Il regime forfettario per consulente privacy e DPO nel 2026 può essere utilizzato quando sono rispettate le condizioni fiscali e l’attività viene classificata in base ai servizi realmente svolti. Per il profilo tipico del professionista che affianca imprese ed enti su GDPR, compliance e gestione del rischio privacy, il riferimento ATECO 2025 più coerente è 70.20.09, con coefficiente di redditività del 78%.
Perché 70.20.09 è più coerente del vecchio 74.99.99
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono nella consulenza imprenditoriale e gestionale anche l’assistenza su compliance e risk management. È il perimetro tipico di chi supporta organizzazioni su governance privacy, registri dei trattamenti, valutazioni dei rischi, procedure interne, rapporti con responsabili esterni e adeguamento al GDPR. Il 74.99.99 rimane una voce residuale per altre consulenze professionali e tecniche non classificate altrove, ma non è il punto di partenza migliore per la consulenza privacy aziendale ordinaria.
Consulente privacy e DPO non sono la stessa cosa
Un consulente privacy può progettare procedure, svolgere audit, assistere nella documentazione e supportare il titolare o il responsabile del trattamento. Il DPO/RPD, invece, assume le funzioni specifiche previste dal GDPR: informa e consiglia l’organizzazione, sorveglia l’osservanza della normativa, coopera con l’autorità di controllo e opera come punto di contatto. Lo stesso professionista può offrire entrambi i servizi, ma gli incarichi devono essere distinti e compatibili.
DPO esterno: è possibile lavorare con un contratto di servizi
Il Comitato europeo per la protezione dei dati chiarisce che il DPO può essere un dipendente oppure un professionista esterno che svolge l’incarico sulla base di un contratto di servizi. Questo rende l’attività compatibile con una Partita IVA professionale, purché siano rispettate indipendenza, competenza e assenza di conflitti di interesse.
Nessun albo DPO obbligatorio e nessuna certificazione unica richiesta dalla legge
Il Garante per la protezione dei dati personali precisa che il GDPR non istituisce un albo professionale dei DPO e non richiede una specifica certificazione come condizione necessaria per l’incarico. La scelta deve basarsi su conoscenza specialistica della normativa e delle prassi di protezione dei dati e sulla capacità di svolgere i compiti previsti dall’articolo 39 del GDPR.
Certificazione UNI 11697: utile, ma non obbligatoria
Una certificazione secondo la norma UNI 11697 può contribuire a documentare conoscenze e competenze del professionista, ma non è una condizione imposta dal GDPR per essere nominati DPO. Va quindi presentata correttamente al cliente: è un elemento professionale utile, non una “licenza DPO” obbligatoria.
Indipendenza e conflitto di interessi
Il DPO deve poter svolgere i propri compiti in modo indipendente e riferire direttamente al vertice dell’organizzazione. Un conflitto può nascere quando lo stesso soggetto ricopre ruoli che determinano finalità e mezzi del trattamento. Per un consulente esterno è quindi importante verificare il contenuto di ogni incarico: vendere contemporaneamente servizi decisionali e svolgere il controllo indipendente sulle stesse decisioni può creare incompatibilità.
Regime forfettario e coefficiente del 78%
Con 40.000 euro di compensi incassati, il reddito lordo forfettario è 31.200 euro. Il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. Software, assicurazione professionale, formazione, banche dati, coworking, trasferte, consulenze specialistiche e strumenti informatici non vengono dedotti analiticamente.
Quando confrontare il 22% di costi presunti con i costi reali
Un consulente che lavora prevalentemente da remoto può avere costi inferiori al 22% dei compensi; chi acquista software specialistici, si appoggia a collaboratori, sostiene molte trasferte o investe in formazione e cybersecurity può avere una struttura più costosa. Il vantaggio del forfettario va quindi misurato sul margine reale, non solo sull’aliquota sostitutiva.
Gestione Separata INPS 2026
Per il libero professionista senza una cassa previdenziale obbligatoria dedicata il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria.
Niente contributo minimo fisso e niente riduzione del 35%
La Gestione Separata applica la percentuale al reddito imponibile effettivo. Non esiste il contributo minimo fisso tipico di Artigiani e Commercianti e non si applica la loro riduzione contributiva del 35%. Il valore di 18.808 euro nel 2026 rileva invece ai fini dell’accredito dell’intero anno contributivo.
Consulenza legale e attività tecnica: quando il codice cambia
Se il servizio privacy è svolto nell’esercizio della professione forense, l’inquadramento segue l’attività legale del professionista e non il semplice codice della consulenza gestionale. Allo stesso modo, chi svolge prevalentemente implementazione tecnica di sicurezza informatica, sviluppo software o altre attività specialistiche deve classificare ciò che fattura realmente. Il 70.20.09 è il riferimento del consulente compliance/privacy, non un contenitore universale.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori, il reddito residuo è soggetto normalmente all’imposta sostitutiva del 15%. Il 5% può spettare nel periodo iniziale soltanto se sono soddisfatti tutti i requisiti previsti per una nuova attività; non basta cambiare codice ATECO o iniziare a offrire servizi DPO.
Contratti continuativi, audit e formazione
Il modello economico può combinare incarichi DPO annuali, progetti di adeguamento GDPR, audit, DPIA, formazione e consulenza continuativa. È utile separare nel contratto oggetto, responsabilità e compenso dei diversi servizi, soprattutto quando l’incarico DPO deve restare indipendente rispetto ad attività operative che potrebbero generare conflitti.
Guide collegate
Approfondisci come aprire la Partita IVA per consulenza privacy e DPO, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per consulenti privacy e DPO.
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