Dal 12 novembre 2026 entra in vigore il nuovo elenco nazionale degli aeroporti doganali: sono 47 gli scali nei quali è assicurata, con modalità organizzative specifiche per ciascun aeroporto, la presenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di finanza per i controlli su passeggeri o merci provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea o diretti verso gli stessi Paesi.
Il riferimento è il decreto interministeriale dell’8 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 13 ottobre. Il provvedimento sostituisce integralmente tutti gli elenchi precedenti e associa a ogni scalo codici IATA e ICAO, provincia e ufficio doganale competente. Per imprese import-export, spedizionieri, operatori cargo e aviazione privata, il dato importante non è soltanto sapere se un aeroporto è “internazionale”, ma verificare se è formalmente individuato come aeroporto doganale e quali servizi sono effettivamente disponibili.
Che cosa significa aeroporto doganale
Il decreto definisce aeroporto doganale uno scalo nel quale si svolge traffico di passeggeri o merci provenienti da Paesi extra-UE o diretti verso Paesi extra-UE e per il quale sono richiesti controlli e formalità doganali. La qualifica serve quindi a individuare gli scali nei quali l’operazione può essere gestita con la presenza delle autorità competenti.
La definizione non coincide automaticamente con quella di aeroporto internazionale, né con la distinzione tra voli Schengen ed extra-Schengen. Schengen riguarda soprattutto i controlli sulle persone e la libera circolazione; la dogana riguarda invece lo status delle merci, dei bagagli e degli altri beni che entrano o escono dal territorio doganale dell’Unione. Un volo può quindi richiedere verifiche di frontiera e doganali differenti a seconda della provenienza, della destinazione e di ciò che trasporta.
L’inclusione nell’elenco non significa inoltre che tutti i 47 aeroporti offrano gli stessi orari, strutture o procedure. Il testo precisa che la presenza del personale è garantita con modalità specifiche stabilite per ciascuno scalo. Prima di programmare un’operazione cargo, un volo privato o il trasporto di merci soggette a controlli particolari occorre quindi verificare disponibilità, preavviso, handler e ufficio ADM competente.
Elenco completo dei 47 aeroporti doganali
Le tabelle seguenti riprendono l’elenco pubblicato in Gazzetta Ufficiale. I codici sono riportati nella forma IATA / ICAO; “N/D” indica che il decreto non attribuisce un codice IATA allo scalo.
Nord Italia
| Aeroporto | Codici IATA / ICAO | Ufficio doganale competente |
|---|---|---|
| Aeroporto regionale della Valle d’Aosta “Corrado Gex” | AOT / LIMW | UADM Valle d’Aosta |
| Aeroporto internazionale di Bergamo-Orio al Serio “Il Caravaggio” | BGY / LIME | UADM Lombardia 6 |
| Aeroporto di Biella-Cerrione | N/D / LILE | UADM Piemonte 3 |
| Aeroporto di Bologna “Guglielmo Marconi” | BLQ / LIPE | UADM Emilia 1 |
| Aeroporto di Bolzano-Dolomiti | BZO / LIPB | UADM Bolzano |
| Aeroporto di Brescia-Montichiari “Gabriele D’Annunzio” | VBS / LIPO | UADM Lombardia 7 |
| Aeroporto di Cuneo-Levaldigi “Langhe e Alpi del Mare” | CUF / LIMZ | UADM Piemonte 4 |
| Aeroporto di Forlì “Luigi Ridolfi” | FRL / LIPK | UADM Romagna 2 |
| Aeroporto di Genova-Sestri Ponente “Cristoforo Colombo” | GOA / LIMJ | UADM Liguria 1 |
| Aeroporto Friuli Venezia Giulia “Pietro Savorgnan di Brazzà” | TRS / LIPQ | UADM Friuli-Venezia Giulia 3 |
