Chi apre una Partita IVA o una nuova impresa nel 2026 può accedere a incentivi molto diversi tra loro, ma non esiste un unico “fondo per il forfettario”. Le agevolazioni dipendono soprattutto da età, territorio, forma giuridica, caratteristiche del progetto e tipo di investimento. Alcune misure ammettono anche lavoratori autonomi e liberi professionisti; altre sono riservate a imprese o startup innovative.
Per questo la domanda corretta non è soltanto “posso avere un finanziamento se sono forfettario?”, ma quale incentivo è compatibile con il progetto che sto avviando e quando devo aprire la Partita IVA. Nel 2026 le misure nazionali più importanti da conoscere sono Resto al Sud 2.0, Autoimpiego Centro-Nord, Smart&Start Italia e ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero.
Agevolazioni startup e Partita IVA: quali misure guardare nel 2026
Le misure non sono intercambiabili. Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord sono pensate anche per nuove iniziative di lavoro autonomo e libero-professionali di giovani under 35. Smart&Start Italia riguarda invece startup innovative ad alto contenuto tecnologico. ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero sostiene imprese con prevalente partecipazione giovanile o femminile.
| Misura | A chi si rivolge | Forma del sostegno | Punto da verificare |
|---|---|---|---|
| Resto al Sud 2.0 | Under 35 nel Mezzogiorno, anche autonomi e professionisti | Voucher o contributo secondo la linea prevista | Requisiti personali, territorio e data di avvio |
| Autoimpiego Centro-Nord | Under 35 nelle regioni del Centro-Nord, anche autonomi e professionisti | Voucher o contributo secondo la linea prevista | Requisiti personali e progetto ammissibile |
| Smart&Start Italia | Startup innovative o team che intendono costituirne una | Finanziamento a tasso zero fino all’80%, elevabile al 90% in casi previsti | Requisiti di startup innovativa e piano da 100.000 a 1,5 milioni |
| ON – Nuove imprese a tasso zero | Imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile | Finanziamento agevolato; dal 1° luglio 2026 esaurite le risorse per il fondo perduto | Compagine, forma societaria e disponibilità della misura |
La prima differenza rispetto a molte guide generiche online è quindi essenziale: una semplice Partita IVA individuale non dà automaticamente accesso a tutte le agevolazioni per startup. Bisogna leggere i requisiti della singola misura prima di costituire la società, aprire la posizione fiscale o sostenere spese che potrebbero non essere ammesse.
Resto al Sud 2.0: anche per Partite IVA e liberi professionisti
Resto al Sud 2.0, gestito da Invitalia, promuove nuove iniziative in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La misura è rivolta agli under 35 che rientrano nei requisiti soggettivi previsti e ammette espressamente iniziative avviate come lavoro autonomo, libera professione, impresa individuale e società.
Questo è un punto molto importante per chi pensa di dover costituire necessariamente una società per chiedere un incentivo. Per Resto al Sud 2.0, invece, anche una posizione professionale individuale può rientrare tra le forme ammesse, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti.
Attenzione al momento in cui apri la Partita IVA
Le FAQ ufficiali Invitalia chiariscono che, per lavoro autonomo e libera professione, l’avvio dell’iniziativa coincide con la data di apertura della Partita IVA. Inoltre l’iniziativa deve rispettare la finestra temporale prevista dalla misura ed essere inattiva alla data indicata dalle regole.
Quindi aprire la Partita IVA troppo presto, iniziare a fatturare o movimentare la posizione senza aver verificato il bando può compromettere l’accesso. La sequenza corretta è: controllare i requisiti, definire il progetto, verificare le spese e solo dopo scegliere il momento dell’apertura.
Autoimpiego Centro-Nord: l’alternativa per gli under 35 fuori dal Mezzogiorno
Il Piano Integrato Autoimpiego comprende anche Autoimpiego Centro-Nord, rivolto alle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. Anche questa linea è pensata per favorire l’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali.
Per chi apre una Partita IVA individuale la logica è quindi diversa rispetto a Smart&Start: non serve trasformare artificialmente una normale attività professionale in “startup innovativa”. Bisogna piuttosto verificare se si rientra nei requisiti soggettivi del Piano Integrato Autoimpiego e se il progetto e le spese sono ammessi.
Smart&Start Italia: quando serve davvero una startup innovativa
Smart&Start Italia sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico su tutto il territorio nazionale. Non è quindi il finanziamento standard per qualunque freelance che apre una Partita IVA.
Invitalia indica tra i beneficiari le startup innovative di piccola dimensione costituite da non più di 60 mesi e i team di persone che intendono costituire una startup innovativa. I piani finanziabili prevedono spese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.
L’agevolazione ordinaria consiste in un finanziamento a tasso zero che copre l’80% delle spese ammissibili. La copertura può arrivare al 90% nei casi previsti, ad esempio per startup interamente costituite da donne e/o giovani sotto i 36 anni o in presenza delle specifiche condizioni legate alla ricerca. Per startup con sede in alcune regioni del Mezzogiorno è inoltre prevista, secondo le regole della misura, una componente a fondo perduto pari al 30% del finanziamento.
Questa misura ha senso quando il progetto possiede realmente i requisiti di innovazione e scalabilità richiesti. Una normale attività di consulenza, grafica, assistenza amministrativa o servizi professionali non diventa startup innovativa soltanto perché utilizza strumenti digitali.
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero: cosa è cambiato dal luglio 2026
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è destinato alle imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile. È una misura diversa sia dall’autoimpiego individuale sia da Smart&Start.
