Il codice ATECO del calzolaio nel 2026 è 95.23.00, denominato Riparazione e manutenzione di calzature e articoli in pelle. È il riferimento corretto quando l’attività principale consiste nella riparazione di scarpe, stivali, articoli da viaggio e altri beni in pelle già esistenti.
Il codice non va però usato automaticamente per chi fabbrica calzature nuove, svolge soltanto un servizio di lustrascarpe oppure gestisce un vero negozio di calzature. Queste attività hanno una natura diversa e possono richiedere altri codici ATECO.
ATECO 95.23.00: attività comprese
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel codice 95.23.00 la riparazione e manutenzione di calzature e articoli in pelle. Tra gli esempi rientrano:
- riparazione di scarpe e stivali;
- riparazione di articoli da viaggio e altri articoli in pelle;
- montaggio e sostituzione di tacchi;
- interventi di manutenzione e ripristino su calzature già esistenti.
Nella pratica il codice è coerente con sostituzione di suole e tacchi, cuciture, rinforzi, ripristino delle parti in pelle e altre lavorazioni tipiche della calzoleria.
Il servizio di lustrascarpe è escluso
L’ISTAT esclude espressamente dalla classe 95.23 i servizi di lustrascarpe, ricondotti alla classe 96.99. Se l’attività consiste esclusivamente nella lucidatura senza vere lavorazioni di riparazione o manutenzione, non è quindi corretto utilizzare automaticamente il 95.23.00.
Fabbricazione di calzature nuove: ATECO 15.20.10
Chi costruisce calzature nuove, anche artigianali o su misura, svolge un’attività diversa dalla riparazione. La Tabella B.II di Italia Semplice distingue espressamente il calzolaio/riparatore dal creatore di calzature su misura e associa alla fabbricazione il codice 15.20.10.
Anche le note ISTAT ATECO 2025 confermano che 15.20.10 identifica la fabbricazione di calzature destinate a qualsiasi utilizzo, realizzate con materiali e processi differenti. Se il laboratorio ripara scarpe ma ne produce anche di nuove, va quindi valutata una seconda attività ATECO.
Vendita al dettaglio: quando il codice cambia
La vendita accessoria di lacci, solette o prodotti per la cura delle calzature non trasforma automaticamente una calzoleria in negozio. Se però il commercio diventa una componente autonoma e stabile, ATECO 2025 prevede codici dedicati.
- 47.72.11 – commercio al dettaglio di calzature e accessori per adulti;
- 47.72.12 – commercio al dettaglio di calzature e accessori per neonati e bambini;
- 47.72.20 – commercio al dettaglio di articoli in pelle e articoli da viaggio.
La scelta dipende da cosa viene venduto e dal peso della vendita rispetto alle riparazioni. Se più attività convivono nella stessa Partita IVA, è necessario indicare correttamente quella prevalente e gli eventuali codici secondari.
Coefficiente forfettario del calzolaio: 67%
Per ATECO 95.23.00 il coefficiente di redditività del regime forfettario è 67%. Il codice rientra infatti nel gruppo delle altre attività economiche della divisione 95 previsto dalla tabella fiscale del regime.
Con 30.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è quindi 20.100 euro. Il 67% non è un’aliquota d’imposta: rappresenta la quota di ricavi che viene assunta come reddito prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori e del calcolo dell’imposta sostitutiva.
Produzione e riparazione hanno lo stesso coefficiente?
La fabbricazione di calzature con codice 15.20.10 rientra anch’essa tra le attività economiche con coefficiente del 67%. Questo significa che, quando il laboratorio svolge sia riparazione sia produzione, i due codici possono avere lo stesso coefficiente pur restando attività amministrativamente e statisticamente distinte.
La distinzione resta comunque necessaria perché ATECO non serve soltanto al calcolo del forfettario: descrive l’attività dell’impresa e incide su pratiche camerali, inquadramento e controlli.
Vendita al dettaglio e coefficiente 40%
La vera attività di commercio al dettaglio di calzature o articoli in pelle rientra invece nel gruppo del commercio con coefficiente del 40%. Se un calzolaio svolge contemporaneamente riparazioni e una significativa attività di negozio, non è corretto applicare un unico coefficiente del 67% a tutti i ricavi senza distinguere le attività.
INPS Artigiani 2026
Il calzolaio che esercita l’attività con i requisiti dell’impresa artigiana è normalmente inquadrato nella Gestione Artigiani INPS. La Circolare INPS n. 14/2026 indica per gli artigiani un minimale di reddito di 18.808 euro, un contributo minimo annuo di 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria del 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.
Il codice ATECO è uno degli elementi dell’inquadramento, ma non sostituisce la verifica della forma dell’impresa, del lavoro personale del titolare, degli eventuali soci e collaboratori e dell’organizzazione concreta.
Quando aggiungere un codice secondario
Un codice secondario serve quando viene svolta realmente una seconda attività autonoma. Prima di aggiungerlo conviene verificare:
- se si tratta ancora di riparazione o di vera fabbricazione;
- se la vendita è soltanto accessoria o rappresenta un’attività commerciale stabile;
- quale attività genera la quota prevalente dei ricavi;
- se le diverse attività hanno coefficienti forfettari differenti;
- se cambiano gli adempimenti amministrativi o camerali.
Errori da evitare
- usare 95.23.00 per la sola attività di lustrascarpe;
- classificare la produzione di scarpe nuove come semplice riparazione;
- ignorare una vera attività di commercio al dettaglio;
- confondere il coefficiente 67% con l’aliquota d’imposta;
- applicare il 67% anche ai ricavi di commercio quando spetta il 40%;
- scegliere la Gestione previdenziale basandosi soltanto sul codice ATECO.
Guide collegate
Dopo aver verificato il codice consulta il regime forfettario calzolaio, la guida su come aprire Partita IVA da calzolaio, il calcolo delle tasse e la pagina dedicata al commercialista per calzolaio.
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