| Aeroporto di Milano-Linate “Enrico Forlanini” | LIN / LIML | UADM Lombardia 2 |
| Aeroporto di Parma “Giuseppe Verdi” | PMF / LIMP | UADM Emilia 3 |
| Aeroporto di Rimini e San Marino “Federico Fellini” | RMI / LIPR | UADM Romagna 2 |
| Aeroporto di Albenga-Riviera Airport | ALL / LIMG | UADM Liguria 3 |
| Aeroporto di Torino-Caselle “Sandro Pertini” | TRN / LIMF | UADM Piemonte 1 |
| Aeroporto di Treviso-Sant’Angelo “Antonio Canova” | TSF / LIPH | UADM Veneto 4 |
| Aeroporto di Milano-Malpensa “Silvio Berlusconi” | MXP / LIMC | UADM Lombardia 3 |
| Aeroporto di Venezia “Marco Polo” | VCE / LIPZ | UADM Veneto 1 |
| Aeroporto di Verona-Villafranca “Valerio Catullo” | VRN / LIPX | UADM Veneto 2 |
Centro Italia
| Aeroporto | Codici IATA / ICAO | Ufficio doganale competente |
|---|---|---|
| Aeroporto di Ancona-Falconara “Raffaello Sanzio” | AOI / LIPY | UADM Marche 1 |
| Aeroporto di Firenze “Amerigo Vespucci” | FLR / LIRQ | UADM Toscana 1 |
| Aeroporto della Maremma “Corrado Baccarini” | GRS / LIRS | UADM Toscana 2 |
| Aeroporto di Marina di Campo | EBA / LIRJ | UADM Toscana 2 |
| Aeroporto dell’Umbria “San Francesco d’Assisi” | PEG / LIRZ | UADM Umbria |
| Aeroporto d’Abruzzo “Pasquale Liberi” | PSR / LIBP | UADM Abruzzo |
| Aeroporto di Pisa-San Giusto “Galileo Galilei” | PSA / LIRP | UADM Toscana 3 |
| Aeroporto di Roma-Ciampino “G.B. Pastine” | CIA / LIRA | UADM Lazio 1 |
| Aeroporto di Roma-Fiumicino “Leonardo da Vinci” | FCO / LIRF | UADM Lazio 2 |
| Aeroporto di Roma-Urbe | N/D / LIRU | UADM Lazio 1 |
Sud e isole
| Aeroporto | Codici IATA / ICAO | Ufficio doganale competente |
|---|---|---|
| Aeroporto di Lampedusa | LMP / LICD | UADM Lampedusa |
| Aeroporto internazionale di Bari-Palese “Karol Wojtyła” | BRI / LIBD | UADM Puglia 1 |
| Aeroporto del Salento | BDS / LIBR | Ufficio Puglia 3 |
| Aeroporto di Cagliari-Elmas “Mario Mameli” | CAG / LIEE | UADM Sardegna 1 |
| Aeroporto di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini” | CTA / LICC | UADM Sicilia 2 |
| Aeroporto di Lamezia Terme “Sant’Eufemia” | SUF / LICA | UADM Calabria 2 |
| Aeroporto di Crotone “Pitagora” | CRV / LIBC | UADM Calabria 2 |
| Aeroporto di Foggia “Gino Lisa” | FOG / LIBF | UADM Puglia 2 |
| Aeroporto di Napoli-Capodichino “Ugo Niutta” | NAP / LIRN | UADM Napoli |
| Aeroporto di Palermo “Falcone e Borsellino” | PMO / LICJ | UADM Sicilia 1 |
| Aeroporto di Comiso “Pio La Torre” | CIY / LICB | UADM Sicilia 3 |
| Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” | REG / LICR | UADM Calabria 3 |
| Aeroporto di Salerno-Pontecagnano “Costa d’Amalfi e del Cilento” | QSR / LIRI | UADM Campania 2 |
| Aeroporto di Alghero-Fertilia “Riviera del Corallo” | AHO / LIEA | UADM Sardegna 2 |
| Aeroporto Olbia Costa Smeralda – S.A. Principe Karim Aga Khan IV | OLB / LIEO | UADM Sardegna 2 |
| Aeroporto di Grottaglie-Taranto “Marcello Arlotta” | TAR / LIBG | UADM Puglia 5 |
| Aeroporto di Pantelleria | PNL / LICG | UADM Sicilia 5 |
| Aeroporto di Trapani-Birgi “Vincenzo Florio” | TPS / LICT | UADM Sicilia 5 |
Cosa cambia per importatori, esportatori e spedizionieri
Per un’impresa che movimenta merci da o verso un Paese extra-UE, l’elenco aiuta a individuare lo scalo presso il quale le merci possono essere presentate alla dogana e l’ufficio territorialmente competente. La dichiarazione doganale resta un atto distinto: deve descrivere le merci e il regime richiesto e, di regola, viene presentata all’ufficio competente per il luogo in cui i beni sono o saranno presentati.