Un aggiornamento importante riguarda il 2026: Invitalia ha comunicato l’esaurimento delle risorse destinate ai contributi a fondo perduto. Per le domande presentate dal 1° luglio 2026 le agevolazioni vengono concesse nella sola forma del finanziamento agevolato. Chi confronta guide pubblicate nei mesi precedenti deve quindi verificare sempre lo stato aggiornato dello sportello.
Regime forfettario e contributi a fondo perduto sono compatibili?
Il fatto di applicare il regime forfettario non rende automaticamente incompatibile qualsiasi incentivo, ma neppure garantisce che ogni contributo possa essere ricevuto e trattato allo stesso modo. Bisogna distinguere almeno tre verifiche:
- requisiti della misura: forma giuridica, età, territorio, stato occupazionale, caratteristiche del progetto;
- regole fiscali del forfettario: requisiti di accesso e permanenza, ricavi e compensi dell’attività e trattamento delle somme ricevute;
- regole del bando: spese ammesse, tempi, modalità di pagamento, cumulo con altri incentivi e rendicontazione.
Per il calcolo ordinario del reddito e dell’imposta puoi approfondire il funzionamento nella guida al calcolo delle tasse nel regime forfettario. La gestione di un’agevolazione va però verificata separatamente sulla base del provvedimento che la disciplina.
Quali spese possono essere finanziate
Le spese ammissibili cambiano da misura a misura. In linea generale, i programmi possono finanziare beni strumentali, attrezzature, software, servizi specialistici, personale e alcune spese di funzionamento. Smart&Start, ad esempio, finanzia piani di impresa da 100.000 a 1,5 milioni di euro comprendenti investimenti, servizi, personale e costi di funzionamento secondo le regole previste.
Non bisogna però acquistare attrezzature o firmare contratti pensando che verranno rimborsati automaticamente. Alcune spese sono ammissibili solo se sostenute dopo una determinata data, con modalità di pagamento tracciabili e nel rispetto della procedura di rendicontazione.
Il business plan non è una formalità
Per le misure che prevedono una valutazione del progetto, il business plan deve spiegare in modo credibile chi comprerà il prodotto o servizio, perché, a quale prezzo, con quali costi e con quali risorse verrà realizzato. Copiare un modello generico e aggiungere previsioni di fatturato molto ottimistiche indebolisce la domanda.
- descrivi il problema che il progetto risolve;
- identifica clienti e mercato raggiungibile;
- spiega il modello di ricavo;
- collega ogni investimento a un bisogno concreto;
- costruisci previsioni economiche coerenti;
- dimostra competenze e capacità operative del team;
- prevedi la quota di risorse proprie eventualmente necessaria.
Partita IVA individuale o società: come scegliere prima della domanda
La forma giuridica non dovrebbe essere scelta solo per inseguire un incentivo. Una Partita IVA individuale può essere appropriata per un’attività professionale semplice; una società può essere necessaria quando ci sono più soci, investitori, responsabilità da separare o quando la misura prescelta richiede una determinata struttura.
Smart&Start, per esempio, ha come riferimento la startup innovativa; Resto al Sud 2.0 ammette invece anche lavoro autonomo e libera professione. Prima di costituire una società è quindi utile confrontare requisiti del bando, costi amministrativi, previdenza, fiscalità e prospettive reali dell’attività.
Checklist prima di chiedere un incentivo
- Definisci attività, servizi o prodotti che vuoi vendere.
- Verifica territorio, età e requisiti personali.
- Controlla se la misura ammette professionisti, ditte individuali o solo società.
- Non aprire la Partita IVA prima di aver verificato le regole sulla data di avvio.
- Controlla quali spese sono ammissibili e da quale data.
- Prepara un business plan basato su numeri sostenibili.
- Verifica eventuale cofinanziamento e liquidità necessaria.
- Controlla cumulo e incompatibilità con altri aiuti.
- Usa esclusivamente le istruzioni aggiornate del soggetto gestore.
Errori frequenti sulle agevolazioni per nuove Partite IVA
- Pensare che “startup” significhi qualsiasi nuova Partita IVA.
- Aprire la posizione fiscale troppo presto rispetto alla finestra prevista dal bando.
- Confondere finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto.
- Usare informazioni vecchie su sportelli le cui condizioni sono cambiate.
- Costituire una società solo per inseguire un’agevolazione non adatta al progetto.
- Sostenere spese prima di aver verificato l’ammissibilità.
- Presentare un business plan costruito solo per raggiungere l’importo massimo finanziabile.
Domande frequenti su Partita IVA e agevolazioni startup
Posso ottenere fondi con una semplice Partita IVA?
Sì, alcune misure ammettono lavoro autonomo e libera professione. Resto al Sud 2.0, per esempio, comprende espressamente queste forme. Altri incentivi richiedono invece una società o una startup innovativa.
Il regime forfettario impedisce di chiedere un incentivo?
Non in modo automatico. Va verificata la misura specifica, insieme alle regole fiscali applicabili alle somme ricevute e ai requisiti di permanenza nel regime.
Smart&Start è adatto a un normale freelance?
Non necessariamente. Smart&Start è rivolto alle startup innovative e ai team che intendono costituirne una. Una normale attività professionale senza i requisiti di startup innovativa deve valutare strumenti diversi.
Conviene aprire subito la Partita IVA prima di fare domanda?
No, non senza avere controllato il bando. In alcune misure la data di apertura coincide con l’avvio dell’iniziativa e può incidere sull’ammissibilità.
Nel 2026 ON prevede ancora il fondo perduto?
Invitalia ha comunicato che le risorse destinate alla componente a fondo perduto sono esaurite: per le domande presentate dal 1° luglio 2026 l’agevolazione è concessa nella sola forma del finanziamento agevolato.
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