Per aprire la Partita IVA come consulente privacy o DPO nel 2026 bisogna definire prima quali servizi verranno realmente offerti. Per il profilo tipico del consulente che assiste imprese ed enti su GDPR, compliance e gestione del rischio privacy, il riferimento ATECO 2025 più coerente è 70.20.09. L’incarico di DPO/RPD può essere svolto anche da un professionista esterno tramite contratto di servizi.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando la consulenza viene svolta con abitualità e organizzazione. La soglia dei 5.000 euro non rappresenta una franchigia generale che consente di esercitare stabilmente una professione senza Partita IVA. Se si acquisiscono clienti, si propongono servizi continuativi e si opera professionalmente sul mercato, l’attività va inquadrata fin dall’inizio.
Definire se farai consulenza privacy, DPO o entrambe
La consulenza privacy può comprendere audit, registri dei trattamenti, procedure, DPIA, gestione dei fornitori, formazione e supporto alla compliance. Il DPO ha invece compiti specifici previsti dal GDPR e deve mantenere una posizione indipendente. Lo stesso professionista può svolgere entrambe le attività per clienti diversi o, quando compatibile, per lo stesso cliente, ma contratto e responsabilità devono essere costruiti con attenzione.
ATECO 70.20.09 per la consulenza compliance
Le note ISTAT ATECO 2025 collocano nel 70.20.09 le altre attività di consulenza imprenditoriale e gestionale e includono la consulenza aziendale in materia di compliance e risk management. Questo descrive bene il profilo del consulente privacy che lavora sull’organizzazione e sui processi del cliente.
Quando 70.20.09 può non essere il codice giusto
Se l’attività prevalente è diversa dalla consulenza compliance, il codice deve seguire il lavoro reale. Un avvocato che presta consulenza privacy nell’esercizio della professione forense mantiene il proprio inquadramento professionale; chi svolge soprattutto sviluppo software, cybersecurity tecnica, formazione o altre attività autonome può avere un codice differente. Il 74.99.99 resta una voce residuale per altre consulenze tecniche non classificate altrove, non il codice automatico di ogni DPO.
Per diventare DPO non esiste un albo obbligatorio
Il Garante Privacy chiarisce che il GDPR non prevede un albo professionale obbligatorio dei responsabili della protezione dei dati e non richiede una specifica certificazione come condizione necessaria per l’incarico. La scelta del DPO deve basarsi su conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati e sulla capacità di svolgere i compiti previsti dal GDPR.
La certificazione può aiutare a dimostrare competenza
Certificazioni professionali, formazione specialistica ed esperienza documentata possono rafforzare il profilo del professionista e aiutare il cliente a valutarne le competenze. Non vanno però presentate come una licenza pubblica obbligatoria. Anche la certificazione secondo UNI 11697 è un elemento volontario di qualificazione professionale, non un requisito legale universale per essere nominati DPO.
DPO esterno e contratto di servizi
Il Comitato europeo per la protezione dei dati precisa che il DPO può essere esterno all’organizzazione e svolgere i propri compiti sulla base di un contratto di servizi. Nel contratto è utile indicare attività, durata, compenso, disponibilità, canali di contatto, obblighi di riservatezza e modalità con cui viene garantita l’indipendenza della funzione.
Conflitto di interessi: controllo da fare prima di accettare l’incarico
Il DPO non deve trovarsi in una posizione in cui determina finalità e mezzi del trattamento che poi dovrebbe controllare. Prima di firmare un incarico occorre quindi verificare eventuali ruoli gestionali, incarichi IT decisionali, responsabilità HR o altre funzioni che possano creare conflitto. Per un libero professionista con più servizi allo stesso cliente questa verifica va fatta contratto per contratto.
Regime forfettario e coefficiente 78%
Per il profilo professionale considerato il coefficiente è il 78%. Con 30.000 euro di compensi incassati il reddito lordo fiscale è 23.400 euro. Software, assicurazione, formazione, strumenti informatici, banche dati, trasferte e coworking non vengono dedotti analiticamente: il 22% dei compensi rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente.
Gestione Separata INPS 2026
Per il libero professionista senza cassa professionale obbligatoria dedicata il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per chi non è assicurato presso altra forma obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati altrove.
Nessun minimale contributivo fisso
La Gestione Separata calcola i contributi sul reddito imponibile effettivo. Non esiste il contributo minimo fisso annuo di Artigiani e Commercianti e non si applica la loro riduzione del 35%. Il valore INPS di 18.808 euro nel 2026 serve per determinare la contribuzione necessaria all’accredito dell’intero anno.
Contratto, assicurazione e responsabilità
Prima del primo cliente è utile predisporre un modello contrattuale coerente con i servizi offerti, una copertura assicurativa adeguata e procedure per la gestione sicura dei documenti ricevuti. Un consulente privacy tratta spesso informazioni sensibili sull’organizzazione del cliente: accessi, strumenti cloud, subfornitori e conservazione dei file devono essere organizzati con lo stesso livello di attenzione richiesto nelle consulenze erogate.
Checklist prima di iniziare
- definire se l’attività prevalente è consulenza privacy/compliance, DPO o altra attività;
- confermare ATECO 70.20.09 ed eventuali attività secondarie;
- aprire la Partita IVA e verificare il regime forfettario;
- iscriversi alla Gestione Separata quando dovuto;
- predisporre contratto, privacy e sicurezza documentale;
- verificare competenze e assenza di conflitti prima di accettare incarichi DPO;
- impostare fatturazione elettronica, incassi e accantonamenti fiscali.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per consulente privacy e DPO, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per consulenti privacy e DPO.
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