Per aprire la Partita IVA come illustratore nel 2026 bisogna partire dai servizi che verranno realmente venduti: illustrazioni editoriali, immagini per campagne pubblicitarie, packaging, visual per siti e app, character design, tavole, copertine, infografiche o contenuti destinati ai social. Per l’attività professionale di illustratore, ATECO 2025 individua nel 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva il riferimento più coerente, con coefficiente di redditività del 78%.
Prima di aprire: definire servizi e clienti
La prima verifica riguarda il modello di lavoro. Un illustratore può operare per editori, agenzie, aziende, studi creativi, startup o clienti esteri e può essere pagato a progetto, a tavola, a giornata o attraverso licenze di utilizzo. È utile distinguere fin dall’inizio la prestazione professionale dalla vendita di prodotti fisici e dalla cessione o licenza di diritti economici sulle opere.
ATECO 74.12.09 per l’illustratore
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono nel 74.12.09 le attività di illustratori, disegnatori grafici e grafici pubblicitari. Il codice è quindi coerente quando il professionista realizza immagini e contenuti visivi su commissione nell’ambito della progettazione grafica e della comunicazione visiva.
Come aprire concretamente la Partita IVA
Nel tipico lavoro autonomo professionale l’apertura avviene tramite il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate, indicando il codice attività e il regime fiscale prescelto. Se non esiste una vera organizzazione commerciale o imprenditoriale, l’illustratore professionista non viene automaticamente trattato come commerciante solo perché consegna file digitali ai clienti.
Quando può servire la Camera di Commercio
La situazione cambia se all’attività professionale si affianca una vendita abituale e organizzata di stampe, poster, libri, gadget, merchandising o altri prodotti, anche tramite e-commerce. In quel caso va verificata l’eventuale componente d’impresa, il relativo codice ATECO, l’iscrizione al Registro Imprese e la previdenza applicabile alla parte commerciale.
Regime forfettario e coefficiente del 78%
Con ATECO 74.12.09 il coefficiente di redditività è del 78%. Su 30.000 euro di compensi incassati, il reddito lordo forfettario è 23.400 euro. Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo presunto: computer, tavoletta grafica, software, materiali, corsi e trasferte non vengono dedotti singolarmente.
Gestione Separata INPS nel 2026
Per l’illustratore libero professionista senza una cassa previdenziale propria, la previdenza ordinaria è la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per chi non è pensionato e non è assicurato presso altra forma obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.
Diritto d’autore: cosa chiarire nel contratto
La legge n. 633/1941 tutela le opere creative. Nel contratto conviene indicare se il cliente acquista soltanto il file finale oppure anche specifici diritti di utilizzazione economica, per quali mezzi, territori e periodi, e se l’uso è esclusivo. La presenza di diritti d’autore non significa però che qualsiasi compenso dell’illustratore debba essere automaticamente trattato fuori dalla Partita IVA: conta la natura reale dell’incarico.
Preventivo, revisioni e acconti
Per evitare lavori non remunerati è utile stabilire nel preventivo numero di bozze e revisioni incluse, formati di consegna, scadenze, compenso per modifiche extra e condizioni di annullamento. Nei lavori lunghi si possono prevedere acconti e milestone. Nel forfettario conta normalmente il momento dell’incasso, quindi anche gli acconti devono essere monitorati per le soglie annuali.
Clienti esteri e piattaforme
Un illustratore può lavorare con committenti UE o extra-UE e usare piattaforme internazionali. La Partita IVA italiana resta compatibile con questi rapporti, ma territorialità IVA, fatturazione e adempimenti vanno verificati in base al cliente e al servizio. Commissioni delle piattaforme e cambi valuta incidono sul margine reale anche se nel forfettario non sono dedotti analiticamente.
Vendita di file digitali, stampe e merchandise
La consegna di un file commissionato dal cliente rientra normalmente nella prestazione professionale. Diverso è gestire un catalogo di download, stampe o prodotti venduti al pubblico in modo abituale. Se questa seconda attività acquista autonomia economica, va verificato un codice ulteriore e il corretto inquadramento previdenziale e amministrativo.
Quanto costa iniziare
I costi tipici comprendono computer, tavoletta, monitor, software, font e asset con licenza, sito, portfolio, stampa campioni, assicurazione, formazione e promozione. Chi lavora soprattutto in digitale può avere spese contenute; chi produce anche oggetti fisici può avere costi molto più elevati e dovrebbe confrontarli con il 22% di costi presunti dal coefficiente del 78%.
Acconti, consegna e organizzazione della liquidità
Per incarichi editoriali o campagne che durano più settimane è prudente concordare un acconto iniziale e pagamenti intermedi collegati a fasi verificabili del progetto. L’acconto incassato entra nel monitoraggio fiscale dell’anno in cui viene percepito. Separare una quota di ogni pagamento per contributi, imposta sostitutiva e futuri acconti evita di utilizzare come disponibilità personale somme che serviranno alle scadenze fiscali successive. Anche la data di saldo dovrebbe essere coordinata con consegna finale, approvazione e concessione dei diritti previsti dal contratto.
Checklist prima della prima fattura
- definire i servizi principali;
- verificare ATECO 74.12.09;
- scegliere il regime fiscale;
- aprire la Gestione Separata se dovuta;
- predisporre fatturazione elettronica;
- definire contratti, diritti e revisioni;
- distinguere eventuale vendita commerciale;
- organizzare i rapporti con clienti esteri;
- monitorare incassi e soglie del forfettario.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario illustratore, il codice ATECO illustratore, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per illustratori.
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