecipazioni e la denominazione della società. Ciò permette di rappresentare la titolarità economica e gli interessi sottostanti, senza fermarsi al nominativo che appare nell’intestazione formale.
| Situazione | Indicazione ANAC |
|---|---|
| Trust con controllo e accesso del disponente | Dichiarare i beni e le partecipazioni rilevanti |
| Trust senza conoscenza del patrimonio da parte del disponente | Valutare separatamente: non assimilare automaticamente al caso precedente |
| Immobile intestato tramite fiduciaria | Rappresentare il bene e la natura del diritto |
| Quote o azioni intestate fiduciariamente | Indicare numero e denominazione delle società interessate |
La documentazione pratica può comprendere il mandato fiduciario, le evidenze delle partecipazioni, i documenti sugli immobili e le informazioni aggiornate sulle posizioni societarie. Prima di compilare o aggiornare la dichiarazione è opportuno verificare ciò che deve essere reso pubblico, nel rispetto delle condizioni e dei limiti della disciplina sulla trasparenza e sulla tutela dei dati personali.
Chi deve rispettare l’obbligo di trasparenza
L’articolo 14 del D.Lgs. 33/2013 disciplina gli obblighi di pubblicazione relativi ai titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e ad alcune posizioni dirigenziali, secondo ambiti e limitazioni definiti dalla normativa e dalla sua interpretazione. Non tutti i dipendenti pubblici e non tutte le persone che partecipano a una società sono automaticamente sottoposti alla medesima dichiarazione.
Il primo passaggio è quindi accertare se il soggetto e l’incarico rientrano nell’obbligo. Soltanto dopo ha senso applicare le regole specifiche sui beni indirettamente detenuti. Anche le amministrazioni che raccolgono e pubblicano i dati devono verificare quali informazioni siano previste dalla legge e come vadano rese disponibili, evitando pubblicazioni eccedenti rispetto ai presupposti normativi.
La delibera è utile agli uffici trasparenza, ai responsabili della prevenzione della corruzione, ai professionisti che assistono titolari di incarichi pubblici e agli amministratori interessati. La verifica può richiedere il coordinamento tra chi prepara la dichiarazione, il fiduciario o trustee e l’ufficio che cura la pubblicazione, soprattutto se nel tempo sono variati i poteri o la consistenza del patrimonio.
Il chiarimento ANAC non sostituisce le regole fiscali applicabili ai trust. Gli effetti delle riforme su successioni e donazioni sono trattati nella nostra guida sulle novità fiscali per successioni, donazioni e trust. Allo stesso modo, i possibili obblighi di monitoraggio fiscale di attività estere hanno una logica differente, spiegata nell’approfondimento sul quadro RW e le attività estere. Una dichiarazione di trasparenza amministrativa non elimina automaticamente gli altri adempimenti eventualmente dovuti.
Da quando vale e cosa verificare
Il comunicato che annuncia la delibera 387/2026 è stato pubblicato il 21 ottobre 2026. Secondo il chiarimento diffuso dall’ANAC, il nuovo orientamento supera le precedenti indicazioni dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi dal 22 ottobre. Questo riferimento non va scambiato con una scadenza generale, uguale per tutti, per presentare una nuova dichiarazione patrimoniale.
Chi è già obbligato a comunicare i propri beni dovrebbe verificare se detiene, direttamente o indirettamente, immobili, beni mobili registrati o partecipazioni attraverso un trust o una fiduciaria, quale controllo conserva e quali informazioni riceve. Occorre poi esaminare con l’amministrazione competente le modalità di aggiornamento e pubblicazione applicabili al proprio incarico, evitando di dedurre dal comunicato termini nuovi che non vi sono indicati.
Un cittadino privato che costituisce un trust deve pubblicare il patrimonio online? No, non in forza della sola delibera ANAC. La decisione riguarda le dichiarazioni patrimoniali di soggetti che già rientrano nella disciplina di trasparenza dell’articolo 14.
Una partecipazione gestita da una fiduciaria può essere omessa? Secondo il nuovo orientamento, le intestazioni fiduciarie devono essere considerate nella dichiarazione patrimoniale dovuta, specificando i dati pertinenti sulle partecipazioni e sui beni.
Qualsiasi trust impone di elencare i beni conferiti? No. La delibera distingue le situazioni in cui il disponente mantiene controllo e accesso al patrimonio da quelle nelle quali non ne mantiene conoscenza, da valutare in concreto.
La fonte ufficiale è la delibera ANAC n. 387 del 6 ottobre 2026, richiamata dal comunicato in Gazzetta Ufficiale del 21 ottobre. Una sintesi pubblicata sul portale del Comune di Roma illustra la distinzione tra trust e fiduciaria. Per l’applicazione concreta contano l’incarico, l’atto costitutivo del trust, la natura dei diritti e la documentazione delle singole posizioni patrimoniali.
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