Aprire la Partita IVA come accompagnatore turistico nel 2026 richiede due verifiche distinte: prima bisogna accertare di poter esercitare la professione secondo le regole della Regione competente, poi si imposta la posizione fiscale con il codice ATECO corretto. Per gli altri servizi di accompagnamento turistico il riferimento ATECO 2025 è 79.90.03.
La Partita IVA non sostituisce infatti l’abilitazione professionale. Il Ministero del Turismo rinvia alle singole Regioni per le procedure di accesso alla professione; solo dopo questo controllo si possono definire correttamente apertura fiscale, regime forfettario, Gestione Separata INPS, fatture e adempimenti collegati.
Come aprire Partita IVA da accompagnatore turistico: checklist 2026
- verificare i requisiti professionali e la procedura di abilitazione prevista dalla Regione competente;
- definire con precisione i servizi che verranno svolti;
- verificare che 79.90.03 descriva realmente l’attività di accompagnamento;
- distinguere l’accompagnamento dalla guida turistica, dall’accompagnamento naturalistico e dall’organizzazione di viaggi;
- presentare la dichiarazione di inizio attività IVA con il modello previsto per il lavoratore autonomo persona fisica, quando l’attività è professionale;
- verificare requisiti e cause ostative del regime forfettario;
- iscriversi alla Gestione Separata INPS quando questo è l’inquadramento previdenziale applicabile;
- impostare fatturazione elettronica, eventuale bollo e regole per clienti italiani o esteri;
- verificare eventuali ulteriori comunicazioni o adempimenti regionali e locali richiesti per l’esercizio della professione.
Quando serve davvero la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta in modo abituale e professionale. Il criterio fiscale non dipende da una soglia generale di 5.000 euro: quel valore viene spesso richiamato per specifiche regole previdenziali del lavoro autonomo occasionale, ma non consente di esercitare stabilmente senza Partita IVA.
Se l’accompagnatore offre i propri servizi con continuità, collabora regolarmente con agenzie o operatori, promuove l’attività e organizza stabilmente il proprio lavoro, la posizione fiscale deve essere impostata come attività abituale fin dall’avvio.
Prima dell’apertura: verificare l’abilitazione regionale
L’accompagnatore turistico è una professione turistica regolamentata. Il Ministero del Turismo descrive la figura e, per le procedure utili all’abilitazione, rinvia alle singole Regioni.
Non esiste quindi una procedura amministrativa unica da applicare indistintamente in tutta Italia. In base alla Regione possono rilevare formazione, esami, attestazioni, iscrizioni in elenchi, tesserini, comunicazioni di inizio attività o altri adempimenti. Per approfondire requisiti, corso, esame e patentino consulta la guida su come diventare accompagnatore turistico. Prima di aprire la posizione fiscale va verificata la disciplina vigente nel territorio competente.
Cosa fa l’accompagnatore turistico e cosa non deve confondere con altre professioni
L’accompagnatore accoglie e assiste persone o gruppi durante il viaggio, cura gli aspetti pratici, amministrativi e logistici e supporta l’attuazione del programma. Può fornire informazioni generali sul viaggio e sulle località visitate, ma opera fuori dall’ambito professionale della guida turistica.
La distinzione è importante anche fiscalmente: ATECO 2025 separa i servizi di guida turistica, l’accompagnamento in ambiente naturale, gli altri servizi di accompagnamento turistico e le altre attività di assistenza turistica.
Codice ATECO accompagnatore turistico: 79.90.03
Per gli altri servizi di accompagnamento turistico il codice corrente è 79.90.03. Le note ISTAT comprendono assistenza burocratica, amministrativa e logistica, coordinamento e supporto all’attuazione del programma di viaggio e informazioni generali sulle località visitate.
Il vecchio 79.90.20 riuniva guide e accompagnatori nella classificazione precedente. Dal 2025 le attività sono state separate. Per attività incluse, esclusioni, differenza dalla guida e previdenza consulta il codice ATECO dell’accompagnatore turistico.
Attenzione: organizzare viaggi e pacchetti è un’attività diversa
Accompagnare un gruppo nell’esecuzione di un programma già predisposto non equivale a operare come agenzia di viaggio o tour operator. Se il professionista vende, combina o organizza stabilmente per proprio conto viaggi e servizi turistici, va verificato un inquadramento diverso.
La distinzione incide non solo sul codice ATECO, ma anche su eventuali autorizzazioni, forma dell’attività, iscrizione camerale e previdenza. Per questo non bisogna usare 79.90.03 come codice generico per ogni attività connessa al turismo.
Modello AA9/12 per il libero professionista
Quando l’attività è esercitata come lavoro autonomo professionale da una persona fisica, l’apertura fiscale utilizza normalmente il modello AA9/12, previsto per imprese individuali e lavoratori autonomi. Nella dichiarazione vengono indicati, tra gli altri dati, la data di inizio e il codice dell’attività.
