Il codice ATECO dell’illustratore nel 2026 è normalmente 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva quando il lavoro consiste nella realizzazione professionale di illustrazioni, immagini, tavole e contenuti visivi su commissione. La scelta non deve però basarsi solo sul titolo usato dal professionista: fumetti, vendita abituale di prodotti, sviluppo grafico, animazione e cessione di diritti possono richiedere verifiche ulteriori.
ISTAT include espressamente gli illustratori nel 74.12.09
Le note esplicative ATECO 2025 di ISTAT comprendono nel 74.12.09 le attività di illustratori, disegnatori grafici, grafici pubblicitari e altri professionisti della comunicazione visiva. È quindi il codice da valutare per chi produce immagini destinate a editoria, advertising, packaging, web, social, comunicazione aziendale o progetti visivi.
Quando il 74.12.09 è coerente
- illustrazioni editoriali e copertine;
- visual per campagne pubblicitarie;
- illustrazioni per packaging e prodotti;
- character design e concept visivi;
- infografiche e immagini per siti e app;
- tavole commissionate da aziende o agenzie;
- contenuti illustrati per social e comunicazione;
- progetti grafici in cui l’illustrazione è la prestazione principale.
Illustratore e grafico
Illustratore e grafico possono condividere il 74.12.09 perché entrambi operano nella progettazione grafica e nella comunicazione visiva. La differenza pratica riguarda il tipo di deliverable: l’illustratore crea soprattutto immagini originali e tavole, mentre il grafico può concentrarsi su impaginazione, identità visiva, layout e composizione. Se il professionista svolge entrambe le attività all’interno dello stesso servizio, non è necessario moltiplicare i codici senza una reale autonomia economica delle prestazioni.
Illustratore e fumettista
Il fumettista può rientrare in un inquadramento diverso quando l’attività prevalente è la creazione artistica di fumetti e opere assimilabili. Sul sito è disponibile la guida dedicata al codice ATECO del fumettista. Un illustratore che realizza occasionalmente una sequenza narrativa non cambia automaticamente codice; conta l’attività abituale e prevalente effettivamente venduta.
Storyboard, concept art e character design
Storyboard, concept e character design possono rientrare nella comunicazione visiva quando vengono venduti come servizi di progettazione e illustrazione. Se però il professionista svolge stabilmente attività di produzione audiovisiva, animazione o altra lavorazione tecnica distinta, va verificata la classificazione specifica della componente prevalente.
Vendita di stampe e merchandise
Il 74.12.09 descrive una prestazione professionale. Se l’illustratore vende abitualmente al pubblico stampe, poster, libri, t-shirt, gadget o altri prodotti, la vendita può costituire un’attività commerciale autonoma. In quel caso vanno verificati codice aggiuntivo, Registro Imprese, previdenza e gestione separata dei ricavi. La semplice consegna dell’illustrazione commissionata al cliente non equivale invece a commercio.
File digitali e marketplace
La vendita ripetuta di file digitali preconfezionati su marketplace può avere caratteristiche diverse dalla realizzazione di un file personalizzato su commissione. Prima di usare lo stesso codice per entrambe le attività bisogna verificare come viene generato il ricavo: compenso professionale per un incarico, licenza di utilizzo di un’opera oppure vendita organizzata di un catalogo digitale.
Diritto d’autore e codice ATECO
La legge n. 633/1941 disciplina la tutela delle opere creative e i diritti di utilizzazione economica. Il fatto che un’illustrazione sia protetta dal diritto d’autore non determina però da solo il codice ATECO o il trattamento fiscale. Occorre leggere il contratto: una prestazione professionale abituale può includere anche la concessione di diritti sul risultato creativo.
Coefficiente di redditività del 78%
Con ATECO 74.12.09, nel regime forfettario il coefficiente di redditività di riferimento è 78%. Su 40.000 euro di compensi, il reddito lordo fiscale è 31.200 euro. Il 22% restante rappresenta costi presunti e non la percentuale delle spese reali sostenute.
Previdenza: Gestione Separata
Per l’illustratore libero professionista privo di una cassa previdenziale propria, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota complessiva è del 26,07% per chi non è pensionato e non è assicurato presso altra forma obbligatoria; nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati l’aliquota è del 24%.
Come descrivere il servizio in fattura
Descrizioni come “realizzazione illustrazioni editoriali”, “illustrazione per campagna pubblicitaria”, “character design”, “illustrazioni per packaging” o “progettazione visiva illustrata” aiutano a documentare il servizio realmente reso. Se è previsto anche un corrispettivo specifico per licenza o cessione di diritti, è utile che il contratto e la fattura lo rappresentino in modo coerente.
Quando aggiungere un secondo codice
Un secondo codice può essere utile quando l’illustratore svolge stabilmente una seconda attività autonoma, per esempio commercio di prodotti, sviluppo software, formazione o altra professione con ricavi separabili. Se invece quelle attività sono soltanto fasi accessorie dell’incarico di illustrazione, aggiungere codici senza necessità può rendere meno chiara la posizione.
Esempi pratici
- Copertine per un editore: 74.12.09 coerente.
- Illustrazioni per campagne di un’agenzia: 74.12.09 coerente.
- Character design per una startup: normalmente riconducibile alla progettazione visiva.
- Negozio online di poster e gadget: verificare anche attività commerciale.
- Fumetti come attività principale: confrontare l’inquadramento dedicato al fumettista.
- Corso di illustrazione venduto stabilmente: verificare attività formativa aggiuntiva.
Nei casi misti è utile conservare preventivi, contratti e fatture che descrivano con precisione le diverse prestazioni: questa documentazione consente di verificare nel tempo quale attività è realmente prevalente e se un secondo codice è diventato necessario.
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