Per aprire la Partita IVA come consulente aziendale nel 2026 bisogna partire dai servizi effettivamente offerti. Per la consulenza strategica, organizzativa e di management il riferimento più comune è ATECO 70.20.09, ma attività informatiche, fiscali, tecniche, pubblicitarie o di selezione del personale hanno classificazioni differenti.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando la consulenza viene svolta in modo abituale e professionale. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che permetta di esercitare stabilmente senza Partita IVA: quel valore riguarda specifici profili previdenziali del lavoro autonomo occasionale e non definisce da solo l’abitualità fiscale.
Se proponi servizi continuativi alle imprese, hai più clienti, contratti ricorrenti o organizzi stabilmente la tua attività, la posizione va normalmente impostata fin dall’inizio come lavoro autonomo professionale. Questa guida riguarda in modo specifico la consulenza aziendale e di management, non le altre consulenze specialistiche che seguono classificazioni proprie.
ATECO 70.20.09: verifica cosa fai davvero
Le note esplicative ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel 70.20.09 – Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a. pianificazione strategica e organizzativa, controllo di gestione, gestione dei processi, strategie HR, project management aziendale, innovazione e change management.
Non vanno invece accorpate automaticamente nello stesso codice la consulenza informatica, fiscale o legale, l’ingegneria e la progettazione tecnica, la pubblicità, le ricerche di mercato, la sicurezza sul lavoro o la selezione del personale. La guida sul codice ATECO del consulente aziendale contiene la mappa completa delle attività incluse ed escluse.
Come aprire la posizione fiscale
Per il consulente persona fisica che opera come libero professionista l’apertura avviene normalmente con il modello AA9/12. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate individuano il modello per le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati e cessazione di imprese individuali e lavoratori autonomi.
La sola attribuzione della Partita IVA non ha un costo amministrativo. Possono invece esserci costi per assistenza professionale, software di fatturazione, firma digitale o altri strumenti scelti per lavorare. Per una consulenza professionale pura, senza struttura d’impresa, non si deve presumere automaticamente l’iscrizione alla Camera di Commercio: l’inquadramento dipende da come l’attività è realmente esercitata.
Regime forfettario: requisiti 2026
Il consulente aziendale può applicare il regime forfettario se rispetta tutti i requisiti previsti. La soglia ordinaria è 85.000 euro di ricavi o compensi; oltre 100.000 euro operano le regole di uscita immediata. Nel 2026 va inoltre verificata la causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, la cui soglia rilevante è stata mantenuta a 35.000 euro, oltre alle altre cause di esclusione.
Per il 70.20.09 il coefficiente di redditività attualmente applicabile è 78%. Il D.Lgs. 81/2025 ha disciplinato il raccordo transitorio tra ATECO 2025 e i coefficienti del regime forfettario utilizzati nel 2026.
INPS: Gestione Separata
Il consulente aziendale che esercita come libero professionista e non ha una Cassa professionale autonoma rientra normalmente nella Gestione Separata INPS. Secondo la circolare INPS n. 8/2026, l’aliquota è 26,07% per i professionisti non pensionati e privi di altra copertura previdenziale obbligatoria; nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria è 24%.
Fatture, rivalsa e clienti esteri
Il consulente forfettario emette fattura elettronica tramite SdI e non addebita l’IVA ordinaria sulle operazioni che rientrano nel regime. Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata può essere applicata, quando scelta e correttamente esposta, la rivalsa INPS del 4%; questa non sostituisce i contributi dovuti e concorre normalmente ai compensi del professionista.
Se lavori con imprese UE o extra-UE, territorialità IVA, VIES e modalità di compilazione della fattura vanno verificati sulla singola operazione. La guida dell’Agenzia delle Entrate alla fatturazione elettronica e alle operazioni con l’estero è il riferimento operativo per i codici documento e natura.
Checklist prima di iniziare
- descrivere con precisione i servizi offerti;
- verificare che 70.20.09 sia coerente e valutare eventuali codici secondari;
- aprire la Partita IVA con AA9/12;
- controllare tutti i requisiti del forfettario;
- iscriversi alla Gestione Separata quando dovuto;
- impostare fatturazione elettronica e conservazione;
- disciplinare nei contratti oggetto, responsabilità, compensi e rimborsi;
- verificare separatamente le operazioni con clienti esteri.
Dopo l’apertura
Per la gestione annuale consulta il regime forfettario per consulente aziendale, il calcolo delle tasse e la guida al commercialista per consulenti aziendali e di management.
Apri la Partita IVA o passa a Regimeminimi.com
Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.
- Apertura della Partita IVA
- Cambio commercialista
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.