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Aprire Partita IVA antennista 2026: ATECO, DM 37/08 e requisiti

Aggiornato il 4 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Aprire Partita IVA antennista 2026: ATECO, DM 37/08 e requisiti

Per aprire la Partita IVA da antennista nel 2026 non basta scegliere il regime fiscale: occorre inquadrare l’impresa con il codice ATECO 43.21.02, verificare i requisiti tecnico-professionali del D.M. 37/2008 e avviare correttamente l’attività impiantistica presso il Registro delle Imprese.

Argomenti del post

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  • ATECO 43.21.02 per antenne e telecomunicazioni
  • Prima verifica: quali impianti vuoi installare?
  • D.M. 37/2008: lettera B
  • Responsabile tecnico: chi può esserlo
  • Quali requisiti tecnico-professionali vengono valutati
  • SCIA al Registro delle Imprese
  • Quando si può iniziare a lavorare
  • ComUnica, INPS e INAIL
  • Quando può servire anche la lettera A
  • Dichiarazione di conformità
  • Regime forfettario: coefficiente 86%
  • INPS Artigiani 2026
  • Attrezzature e costi iniziali
  • Lavoro in quota e sicurezza
  • Checklist prima dell’apertura
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

ATECO 43.21.02 per antenne e telecomunicazioni

Le note ISTAT ATECO 2025 includono nel 43.21.02 cablaggi per telecomunicazioni, reti e sistemi televisivi via cavo, fibra ottica, parabole satellitari, allarmi antifurto e relativa manutenzione. È il codice da verificare per l’antennista che installa o mantiene impianti di ricezione e distribuzione del segnale.

Prima verifica: quali impianti vuoi installare?

Occorre definire fin dall’inizio se l’attività comprende solo antenne e parabole oppure anche reti dati, fibra, allarmi, videosorveglianza o veri impianti elettrici. Il codice ATECO e soprattutto le abilitazioni tecniche devono riflettere ciò che viene realmente eseguito e fatturato.

D.M. 37/2008: lettera B

Il D.M. 37/2008 vigente ricomprende nella lettera B gli impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici destinati alla gestione e distribuzione dei segnali TV, telefono e dati. L’impresa deve quindi essere abilitata prima di iniziare l’attività regolamentata.

Responsabile tecnico: chi può esserlo

L’impresa deve disporre di un soggetto con i requisiti tecnico-professionali dell’art. 4 del D.M. 37/2008. Può essere il titolare oppure un responsabile tecnico con rapporto idoneo con l’impresa. I requisiti possono derivare, a seconda del caso, da titolo di studio tecnico, formazione professionale ed esperienza oppure da esperienza qualificata maturata presso imprese abilitate.

Quali requisiti tecnico-professionali vengono valutati

Le strade previste dall’art. 4 non sono tutte uguali: una laurea tecnica pertinente può essere sufficiente; diploma o qualifica professionale richiedono normalmente periodi di inserimento nel settore; in altri casi il requisito deriva da esperienza qualificata presso imprese abilitate. Prima di presentare la SCIA conviene verificare titoli, mansioni realmente svolte, durata dell’esperienza e documenti che la dimostrano, evitando di aprire un’impresa che non possa poi ottenere l’abilitazione necessaria.

SCIA al Registro delle Imprese

La Camera di Commercio indica che l’avvio dell’attività impiantistica soggetta al D.M. 37/2008 avviene tramite SCIA, con dichiarazione del possesso dei requisiti. Per l’impresa artigiana la pratica viene coordinata con l’iscrizione al Registro Imprese e all’Albo Artigiani quando applicabile.

Quando si può iniziare a lavorare

La data di avvio dell’attività regolamentata deve essere coerente con la presentazione della pratica camerale. Partita IVA aperta e fatturazione attiva non autorizzano da sole a installare impianti soggetti al D.M. 37/2008 se la SCIA e i requisiti tecnici non sono stati correttamente gestiti.

ComUnica, INPS e INAIL

L’apertura della ditta individuale viene normalmente coordinata tramite Comunicazione Unica, coinvolgendo Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio, INPS e INAIL. Per l’antennista che lavora personalmente nell’impresa il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani, mentre la posizione assicurativa INAIL va impostata in base alle lavorazioni effettive.

Quando può servire anche la lettera A

Se il lavoro comprende interventi sull’impianto elettrico, circuiti di alimentazione o componenti che superano il perimetro tecnico della lettera B, può servire anche l’abilitazione della lettera A. Non va quindi promesso al cliente un lavoro elettrico completo se l’impresa è abilitata soltanto per antenne e impianti elettronici.

Dichiarazione di conformità

Per gli interventi soggetti al D.M. 37/2008 l’impresa installatrice deve rilasciare la dichiarazione di conformità prevista dalla normativa. La documentazione tecnica va gestita insieme a progetto o schema, materiali utilizzati e allegati richiesti nei casi applicabili.

Regime forfettario: coefficiente 86%

Il 43.21.02 appartiene alla divisione 43 delle costruzioni e usa il coefficiente di redditività dell’86%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è 25.800 euro. Poiché solo il 14% viene riconosciuto come costo presunto, bisogna verificare bene l’incidenza reale di materiali, furgone, carburante e attrezzatura.

INPS Artigiani 2026

La circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo minimo ordinario annuo a 4.521,36 euro. Con coefficiente 86%, il reddito supera il minimale già a circa 21.870 euro di ricavi. Se spettante e richiesto, è possibile valutare la riduzione contributiva del 35%.

Attrezzature e costi iniziali

Prima di partire vanno messi a budget misuratore di campo, scale e sistemi di accesso, DPI, trapani e utensili, furgone, scorte di cavi e connettori, antenne, parabole, amplificatori e assicurazioni. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente.

Lavoro in quota e sicurezza

Gli interventi su tetti e coperture richiedono una gestione seria del rischio di caduta. Gli obblighi cambiano in base al contesto, alla presenza di dipendenti e alla natura del cantiere. La patente a crediti va verificata quando il lavoro rientra in un cantiere temporaneo o mobile soggetto alla relativa disciplina, non per ogni semplice chiamata domestica.

Checklist prima dell’apertura

  • definire esattamente gli impianti che verranno installati;
  • confermare ATECO 43.21.02 ed eventuali codici secondari;
  • verificare i requisiti tecnico-professionali;
  • individuare il responsabile tecnico;
  • presentare SCIA e pratica di avvio al Registro Imprese;
  • attivare correttamente INPS e INAIL;
  • impostare dichiarazioni di conformità e documentazione tecnica;
  • verificare regime forfettario, fatturazione elettronica e scadenze.

Guide collegate

Dopo l’apertura consulta il regime forfettario per antennista, il codice ATECO, il calcolo delle tasse e la pagina sul commercialista per antennisti.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

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