Se invece l’attività concreta assume natura imprenditoriale o richiede iscrizioni e pratiche ulteriori, il percorso amministrativo va verificato separatamente. Il solo codice 79.90.03 non consente di decidere automaticamente se serva o meno la Camera di Commercio.
Regime forfettario: soglie e requisiti 2026
L’accompagnatore turistico persona fisica può applicare il regime forfettario se rispetta tutte le condizioni previste dalla legge. Nel 2026 il limite ordinario dei ricavi o compensi dell’anno precedente è pari a 85.000 euro.
Il superamento di 100.000 euro durante l’anno determina l’uscita immediata secondo la disciplina vigente. Devono inoltre essere verificate le cause ostative, comprese quelle relative a partecipazioni societarie, rapporti con datori di lavoro e redditi di lavoro dipendente. Per requisiti, soglie, coefficiente e previdenza consulta la guida sul regime forfettario dell’accompagnatore turistico.
Accompagnatore dipendente e Partita IVA: soglia 35.000 euro
Lavoro dipendente e attività autonoma possono coesistere, ferme le eventuali incompatibilità del rapporto di lavoro e le regole professionali applicabili. Ai fini del forfettario, nel 2026 la specifica causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente utilizza la soglia di 35.000 euro, salvo le eccezioni previste quando il rapporto è cessato.
La presenza di altra copertura previdenziale è rilevante anche per determinare l’aliquota della Gestione Separata quando questa è dovuta.
Coefficiente di redditività: 67%
Nel 2026 il coefficiente di redditività di riferimento è 67%. Il 67% dei compensi o ricavi rilevanti forma il reddito forfettario lordo; la quota restante rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente.
L’imposta sostitutiva ordinaria è del 15%. Può scendere al 5% per l’anno di avvio e i quattro successivi quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività. Il 5% non è automatico per il solo fatto di aprire una nuova Partita IVA.
Gestione Separata INPS nel caso professionale
Se l’accompagnatore esercita come libero professionista senza una cassa previdenziale autonoma e l’attività non è soggetta a un’altra forma di previdenza obbligatoria, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota complessiva per il professionista non assicurato presso altra forma obbligatoria è del 26,07%. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma pensionistica obbligatoria è del 24%. L’INPS riepiloga destinatari e iscrizione nella pagina Iscrizione liberi professionisti.
Fatturazione: cosa preparare fin dall’inizio
Dopo l’apertura bisogna impostare numerazione, fatturazione elettronica, eventuale bollo, descrizione del servizio e conservazione dei documenti. Nel forfettario le fatture seguono le specifiche regole del regime e non espongono normalmente IVA.
Se i clienti sono agenzie o operatori esteri, la disciplina IVA e gli adempimenti possono cambiare in funzione del Paese del cliente e della natura del rapporto. Prima della prima fattura estera è opportuno verificare il caso concreto e non replicare automaticamente il modello usato per un cliente italiano.
Quanto costa aprire la Partita IVA?
L’attribuzione fiscale della Partita IVA non comporta di per sé una tassa statale di apertura. Possono però esistere costi per assistenza professionale e, soprattutto, costi collegati alla procedura regionale di abilitazione, adempimenti amministrativi, assicurazione, strumenti di lavoro e gestione fiscale.
Il budget iniziale va quindi costruito sulla situazione reale e sulla Regione in cui viene avviata l’attività, evitando di presentare una cifra nazionale unica che non esiste.
Errori da evitare prima di iniziare
- aprire la Partita IVA senza aver verificato prima i requisiti regionali per esercitare;
- considerare 5.000 euro una soglia generale per lavorare abitualmente senza Partita IVA;
- usare il vecchio ATECO 79.90.20 senza verificare la classificazione 2025;
- confondere accompagnatore turistico e guida turistica;
- usare 79.90.03 per organizzare e vendere viaggi come agenzia o tour operator;
- considerare automatica l’iscrizione camerale senza verificare la forma dell’attività;
- applicare sempre il 26,07% INPS senza verificare altra copertura previdenziale;
- considerare il 5% automatico per ogni nuova attività.
In sintesi
Per aprire Partita IVA da accompagnatore turistico nel 2026 bisogna prima verificare l’abilitazione prevista dalla Regione competente e poi impostare correttamente l’attività fiscale. Il codice ATECO di riferimento è 79.90.03, il coefficiente forfettario è 67% e, nel tipico lavoro autonomo professionale senza cassa, la previdenza è la Gestione Separata INPS. Attività di guida turistica, accompagnamento naturalistico e organizzazione di viaggi richiedono invece verifiche e inquadramenti distinti.
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