La presenza dell’aeroporto nell’elenco non sostituisce la verifica operativa della singola spedizione. Prima della partenza è utile controllare almeno: disponibilità del servizio cargo, procedure dell’handler, documenti commerciali e di trasporto, eventuali licenze o certificati, orari doganali e possibilità di deposito temporaneo. Merci alimentari, vegetali, animali, farmaci, prodotti sottoposti ad accisa o beni a duplice uso possono richiedere verifiche ulteriori rispetto alla normale dichiarazione.
Per chi organizza professionalmente i flussi, la guida RM su come aprire un’agenzia di spedizioni riepiloga requisiti, attività e struttura dei costi. Chi segue mercati esteri per conto delle imprese può consultare anche l’approfondimento sul codice ATECO dell’Export Manager.
Passeggeri, bagagli e voli privati: cosa verificare
Per i passeggeri, la qualifica doganale dello scalo rende disponibili i controlli necessari sui beni trasportati da o verso Paesi extra-UE. Restano applicabili le regole su franchigie, merci soggette a restrizioni, acquisti, tabacchi, alcolici e somme di denaro. Il semplice fatto di atterrare in uno degli aeroporti elencati non elimina l’obbligo di dichiarare ciò che deve essere dichiarato.
Per l’aviazione generale, gli aerotaxi e i voli aziendali è particolarmente importante coordinarsi in anticipo con gestore e handler. La presenza doganale può essere organizzata su richiesta o con preavvisi specifici, soprattutto negli scali con traffico extra-UE non continuativo. La pianificazione deve considerare anche polizia di frontiera, eventuali controlli sanitari e disponibilità effettiva dei servizi nel giorno e nell’orario del volo.
Entrata in vigore e sostituzione dei vecchi elenchi
Il decreto acquista efficacia il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione. Poiché è stato pubblicato il 13 ottobre 2026, il nuovo elenco si applica dal 12 novembre 2026. L’articolo 2 stabilisce inoltre che il provvedimento sostituisce ogni precedente atto relativo all’individuazione degli aeroporti doganali.
Da quella data operatori e software non dovrebbero più fare affidamento su elenchi storici stratificati nel tempo. È opportuno aggiornare procedure interne, manuali operativi, anagrafiche degli scali e associazioni con gli uffici ADM. Questo è rilevante soprattutto per operatori che utilizzano aeroporti meno grandi, come Biella-Cerrione, Marina di Campo, Roma-Urbe, Albenga, Grottaglie o Salerno-Pontecagnano.
Cosa non cambia per voli intra-UE e normali passeggeri
Il nuovo elenco non crea da solo una formalità doganale per ogni volo che transita negli aeroporti indicati. Per i normali spostamenti e scambi interni all’Unione europea, la disciplina doganale dipende dalla provenienza effettiva delle merci, dal loro status unionale e dalle eventuali restrizioni applicabili. Anche la distinzione Schengen resta separata: un Paese può appartenere allo spazio Schengen senza far parte dell’Unione doganale, e viceversa possono esistere territori con regole particolari.
Il decreto non modifica tariffe aeroportuali, autorizzazioni di rotta, orari dei voli o obblighi fiscali generali delle imprese. La sua funzione è identificare formalmente gli scali nazionali abilitati al traffico doganale e collegarli agli uffici ADM competenti.
Checklist operativa per imprese e professionisti
- Controllare lo scalo: verificare che aeroporto di partenza o arrivo sia presente nell’elenco quando l’operazione coinvolge Paesi extra-UE.
- Verificare l’ufficio competente: usare l’associazione indicata nel decreto per coordinare pratiche e richieste.
- Contattare gestore o handler: accertare orari, preavvisi e servizi disponibili per passeggeri, cargo o aviazione generale.
- Preparare i documenti: fattura commerciale, documento di trasporto, origine, licenze e certificazioni quando richiesti.
- Distinguere UE, Schengen ed extra-UE: non utilizzare queste categorie come sinonimi.
- Aggiornare software e procedure: sostituire i vecchi elenchi e conservare la data di efficacia del 12 novembre 2026.
Fonti ufficiali
L’elenco completo e le regole di efficacia sono contenuti nel decreto 8 settembre 2026 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti archivia il provvedimento anche nella propria scheda dedicata all’individuazione degli aeroporti doganali. Per le regole rivolte ai passeggeri è disponibile la Carta doganale del viaggiatore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
In sintesi: dal 12 novembre 2026 l’Italia dispone di un elenco unico di 47 aeroporti doganali. La lista è utile per individuare scalo e ufficio ADM competente, ma non sostituisce la verifica preventiva delle condizioni operative della singola spedizione o del singolo volo extra-UE.
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Caterina
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