Il regime forfettario per accompagnatore turistico nel 2026 può essere applicato quando sono rispettati tutti i requisiti fiscali e l’attività è correttamente inquadrata. Per gli altri servizi di accompagnamento turistico il codice ATECO corrente è 79.90.03, il coefficiente di redditività è 67% e, nel tipico lavoro autonomo professionale senza cassa, la previdenza è la Gestione Separata INPS.
Prima dei calcoli c’è però un controllo essenziale: l’accompagnatore turistico è una professione regolamentata e il Ministero del Turismo rinvia alle singole Regioni per le procedure di abilitazione. Partita IVA e codice ATECO non sostituiscono quindi i requisiti professionali necessari per esercitare.
Regime forfettario accompagnatore turistico 2026: dati essenziali
| Voce | Dato di riferimento |
|---|---|
| Codice ATECO | 79.90.03 – Altri servizi di accompagnamento turistico |
| Limite ordinario del forfettario | 85.000 euro nell’anno precedente |
| Uscita immediata | oltre 100.000 euro percepiti durante l’anno |
| Coefficiente di redditività | 67% |
| Imposta sostitutiva | 15% ordinaria; 5% se spettante |
| Previdenza tipica del libero professionista senza cassa | Gestione Separata INPS |
| INPS senza altra previdenza obbligatoria | 26,07% nel 2026 |
| INPS con altra previdenza obbligatoria o pensione | 24% nel 2026 |
| Abilitazione | Da verificare secondo la procedura regionale competente |
Chi può applicare il regime forfettario
Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche che rispettano i requisiti previsti dalla legge e non ricadono nelle cause di esclusione. Il primo controllo riguarda i ricavi o compensi dell’anno precedente, che non devono superare 85.000 euro.
- vanno rispettati i limiti previsti per spese di lavoro dipendente e collaboratori;
- devono essere controllate eventuali partecipazioni societarie incompatibili;
- vanno verificati i rapporti prevalenti con datori di lavoro attuali o precedenti;
- deve essere controllata la causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati;
- devono essere rispettate le altre condizioni previste dalla disciplina del regime.
Soglie di 85.000 e 100.000 euro
Se nell’anno precedente i compensi superano 85.000 euro, il regime non può essere applicato nell’anno successivo. Se invece durante l’anno i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, la fuoriuscita avviene immediatamente secondo le regole vigenti.
Chi lavora con più agenzie o ha una forte stagionalità dovrebbe quindi monitorare gli incassi durante l’anno e non attendere la dichiarazione successiva.
Accompagnatore dipendente: soglia 35.000 euro nel 2026
Lavoro dipendente e attività autonoma possono coesistere, ferme le eventuali incompatibilità contrattuali e professionali. Nel 2026 la specifica causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente utilizza la soglia di 35.000 euro, salvo le eccezioni previste quando il rapporto è cessato.
La presenza di altra copertura previdenziale può incidere anche sull’aliquota della Gestione Separata quando questa è dovuta.
ATECO accompagnatore turistico: 79.90.03
ATECO 2025 utilizza il codice 79.90.03 – Altri servizi di accompagnamento turistico per l’assistenza pratica e logistica durante il viaggio, il coordinamento del programma e le informazioni generali sulle località visitate.
Il codice non va confuso con 79.90.01 per i servizi di guida turistica, 79.90.02 per l’accompagnamento in ambiente naturale o con le attività di agenzia e tour operator. Tutte le differenze sono nella guida sul codice ATECO dell’accompagnatore turistico.
Abilitazione regionale: il codice ATECO non basta
L’accompagnatore turistico è una professione regolamentata. Il Ministero del Turismo rimanda alle singole Regioni per le procedure di abilitazione.
In base al territorio possono rilevare corsi, esami, attestazioni, elenchi, tesserini o comunicazioni specifiche. Per approfondire requisiti, abilitazione e patentino consulta come diventare accompagnatore turistico. La procedura fiscale deve partire solo dopo aver verificato il requisito professionale; per i passaggi pratici consulta come aprire Partita IVA da accompagnatore turistico.
Accompagnatore turistico, guida e tour operator: attività diverse
L’accompagnatore assiste il gruppo e supporta l’attuazione di un programma di viaggio. La guida turistica svolge invece l’illustrazione e l’interpretazione professionale del patrimonio culturale; chi organizza e vende viaggi o pacchetti per proprio conto svolge un’attività ancora diversa.
