Affiliate marketing nel Regime forfettario

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affiliate marketing nel regime forfettario

Cos’è l’affiliate marketing?

L’affiliazione, o affiliate marketing, consiste in un accordo commerciale in cui un operatore o inserzionista ha un rapporto con soggetti affiliati, al fine di promuovere il proprio business online. L’affiliato è colui che ospita fisicamente le inserzioni (ad esempio sul proprio sito internet) e attraverso l’acquisizione di traffico, provvede a far generare delle specifiche azioni (esempio la vendita di prodotto o servizi) che verranno tracciate tramite codice javascript e che, qualora l’azione si ritenga conclusa (cioè si verifichi realmente l’acquisto), a quest’ultimo verrà versata una retribuzione secondo quanto concordato nel rapporto contrattualizzato tra le parti.

L’affiliazione può essere attivata tra due o più soggetti. Nel caso di un terzo soggetto, spesso si individua il ruolo di una piattaforma, che fa da intermediazione tra un inserzionista e un affiliato. Un esempio noto di piattaforma di affiliate marketing è quella di Amazon, che permette di raggiungere guadagni fino al 12% su acquisti fatti sulla piattaforma.

Legge di Bilancio 2019
Probabilmente nella Legge di Stabilità 2019 sarà implementata la cosiddetta flat tax per il regime forfettario e dei minimi. Nella versione in esame al Parlamento risultano aumentate la soglie del reddito dagli attuali 30.000 euro ai 65.000 euro con aliquote del 15% (5% per i primi 5 anni). Ti invitiamo a tornare sul nostro blog per ulteriori novità.
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Affiliate marketing nel Regime forfettario

La difficoltà di stare al passo con i tempi da parte degli uffici burocratici del nostro paese, come l’Agenzia delle Entrate e la Camera di Commercio, non facilita l’inquadramento di quest’attività che conosce varie interpretazioni.

Aprire la partita Iva per l’attività di affiliate marketing è necessario quando le nostre previsioni superano i 5.000 € di fatturato annuo. Superato questo limite nasce l’esigenza di dover dichiarare i redditi prodotti dalla conduzione di queste campagne pubblicitarie.

Il nostro fermo parere è che si tratta puramente di un’attività imprenditoriale e quindi non da libero professionista/freelance.

Prendiamo come riferimento due esempi pratici e molto comuni:

  • Il freelance che decide di mettersi in proprio per svolgere l’attività di SEO consultant e allo stesso tempo tentare la fortuna con l’affiliate marketing può comunque essere inquadrato come freelance e iscriversi alla gestione separata, per l’attività di SEO consultant e dichiarare i proventi derivanti dalle campagne pubblicitarie come redditi diversi e attendere così che i proventi occasionali derivanti dall’affiliate marketing aumentino, per poi rivedere il proprio inquadramento;
  • il soggetto che decide di intraprendere esclusivamente questa attività a nostro parere, al momento dell’apertura della partita Iva, dopo aver individuato il codice ATECO, dovrà iscriversi in Camera di Commercio trattandosi appunto di attività imprenditoriale.

I Codici Ateco

I codici ATECO utilizzati più frequentemente sono diversi:

  1. 73.11.02: conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari, che a nostro avviso è il più corretto ma potrebbe richiedere però un ulteriore comunicazione comunale come agenzia di affari/pubblicitaria; questa ulteriore comunicazione può essere evitata aprendo partita Iva con un codice leggermente discostante dalla vera attività come codici informatici;
  2. 62.09.09: Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica nca;
  3. 63.99.00: Altre attività dei servizi di informazione nca;
  4. 74.90.99:Altre attività professionali nca) ma anche codici commerciali come per il procacciatore d’affari.

Il regimeforfettario non ha alcun riferimento normativo che ostacola l’attività di affiliate marketing, ma ricordiamo che sarà opportuno iscrivere la partita Iva all’archvio VIES (che abilita i contribuenti ad avere scambi intracomunitari) in modo di poter fatturare i compensi percepiti da clienti residenti fuori dall’Italia (da tenere in considerazione che la sede di Google Adsense ha sede in Irlanda). 

Riepilogando

Ricordiamo che l’iscrizione in Camera di Commercio oltre al 5% di imposta sostitutiva sul reddito imponibile dobbiamo considerare i contributi fissi della gestione Commercianti INPS (i famosi bollettini trimestrali obbligatori da circa 800/900€). Quindi facciamo un riepilogo dei costi fiscali che porta l’attività di affiliazione:

  • 5% imposta sostitutiva su ricavi – costi;
  • 3.500 € di contributi fissi INPS;
  • circa il 23% di contributi IVS calcolati sull’eccedenza che supera il reddito minimale di 15.500 €;
  • 80 €ca diritto camerale annuale

Possiamo quindi concludere che il regime il regime forfettario apre all’attività di affiliate marketing, con un corretto inquadramento da attività imprenditoriale!

— DOMANDE & RISPOSTE —

Elena S.  – DOMANDA:  Si può mettere accanto a redditi con ritenuta d’acconto a diritto d’autore, quindi già con dichiarazione su UNICO, una partita Iva regime forfettario? Immagino comunque di non essere l’unica ad avere dei redditi diversi e volerci aggiungere eventualmente questi.

Staff – RISPOSTA: Possono adottare il regime forfettario anche coloro che già dichiarano redditi occasionali con ritenuta d’acconto a diritto d’autore, anche se l’attività che si andrà ad intraprendere con la partita Iva e il regime forfettario sarà completamente diversa.

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Affiliate marketing nel Regime forfettario ultima modifica: 2018-10-30T17:05:46+00:00 da Staff

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