Per aprire Partita IVA come calzolaio nel 2026 bisogna prima chiarire che cosa farà realmente il laboratorio. La riparazione di scarpe e articoli in pelle utilizza il codice ATECO 95.23.00 – Riparazione e manutenzione di calzature e articoli in pelle; la fabbricazione di calzature nuove o su misura richiede invece un inquadramento diverso.
La Partita IVA è solo uno dei passaggi. Un calzolaio organizzato come impresa deve coordinare Registro Imprese, eventuale iscrizione artigiana, INPS, locale, fatturazione e gli adempimenti comunali o SUAP applicabili alla sede e alle lavorazioni.
Cosa serve per aprire una calzoleria
- definire se l’attività consiste in riparazione, produzione, vendita o una combinazione delle tre;
- scegliere il codice ATECO principale e gli eventuali codici secondari;
- aprire la Partita IVA;
- iscrivere l’impresa al Registro Imprese;
- verificare l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane quando ricorrono i requisiti;
- aprire la posizione INPS Artigiani quando dovuta;
- verificare eventuali obblighi INAIL e di sicurezza;
- controllare con il Comune o SUAP gli adempimenti collegati al locale;
- impostare fatturazione elettronica e gestione documentale;
- scegliere il regime fiscale più adatto.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando l’attività viene svolta in modo abituale e organizzato. La soglia di 5.000 euro non è una franchigia generale che permette di gestire stabilmente una calzoleria senza Partita IVA.
Un laboratorio aperto al pubblico, con attrezzature, insegna, listino, clientela e continuità dell’attività presenta normalmente i caratteri di un’impresa abituale anche se nei primi mesi i ricavi sono contenuti.
ATECO 95.23.00: quando è il codice corretto
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel 95.23.00 la riparazione e manutenzione di calzature e articoli in pelle. Rientrano anche la riparazione di stivali e articoli da viaggio e il montaggio di tacchi.
Il codice è quindi adatto al calzolaio che ripara scarpe già esistenti: sostituzione di suole e tacchi, cuciture, rinforzi, ripristino di parti in pelle e manutenzione di articoli simili.
Servizio di lustrascarpe: codice diverso
L’ISTAT esclude espressamente dal 95.23 i servizi di lustrascarpe e rinvia alla classe 96.99. Se l’attività è limitata alla lucidatura senza vere riparazioni, non bisogna aprire automaticamente con il codice del calzolaio tradizionale.
Se produci scarpe nuove o su misura
La Tabella B.II di Italia Semplice distingue il calzolaio/riparatore dal creatore di calzature su misura. Per la fabbricazione di calzature il riferimento è 15.20.10.
Se il laboratorio costruisce scarpe complete, anche artigianali e su misura, questa attività va quindi classificata separatamente dalla riparazione. Può essere necessario affiancare un secondo codice o scegliere come principale quello della produzione se è l’attività prevalente.
Se vendi scarpe, lacci, solette o prodotti
Una calzoleria può vendere piccoli accessori o prodotti collegati alle riparazioni. Se però la vendita diventa una vera attività commerciale, stabile e autonoma, va verificato un codice di commercio al dettaglio.
ATECO 2025 distingue, ad esempio, il commercio di calzature per adulti, quello per bambini e il commercio di articoli in pelle e da viaggio. È quindi importante stimare fin dall’apertura quanto peseranno riparazioni, produzione e vendita.
Regime forfettario: coefficiente 67%
Se il contribuente possiede i requisiti generali del regime, l’attività di riparazione con ATECO 95.23.00 utilizza un coefficiente di redditività del 67%. Con 30.000 euro di incassi il reddito forfettario lordo è 20.100 euro.
Il coefficiente significa che il 33% dei ricavi viene considerato forfettariamente come quota di costi. Le spese reali per pellami, suole, tacchi, colle, macchinari, affitto ed energia non vengono dedotte una per una.
Soglia di 85.000 euro e uscita oltre 100.000
Nel 2026 la soglia ordinaria per applicare il regime forfettario è 85.000 euro di ricavi o compensi, calcolati secondo le regole vigenti. Il superamento di 100.000 euro nell’anno determina gli effetti di uscita immediata previsti dalla disciplina.
Se il calzolaio svolge più attività con la stessa Partita IVA, per la verifica del limite occorre considerare l’insieme dei ricavi rilevanti e applicare correttamente i coefficienti delle diverse attività quando differiscono.
Imposta al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Può scendere al 5% nel periodo agevolato iniziale soltanto se sono rispettati tutti i requisiti previsti per una nuova attività. Aprire una nuova Partita IVA o un nuovo locale non basta da solo a ottenere l’aliquota ridotta.
INPS Artigiani 2026
Quando l’attività ha i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani INPS. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale a 18.808 euro e il contributo minimo annuo Artigiani a 4.521,36 euro. L’aliquota ordinaria è il 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.
I forfettari possono inoltre richiedere, quando spettante, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La scelta va valutata per gli effetti sull’accredito previdenziale e sulla deduzione dei contributi.
Registro Imprese e Albo Artigiani
Il calzolaio che esercita personalmente e professionalmente l’attività con organizzazione tipica dell’impresa artigiana deve coordinare la posizione con Registro Imprese e, quando ne ricorrono i requisiti, con l’Albo Artigiani. L’inquadramento concreto dipende dalla forma dell’impresa, dal lavoro personale del titolare, dagli eventuali soci e dall’organizzazione.
Locale, Comune e SUAP
Per la semplice attività di riparazione non esiste un’abilitazione professionale nazionale specifica da inventare. Prima di aprire il laboratorio vanno però verificati gli adempimenti locali applicabili alla sede: destinazione e conformità del locale, insegna, sicurezza, impianti e ogni eventuale comunicazione richiesta dal Comune o dal SUAP.
Se oltre alla riparazione viene svolta anche produzione di calzature, gli adempimenti possono cambiare in funzione del processo produttivo, dei materiali e delle dimensioni dell’impresa. La verifica va fatta prima dell’avvio, non dopo aver firmato un contratto di locazione o acquistato i macchinari.
Quanto costa aprire una calzoleria
La sola apertura fiscale è soltanto una parte del costo iniziale. Il budget può comprendere affitto e deposito cauzionale, banco di lavoro, macchine per finitura e smerigliatura, presse, cucitrici, utensili, aspirazione, materiali di consumo, insegna, assicurazione, software e scorte iniziali.
Prima di scegliere il forfettario conviene quindi stimare i costi reali e soprattutto l’IVA sugli investimenti, che nel regime forfettario non viene normalmente recuperata.
Checklist prima dell’apertura
- definisci se farai riparazione, produzione, vendita o attività miste;
- conferma ATECO 95.23.00 e gli eventuali codici aggiuntivi;
- verifica il locale e gli adempimenti comunali/SUAP;
- definisci forma dell’impresa e posizione artigiana;
- apri Partita IVA, Registro Imprese e INPS;
- verifica eventuale INAIL e sicurezza;
- confronta forfettario e regime ordinario sui costi reali;
- imposta fatturazione elettronica e conservazione dei documenti;
- prepara un budget di liquidità per contributi e imposte.
Guide collegate
Dopo l’apertura consulta il regime forfettario calzolaio, il codice ATECO 95.23.00, il calcolo tasse calzolaio e la guida al commercialista per calzolaio.
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