Questa distinzione può cambiare codice ATECO, autorizzazioni, forma organizzativa e previdenza. Il 79.90.03 non deve quindi diventare un contenitore generico per qualsiasi servizio turistico.
Coefficiente di redditività: 67%
Nel 2026 il coefficiente di redditività di riferimento è 67%. Il 67% dei compensi o ricavi rilevanti forma il reddito forfettario lordo; il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente.
Il coefficiente non è una tassa. Dal reddito così determinato si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori deducibili e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva.
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
L’imposta sostitutiva ordinaria è pari al 15%. Può scendere al 5% per l’anno di avvio e i quattro successivi quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Il 5% non è automatico per il solo fatto di aprire una nuova Partita IVA. Per formula, contributi ed esempi numerici consulta il calcolo tasse dell’accompagnatore turistico.
Gestione Separata INPS nel caso professionale
Quando l’attività viene esercitata come libero professionista senza una cassa previdenziale autonoma e non è soggetta per la stessa attività a un’altra gestione obbligatoria, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota complessiva per chi non è assicurato presso altra forma obbligatoria è del 26,07%. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma pensionistica obbligatoria l’aliquota è del 24%. L’INPS riepiloga i valori nella propria pagina sulle aliquote 2026.
Professionista o impresa: perché va verificato
Il semplice uso del codice 79.90.03 non decide da solo la forma dell’attività. Se il servizio viene svolto personalmente, con prevalenza del lavoro professionale, l’inquadramento può essere quello del libero professionista. Se invece esiste un’organizzazione imprenditoriale o vengono venduti e organizzati servizi turistici propri, il quadro cambia.
Prima di assumere automaticamente Gestione Separata o assenza di Camera di Commercio bisogna quindi verificare il modo concreto in cui viene esercitata l’attività.
Fatture ad agenzie italiane ed estere
Molti accompagnatori lavorano per agenzie, tour operator o altri soggetti professionali. Nel forfettario bisogna gestire correttamente fatturazione elettronica, eventuale bollo e descrizione della prestazione.
Quando il cliente è estero possono cambiare territorialità IVA e adempimenti. La fattura verso un’agenzia italiana non va quindi replicata automaticamente per un operatore UE o extra-UE senza verificare il caso concreto.
Spese reali e convenienza del forfettario
Trasporti, telefono, assicurazione, formazione, strumenti e altre normali spese non vengono dedotti analiticamente nel forfettario. Il sistema presume i costi attraverso il coefficiente del 67%.
Un accompagnatore con spese reali molto elevate dovrebbe quindi confrontare il netto finale con il regime ordinario. La sola aliquota nominale del 15% non basta a stabilire quale regime conviene.
Quando può essere utile un commercialista
L’assistenza è particolarmente utile quando non è chiara la distinzione tra professione e impresa, vengono svolte più attività, si lavora con clienti esteri, esiste contemporaneamente un lavoro dipendente o ci si avvicina alle soglie del forfettario.
Per confrontare servizi e preventivi consulta la guida sul commercialista per accompagnatore turistico.
Quando il forfettario può non convenire
- quando i costi reali dell’attività sono elevati;
- quando vengono sostenute molte spese di viaggio non recuperate separatamente;
- quando il professionista è vicino alle soglie di permanenza;
- quando lavoro dipendente o partecipazioni richiedono un controllo delle cause ostative;
- quando sono svolte più attività con inquadramenti diversi;
- quando l’attività evolve verso una vera organizzazione imprenditoriale.
Errori da evitare
- aprire la Partita IVA senza aver verificato l’abilitazione regionale;
- usare il vecchio ATECO 79.90.20 come riferimento corrente;
- confondere accompagnatore turistico, guida e tour operator;
- scegliere il forfettario guardando soltanto alla soglia di 85.000 euro;
- confondere coefficiente 67% e aliquota d’imposta;
- applicare Gestione Separata senza verificare la forma concreta dell’attività;
- considerare il 5% automatico per ogni nuova Partita IVA;
- trascurare le regole delle fatture verso clienti esteri.
In sintesi
Nel 2026 un accompagnatore turistico in regime forfettario deve coordinare abilitazione regionale, ATECO 79.90.03, limite di 85.000 euro, coefficiente 67%, imposta 15% o 5%, Gestione Separata INPS e fatturazione. Il regime può essere semplice e conveniente, ma soltanto se attività professionale, previdenza e adempimenti vengono verificati correttamente fin dall’inizio.
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